Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
15 gennaio 2004
Spett. le ADUC, invio copia della lettera raccomandata che segue questa email.
Resto in attesa di un V/s cortese riscontro e sono a disposizione per ogni eventuale chiarimento in merito.
Cordiali saluti Antonio, da Vada/Livorno.
................
TELECOM ITALIA Servizio Clienti Sede di Livorno S. S. Del Brennero Km. 4 loc. Figuretta 58100 PISA.
e p. c.: PROCURA DELLA REPUBBLICA c/o TRIBUNALE Via Falcone e Borsellino 1 57100 LIVORNO.
TELECOM ITALIA S. p. A.
Sede Legale Piazza degli Affari n. 2 20123 MILANO.
TELECOM ITALIA S. p. A.
Direzione Generale Corso d'Italia 41 00198 ROMA.
AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE TLC Dipartimento Vigilanza e Controllo Centro Direzionale, Isola B5 80143 NAPOLI.
REDAZIONE DI MIMANDARAITRE (inoltrata via e-mail).
UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI Delegazione di Firenze Via de' Vecchietti 13 50123 FIRENZE.
ADUC Associazione Diritti Utenti e Consumatori Via Cavour 68 50129 FIRENZE.
ADICONSUM Toscana Via Ricasoli, 28 50123 FIRENZE.
OGGETTO: TELEFONO N° xxxx INTESTATO A xxxxxxxx.
Io sottoscritto xxxxxxxx con la presente intendo denunciare quanto segue.
PREMESSO:.
o Che all'inizio del mese di Ottobre 2003 ricevevo regolare fattura Telecom relativa al 5° bimestre 2003;.
o Che tale fattura riportava telefonate ad un numero 70X da me non effettuate o, almeno, da me non volontariamente effettuate per un importo di circa 155 euro piu' iva;.
o Che ho provveduto, seppur in ritardo in quanto negli ultimi mesi mi trovo lontano da casa per motivi di lavoro, a denunciare l'accaduto presso la Polizia Postale di Piacenza e successivamente a regolarizzare la mia posizione amministrativa nei confronti di Telecom Italia pagando un bollettino e decurtando la cifra delle telefonate che secondo me non ho effettuato o Che ho inviato tutta la documentazione relativa all'accaduto sopra esposto tramite fax al N° verde 800555956 in data 29 dicembre 2003 come richiestomi da PIU' operatori del 187 da me interpellati;.
o Che in data che non sono in grado di indicare esattamente in quanto mi trovavo fuori casa per ragioni di lavoro, ma presumo intorno alla meta' di dicembre 2003, la mia linea e' stata disattivata;.
o Che ho trascorso il pomeriggio del 9 gennaio 2004 (dalle ore 15, 00 alle ore 16, 45) tentando di parlare (INVANO) con un responsabile degli uffici amministrativo e commerciale e rispondente al numero di centralino 055/2971;.
o Che tutte le mie bollette TELECOM risultano pagate e, ove pagate in ritardo, mi sono stati addebitati gli interessi di ritardati pagamento come si evince dalle ricevute e fatture in mio possesso e pertanto nulla devo a Telecom Italia;.
o Che ho NECESSITA' E DIRITTO che il mio telefono funzioni;.
o Che dall'invio della documentazione a Telecom Italia ad oggi e' trascorso un tempo ragionevolmente lungo per poter risolvere questa vicenda assurda;.
o Che non ho intenzione di inviare ancora fax o quanto altro di volta in volta mi viene richiesto perche' ho gia' provveduto e non intendo perdere ulteriormente il mio tempo;.
ESIGO:.
Che Telecom Italia riattivi la mia linea telefonica entro 3 giorni dalla data di ricevimento della presente in quanto non sussistono impedimenti di carattere amministrativo affinche' cio' non debba verificarsi e, ove tale impedimenti sussistessero A MIA INSAPUTA, che mi vengano IMMEDIATAMENTE comunicati, fermo restando che LA MIA LINEA DEVE ESSERE COMUNQUE IMMEDIATAMENTE ATTIVATA; i 3 giorni mi sembrano oltretutto un lasso di tempo ragionevole in quanto piu' operatori del 187 mi hanno assicurato che IL RIPRISTINO SAREBBE AVVENUTO AL MASSIMO ENTRO 48 ORE dal ricevimento da parte della Telecom della documentazione che mi era stata richiesta.
