Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

12 gennaio 2004
Domanda 12 gennaio 2004
Spett. Le Aduc, scrivo per chiedere un parere su una questione accaduta durante un'assemblea condominiale del palazzo in cui abito.
Sono un inquilino, il proprietario del mio appartamento non vive nel mio stesso palazzo.
Sono al primo piano, sotto di me abita un altro proprietario (un condomino, quindi) che si e' lamentato in assemblea per presunti rumori provenienti dal mio appartamento in orari non consentiti.
Io ho fatto presente che nel giorno e all'orario da lui citati non stavo producendo alcun rumore.
A questo punto il condomino si e' rivolto al mio padrone di casa dicendogli che se i rumori da me prodotti (presunti spostamenti di sedie e divani) dovessero continuare gli imporra' legalmente di mandarmi via e si rifara' su di lui.
Il regolamento condominiale prevede, come e' uso, che il padrone di casa e' responsabile per danni che l'inquilino dovesse cagionare al condominio. Prevede anche l'obbligo di evidenziare all'inquilino in sede di contratto d'affitto i punti del regolamento condominiale che lo riguardano.
Vengo alla domanda premettendo due cose: 1) Nel condominio e' risaputo che il condomino che si lamenta - diciamo cosi' - non ama il quieto vivere. Tutti gli altri sette condomini immaginano quindi la mia innocenza (ma lui e' pur sempre un proprietario).
2) Mi seccherebbe se il padrone di casa avesse delle grane per causa mia che sono, tra l'altro, incolpevole.
E' vero che il condomino puo' costringere il padrone di casa a mandarmi via? E in che modo? Non dovrebbe prima dimostrare che ho prodotto effettivamente dei rumori molesti?
Il condomino puo' effettivamente attaccare legalmente il padrone di casa inducendolo quindi a mandarmi via per non avere problemi?
L'amministratore, che durante l'assemblea si e' limitato a prendere atto della lamentela, puo' fare qualcosa?
Vi ringrazio per l'attenzione che presterete a questa mia (sono un preoccupato e amareggiato per queste calunnie), spero ardentemente in una Vostra cortese risposta.
Thomas, da Firenze

Risposta ADUC
il condomino non puo' costringere il padrone di casa a mandarla via, ma e' vero che risponde quest'ultimo dei danni e che quindi il padrone di casa potrebbe essere ben motivato nel decidere egli per primo di mandarla via (ovviamente, lei puo' contestare dimostrando l'infondatezza di quanto oppostole). In caso poi fosse possibile dimostrare un comportamento inammissibile da parte sua, il condomino potrebbe anche fare causa al proprietario ed ottenere una sentenza che tra le altre cose lo obblighi a revocarle il contratto: ma stiamo parlando si situazioni abnormi, che devono essere provate. Di conseguenza, la questione e' semplice: se questa persona e' in grado di sostenere un contenzioso adducendo prove certe (testimonianze, ad esempio) che lei pero' non possa altrettanto certamente confutare, allora il rischio ci sarebbe. Ma in caso costui non abbia prove e non abbia intenzione di agire in giudizio neanche avendole, allora non potrebbe ottenere nulla neanche se avesse ragione.
Non avendo ragione, si suppone che quelle prove non le otterra' mai, pertanto non ci sono motivi di preoccuparsi.
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