Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
15 gennaio 2004
In data 3 gennaio 2004 ho sottoscritto un contratto di acquisto di un autovettura nissan micra presso la nissan centro italia con sede a roma in via nomentana 869 con uno sconto particolare riservato agli agenti di commercio (convenzione enasarco).
Il giorno 5 gennaio il venditore mi chiama dicendomi che la nissan non poteva piu' rispettare le condizioni sottoscritte nel contratto ed avrei dovuto pagare la macchina un prezzo maggiore ed inoltre non avrei potuto intestare la vettura a mio nome e di mia sorella come avevamo scritto.
A questo punto ho chiesto che il contratto venisse revocato e la restituzione dell'anticipo versato.
Il venditore non mi ha fatto problemi e mi ha detto che sarei stato contattato dall'ufficio contabilita' per il rimborso.
Il giorno 7 mi richiama il venditore proponendomi un nuovo prezzo di acquisto comunque ancora superiore a quello del contratto che ho rifiutato ancora una volta.
Il giorno 9 mi richiama di nuovo proponendomi al posto dello sconto una riduzione sul tasso di interessi del finanziamento e una tesserina per avere il 15% di sconto sui ricambi originali nissan che non ho accettato.
A questo punto il pomeriggio mi sono di nuovo recato alla concessionaria dove ho chiesto di nuovo l'annullamento del contratto con una comunicazione scritta ma mi e' stato risposto che non era necessario.
Dulcis in fundo lunedi 12 mi richiama di nuovo il venditore dicendomi che ora le condizioni di acquisto erano valide, ma a questo punto non voglio piu' la macchina ma la restituzione del mio anticipo e cosi' ieri stesso mi sono recato all'ufficio postale e ho fatto una raccomandata con ricevuta ritorno alla direzione vendite in via quirino majorana a roma chiedendo la rescissione del contratto e la restituzione dell'anticipo.
Ora gentilmente vorrei sapere se e' sufficiente la raccomandata per far valere i miei diritti e se mi possono obbligare all'acquisto della vettura comunque visto che non ho nulla in mano per provare la mia versione dei fatti.
Ovviamente alla concessionaria il famigerato venditore nega tutto l'accaduto.....
Fabio, da Roma
Il giorno 5 gennaio il venditore mi chiama dicendomi che la nissan non poteva piu' rispettare le condizioni sottoscritte nel contratto ed avrei dovuto pagare la macchina un prezzo maggiore ed inoltre non avrei potuto intestare la vettura a mio nome e di mia sorella come avevamo scritto.
A questo punto ho chiesto che il contratto venisse revocato e la restituzione dell'anticipo versato.
Il venditore non mi ha fatto problemi e mi ha detto che sarei stato contattato dall'ufficio contabilita' per il rimborso.
Il giorno 7 mi richiama il venditore proponendomi un nuovo prezzo di acquisto comunque ancora superiore a quello del contratto che ho rifiutato ancora una volta.
Il giorno 9 mi richiama di nuovo proponendomi al posto dello sconto una riduzione sul tasso di interessi del finanziamento e una tesserina per avere il 15% di sconto sui ricambi originali nissan che non ho accettato.
A questo punto il pomeriggio mi sono di nuovo recato alla concessionaria dove ho chiesto di nuovo l'annullamento del contratto con una comunicazione scritta ma mi e' stato risposto che non era necessario.
Dulcis in fundo lunedi 12 mi richiama di nuovo il venditore dicendomi che ora le condizioni di acquisto erano valide, ma a questo punto non voglio piu' la macchina ma la restituzione del mio anticipo e cosi' ieri stesso mi sono recato all'ufficio postale e ho fatto una raccomandata con ricevuta ritorno alla direzione vendite in via quirino majorana a roma chiedendo la rescissione del contratto e la restituzione dell'anticipo.
Ora gentilmente vorrei sapere se e' sufficiente la raccomandata per far valere i miei diritti e se mi possono obbligare all'acquisto della vettura comunque visto che non ho nulla in mano per provare la mia versione dei fatti.
Ovviamente alla concessionaria il famigerato venditore nega tutto l'accaduto.....
Fabio, da Roma
Risposta ADUC
e' sufficiente la raccomandata, ma solo se la controparte non e' in condizione di adempiere. Se adesso il venditore le risponde dichiarando di essere disposto ad ottemperare al contratto, lei dovra' accettare l'acquisto. L'unico modo per evitarlo era dettare un termine di 15 gg per confermare l'adempimento, specificando che DECORSO tale termine il rapporto sarebbe stato ritenuto risolto. In quel modo, se il concessionario non le rispondeva per iscritto entro i 15 gg, il rapporto era legittimamente risolto. Ma cosi', appare che lei abbia adesso, d'improvviso, deciso di risolvere unilateralmente ed arbitrariamente il rapporto.
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