La documentazione in mio possesso (denuncia alla Polizia Postale, ricevute di pagamento, ricevute dei fax e lettere che mi ha inviato la Telecom) e' a disposizione di ogni indirizzo in testa alla presente, ad esclusione di Telecom che ha gia' ricevuto quanto richiestomi.
Resta inteso che nei confronti di quest'ultima agiro' per vie legali per il recupero delle spese da me sostenute e per i disagi che mi sono stati arrecati.
Resto in attesa di un V/s cortese riscontro e sono a disposizione per ogni eventuale chiarimento in merito.
Cordiali saluti Antonio, da Vada/Livorno.
................
TELECOM ITALIA Servizio Clienti Sede di Livorno S. S. Del Brennero Km. 4 loc. Figuretta 58100 PISA.
e p. c.: PROCURA DELLA REPUBBLICA c/o TRIBUNALE Via Falcone e Borsellino 1 57100 LIVORNO.
TELECOM ITALIA S. p. A.
Sede Legale Piazza degli Affari n. 2 20123 MILANO.
TELECOM ITALIA S. p. A.
Direzione Generale Corso d'Italia 41 00198 ROMA.
AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE TLC Dipartimento Vigilanza e Controllo Centro Direzionale, Isola B5 80143 NAPOLI.
REDAZIONE DI MIMANDARAITRE (inoltrata via e-mail).
UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI Delegazione di Firenze Via de' Vecchietti 13 50123 FIRENZE.
ADUC Associazione Diritti Utenti e Consumatori Via Cavour 68 50129 FIRENZE.
ADICONSUM Toscana Via Ricasoli, 28 50123 FIRENZE.
OGGETTO: TELEFONO N° xxxx INTESTATO A xxxxxxxx.
Io sottoscritto xxxxxxxx con la presente intendo denunciare quanto segue.
PREMESSO:.
o Che all'inizio del mese di Ottobre 2003 ricevevo regolare fattura Telecom relativa al 5° bimestre 2003;.
o Che tale fattura riportava telefonate ad un numero 70X da me non effettuate o, almeno, da me non volontariamente effettuate per un importo di circa 155 euro piu' iva;.
o Che ho provveduto, seppur in ritardo in quanto negli ultimi mesi mi trovo lontano da casa per motivi di lavoro, a denunciare l'accaduto presso la Polizia Postale di Piacenza e successivamente a regolarizzare la mia posizione amministrativa nei confronti di Telecom Italia pagando un bollettino e decurtando la cifra delle telefonate che secondo me non ho effettuato o Che ho inviato tutta la documentazione relativa all'accaduto sopra esposto tramite fax al N° verde 800555956 in data 29 dicembre 2003 come richiestomi da PIU' operatori del 187 da me interpellati;.
o Che in data che non sono in grado di indicare esattamente in quanto mi trovavo fuori casa per ragioni di lavoro, ma presumo intorno alla meta' di dicembre 2003, la mia linea e' stata disattivata;.
o Che ho trascorso il pomeriggio del 9 gennaio 2004 (dalle ore 15, 00 alle ore 16, 45) tentando di parlare (INVANO) con un responsabile degli uffici amministrativo e commerciale e rispondente al numero di centralino 055/2971;.
o Che tutte le mie bollette TELECOM risultano pagate e, ove pagate in ritardo, mi sono stati addebitati gli interessi di ritardati pagamento come si evince dalle ricevute e fatture in mio possesso e pertanto nulla devo a Telecom Italia;.
o Che ho NECESSITA' E DIRITTO che il mio telefono funzioni;.
o Che dall'invio della documentazione a Telecom Italia ad oggi e' trascorso un tempo ragionevolmente lungo per poter risolvere questa vicenda assurda;.
o Che non ho intenzione di inviare ancora fax o quanto altro di volta in volta mi viene richiesto perche' ho gia' provveduto e non intendo perdere ulteriormente il mio tempo;.
ESIGO:.
