Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

16 gennaio 2004
Domanda 16 gennaio 2004
In breve volevo descrivervi l'assurda situazione in cui mi sono venuto a trovare nei confronti della mia assicurazione RC Auto Generali ASS. NI SPA dopo essere incappato in un incidente automobilistico.
Senza spiegare nei minimi dettagli la dinamica dell'incidente faccio presente che i carabinieri intervenuti sul luogo dell'incidente hanno steso un bel verbale in cui attribuivano nei miei confronti il 100% della colpa dell'incidente multandomi per mancata distanza di sicurezza, mentre secondo la mia opinione non ero io che non avevo mantenuto la distanza di sicurezza nei confronti dell'altro automobilista ma era questo che nn mi aveva dato la precedenza partendo improvvisamente dalla banchina destra della carreggiata della strada presso la quale sostava.
Quindi non d'accordo sulla decisione intrapresa dai carabinieri pochissimi giorni dopo l'accaduto ho fatto ricorso al giudice di pace per contestare la multa e di conseguenza mi sono recato personalmente presso l'agenzia della mia assicurazione e ho comunicato verbalmente che ero intenzionato a far valere le mie ragioni presso il giudice di pace tramite un avvocato privato.
Dopo due lunghi anni non solo sono riuscito a sopprimere la multa ma ho dimostrato che effettivamente la colpa dell'incidente era totalmente dell'altro, quindi il giudice di pace decreta che l'assicurazione dell'altro automobilista deve pagare i danni che io ho subito. In pratica dal 100% di torto ho ottenuto giustamente il 100% della ragione.
Nel frattempo la mia assicurazione dalla prima classe in cui mi trovavo prima dell'incidente(cioe' dalla classe di appartenenza minima) mi schiaffa in 3 classe per due anni e successivamente in 2(il prossimo anno finalmente ritornero' in prima).
Naturalmente, cosa logica, e' che dopo aver dimostrato legalmente che io non avevo colpa nell'incidente pretenderei dall'assicurazione il rimborso dell'aumento che ho subito ingiustamente in questi anni, ma qui viene il bello in quanto l'assicurazione non ritiene di dovermi rimborsare questo aumento perche' ha gia' pagato l'altro automobilista con cui ho avuto l'incidente. Faccio presente che, oltre ad essermi recato personalmente dall'assicurazione per avvertirli della mia intenzione di rivolgermi al giudice di pace, ogni volta che il mio avvocato comunicava qualcosa al giudice di pace automaticamente metteva in conoscenza anche l'assicurazione anche per quanto riguarda l'apertura della pratica presso il giudice di pace di fatto avvenuta pochi giorni dopo l'incidente(una decina di giorni all'incirca).
Ora, facendo due conti, ho stimato che non posso portare in causa l'assicurazione perche' la parcella dell'avvocato risulterebbe piu' alta del rimborso che dovrei ottenere ma mi sembra veramente oltraggioso oltre che ingiusto che l'assicurazione faccia le orecchie da mercante su tutta questa vicenda.
Nel frattempo ho cambiato assicurazione, visto anche la scandalosa truffa dell'antitrust in cui era coinvolta la Generali e che peraltro e' stata tutelata in maniera davvero "lodevole" da parte del governo.
Grazie per la vostra attenzione.
Simone, da Santa Maria Nuova

Risposta ADUC
non avrebbe dovuto recarsi personalmente, avrebbe dovuto diffidarli per raccomandata A/R, avvisandoli che in caso avessero pagato avrebbe agito nei loro confronti ove cio' avesse comportato una variazione di classe indebita a suo danno. Pertanto, se le comunicazioni dell'avvocato sono comprovabili, in quanto inviate per raccomandata A/R, bene. Altrimenti, non avendo scritto formalmente nulla, sicuramente per giustificarsi possono anche opporle di averli lasciati fare e quindi di essere responsabile del danno da loro prodotto. Comunque sia, riteniamo che la causa all'assicurazione potrebbe fargliela, senza pero' doversi per forza servire di un legale: puo' agire lei personalmente, in giudizio. Anzi, in questo caso, ci parrebbe anche piuttosto semplice gestirla autonomamente.
Non concordiamo pero' con quanto dice in merito alla normativa introdotta dopo la questione del cartello: in primo luogo, era un cartello e non una truffa (le compagnie si erano accordate per fare tutte prezzi simili, facendo diventare inutile cambiare compagnia e quindi falsando la concorrenza). In secondo luogo, seppur abbiamo poco gradito la scelta dei tempi dal punto di vista dell'impatto psicologico, occorre dire che la normativa che ha introdotto l'onere per il giudice di decidere sui contratti prestampati solo secondo legge e non secondo equita', non e' per niente una cattiva idea. Certo, le pregiudica la possibilita' di vincere una causa perche' sta simpatico al giudice, ma le preclude anche quella di vedersela rigettare per antipatia: il giudice e' obbligato ad attenersi solo alla legge (fermo restando che le leggi possono essere interpretate) emettendo delle sentenze che abbiano un senso logico e giuridico. Le sembra tanto male?? Il fatto che un giudice possa decidere a seconda di come si alza la mattina non e' che ci paia il massimo della tutela dei diritti.. Pertanto, ben venga la norma che impone di seguire la legge: per quanto possibile, noi vorremmo aver ragione quando l'abbiamo davvero e non tanto per fare, perche' il giudice e' in buona. Per non parlare del fatto che se la controparte si arrabbia, in un giudizio di congruita', il passo successivo e' la Cassazione e non invece la Corte d'Appello, come nella procedura normale. Questo, in concreto, vuol dire spendere di piu' e trovare per forza un avvocato su Roma, recarsi a Roma, etc......
Tutti questi vantaggi, non li vediamo.
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