Sabato 6 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

15 gennaio 2004
Domanda 15 gennaio 2004
Gentile Aduc, a fine Settembre mio padre ha acquistato una vettura Citroen pagando un anticipo e richiedendo un finanziamento per la restante cifra alla PSA FINANCE ITALIA.
Poiche' a fine Ottobre i bollettini per il pagamento non erano ancora arrivati, si telefonava al concessionario Citroen che aveva venduto l'auto per avere informazioni. Ci suggerivano di pazientare ancora 8-10 giorni e ci assicuravano che sarebbero arrivati. Non ricevendoli, da meta' Novembre contattavamo la finanziaria stessa per due volte, ed ogni volta ci assicuravano di averli appena spediti e ci chiedevano di attenderli con pazienza. In data 11 Dicembre ricevevamo una telefonata dalla PSA: ci spiegavano che i bollettini erano stati inviati per errore ad altra persona in altra citta' (sottolineo che l'indirizzo sul modulo di richiesta del finanziamento, di cui abbiamo copia, e' corretto), si scusavano per l'inconveniente e ci chiedevano di provvedere al pagamento delle rate di Novembre e Dicembre in unica soluzione con un bollettino postale bianco da compilare secondo le loro indicazioni. In data 12 Dicembre provvedevamo al pagamento e spedivamo alla PSA, via Fax, copia del versamento effettuato. Il 28 Dicembre i tanto attesi bollettini sono arrivati. Richiamavamo la PSA per assicurarci che tutto fosse stato sistemato e ci garantivano che il problema era stato risolto e non risultava alcuna pendenza di credito.
Il 7 Gennaio abbiamo avuto la necessita' di richiedere un altro piccolo finanziamento presso la sede CEPU di Padova. La responsabile, con nostra sorpresa (e notevole imbarazzo!) ci ha comunicato dell'irregolarita' presente nella banca dati nazionale: mio padre risultava insolvente riguardo ai pagamenti con la PSA. In questa sede l'equivoco si e' poi chiarito presentando le ricevute dei pagamenti effettuati. Abbiamo allora ricontattato la PSA per chiedere la regolarizzazione della posizione di mio padre, visto che il tutto e' scaturito da un loro errore e ci e' stato risposto che tutto sommato ci e' andata anche bene visto che non ci hanno pignorato nulla (!!!). Ora mi chiedo: non dovrebbero provvedere automaticamente alla correzione dei dati, visto che l'errore e' stato loro? Ci saranno conseguenze future a causa dell'iscrizione di mio padre nella banca dati? Come ci consigliate di procedere per risolvere l'incresciosa situazione? Ed infine, chi ci ripaga per il tempo perso e per l'agitazione causataci?
Grazie per la cortese risposta e cordiali saluti.
Laura, da Udine

Risposta ADUC
per il futuro, tenga presenti due cose: la prima e' che i pagamenti devono comunque avvenire (nel proprio interesse e per propria tutela) entro la data contrattualmente prefissata, con QUALUNQUE bollettino; la seconda e' che i bollettini spediti per posta possono anche andare perduti, pertanto il mancato arrivo non puo' essere opposto al mittente (in questo caso hanno sbagliato loro, ma potrebbero anche negarlo a fronte di una contestazione ufficiale e lei non potrebbe provarlo. Non potrebbe provare neanche il mancato ricevimento). Cio' premesso, potete chiedere la cancellazione dal registro dei cattivi pagatori inviando una raccomandata A/R di messa in mora alla finanziaria, richiedendo che si provveda entro 15 gg ad effettuare la cancellazione dalle varie banche dati, ai sensi di quanto previsto dal Garante per la Privacy con decisione del 18/11/02, avvisando che decorso il termine agira' in giudizio (o meglio, in questo caso, richiedera' un intervento del Garante medesimo -Pza Monte Citorio 121, 00187 Rm).
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