Che Telecom Italia riattivi la mia linea telefonica entro 3 giorni dalla data di ricevimento della presente in quanto non sussistono impedimenti di carattere amministrativo affinche' cio' non debba verificarsi e, ove tale impedimenti sussistessero A MIA INSAPUTA, che mi vengano IMMEDIATAMENTE comunicati, fermo restando che LA MIA LINEA DEVE ESSERE COMUNQUE IMMEDIATAMENTE ATTIVATA; i 3 giorni mi sembrano oltretutto un lasso di tempo ragionevole in quanto piu' operatori del 187 mi hanno assicurato che IL RIPRISTINO SAREBBE AVVENUTO AL MASSIMO ENTRO 48 ORE dal ricevimento da parte della Telecom della documentazione che mi era stata richiesta.
La documentazione in mio possesso (denuncia alla Polizia Postale, ricevute di pagamento, ricevute dei fax e lettere che mi ha inviato la Telecom) e' a disposizione di ogni indirizzo in testa alla presente, ad esclusione di Telecom che ha gia' ricevuto quanto richiestomi.
Resta inteso che nei confronti di quest'ultima agiro' per vie legali per il recupero delle spese da me sostenute e per i disagi che mi sono stati arrecati.
Risposta ADUC
il "da me non volontariamente effettuate" non ci piace. Infatti, fa la differenza tra il poter gettare il problema su Telecom oppure tenerselo su di se' e poter quindi agire solo su chi ha determinato la truffa, SENZA poter pero' opporre nulla al credito vantato da Telecom. In ogni caso, gia' riteniamo che l'errore fosse contenuto nelle denunce alla Polizia Postale di Piacenza: non le nascondiamo che temiamo fortemente che questa impostazione le possa pregiudicare l'azione (naturalmente, dipende dalla "disponibilita'" del giudice, ma se egli si attenesse ai fatti dichiarati non gli sarebbe tanto facile darle ragione).
Inoltre, inviare fax non serve: le contestazioni di fanno per raccomandata. Il distacco, inoltre, supponiamo derivi dal suo pagamento parziale delle fatture: anche questo e' ovvio, in quanto ha -IN ASSENZA DI CONTESTAZIONE FORMALE O DI SENTENZA A FAVORE- arbitrariamente decurtato le somme senza che nulla l'autorizzasse in tal senso. Pertanto, se non paga, la linea non le verra' riallacciata. E cio' e' anche perfettamente logico: in quanto LORO ritengono di aver ragione e le hanno emesso una fattura. Lei non l'ha pagata, pertanto loro interrompono il proprio servizio. Andrete poi dal giudice e costui decidera' chi ha ragione. Nel frattempo, pero', il fornitore non pagato non fornisce il servizio. L'unico modo per evitare cio' e' pagare e richiedere il rimborso. E non importa, su questo ha ragione, che mandi fax, tanto non vengono di solito molto considerati. Sul sito abbiamo la lettera per richiedere il rimborso, propedeutica all'azione legale. Se vuole continuare invece sulla sua linea, faccia pure (pregheremo che il giudice le VOGLIA dare comunque ragione e quindi che addomestichi un po' i fatti) pero' i rischi le devono essere chiari.
Inoltre, inviare fax non serve: le contestazioni di fanno per raccomandata. Il distacco, inoltre, supponiamo derivi dal suo pagamento parziale delle fatture: anche questo e' ovvio, in quanto ha -IN ASSENZA DI CONTESTAZIONE FORMALE O DI SENTENZA A FAVORE- arbitrariamente decurtato le somme senza che nulla l'autorizzasse in tal senso. Pertanto, se non paga, la linea non le verra' riallacciata. E cio' e' anche perfettamente logico: in quanto LORO ritengono di aver ragione e le hanno emesso una fattura. Lei non l'ha pagata, pertanto loro interrompono il proprio servizio. Andrete poi dal giudice e costui decidera' chi ha ragione. Nel frattempo, pero', il fornitore non pagato non fornisce il servizio. L'unico modo per evitare cio' e' pagare e richiedere il rimborso. E non importa, su questo ha ragione, che mandi fax, tanto non vengono di solito molto considerati. Sul sito abbiamo la lettera per richiedere il rimborso, propedeutica all'azione legale. Se vuole continuare invece sulla sua linea, faccia pure (pregheremo che il giudice le VOGLIA dare comunque ragione e quindi che addomestichi un po' i fatti) pero' i rischi le devono essere chiari.
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