Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
9 gennaio 2004
Oggetto: Tiscali ADSL furto legalizzato?
Il primo problema e' che una normativa inesistente permette purtroppo a taluni gestori di poter tranquillamente "come dire" spingersi oltre, cioe' di abusare di contratti capestro dove tutto e' richiesto e nulla e' garantito, in quanto una cecita' prolungata del legislatore non ha ancora realizzato che internet ormai rappresenta "il" fenomeno di massa e tutto cio' che ne e' connesso ha bisogno di regole certe ormai da tempo.
Signor ministro Gasparri, torno di nuovo a chiederle un interesse in merito, perche' vede quando si acquista una connessione a banda larga, non deve succedere che taluni gestori abusando dei cosiddetti sopra citati contratti capestro, possa gestire il rapporto con i propi clienti a proprio piacimento, facendo trasformare una linea adsl (banda larga normalmente con velocita' di download da 30k in su) in una linea analogica (che mediamente raggiunge invece una velocita' di 4k nei download tramite linea telefonica classica).
Va da se' che esista una sproporzione enorme tra le due cose, allora mi domando, non e' anche pubblicita' ingannevole reclamizzare un servizio a caratteri cubitali di banda larga a partire da 256 Kbps (30Kb), con scritto in piccolo in qualche trafiletto che la banda non e' garantita, ma approfondiamo anche questo concetto di banda non garantita, normalmente, ignorantemente, chiunque puo' immaginarsi che essa rappresenti un qualche tipo di fluttuazione, ma quando la fluttuazione limita la banda a 3k per circa 20 giorni in maniera stabile e inesorabile e viene fuori che il tutto riguarda talune centrali del suddetto sopra citato gestore, che avendo raggiunto il limite critico di utenze nelle medesime, senza preavviso, in maniera del tutto arbitraria, continuando a negare i propri disservizi sfacciatamente anche telefonicamente e soprattutto per un tempo che rappresenti il proprio comodo nella massima tranquillita', e continuo in qualita' di utente, che nel mio rapporto di tre mesi circa ho gia' vissuto un'altra situazione simile nel mese di novembre per circa 10 giorni.
Mi scuso se mi accaloro, ma ho inviato decine di lettere a cui nessuno ha mai dato risposta ed ho fatto decine di telefonate dove cortesemente mi hanno detto che avrebbero verificato nelle 24 - 48 ore successive.
Be' in realta' sono arrabbiato, perche' io lavoro per vivere ed odio venire truffato specie se sul filo della legalita' (anche se cio' e' tutto da verificare che lo sia veramente e non sia solo un abuso), agli interessati (che sono molti, basta tuffarsi nei forum o nelle varie news di protesta) possono se vogliono avventurarsi in una disdetta, ma perche' abbia un minimo di validita' devono procurarsi una perizia di un tecnico abilitato in tal senso, fino ad arrivare in un giudizio che stabilisca in maniera soggettiva cosa in realta' sia una linea a banda larga.
Concludo dicendo che purtroppo questa e' l'epoca della "finta Banda Larga" restando fiducioso che qualcuno prima o dopo si accorga di cosa veramente essa sia e debba rappresentare.
Paolo G.
Il primo problema e' che una normativa inesistente permette purtroppo a taluni gestori di poter tranquillamente "come dire" spingersi oltre, cioe' di abusare di contratti capestro dove tutto e' richiesto e nulla e' garantito, in quanto una cecita' prolungata del legislatore non ha ancora realizzato che internet ormai rappresenta "il" fenomeno di massa e tutto cio' che ne e' connesso ha bisogno di regole certe ormai da tempo.
Signor ministro Gasparri, torno di nuovo a chiederle un interesse in merito, perche' vede quando si acquista una connessione a banda larga, non deve succedere che taluni gestori abusando dei cosiddetti sopra citati contratti capestro, possa gestire il rapporto con i propi clienti a proprio piacimento, facendo trasformare una linea adsl (banda larga normalmente con velocita' di download da 30k in su) in una linea analogica (che mediamente raggiunge invece una velocita' di 4k nei download tramite linea telefonica classica).
Va da se' che esista una sproporzione enorme tra le due cose, allora mi domando, non e' anche pubblicita' ingannevole reclamizzare un servizio a caratteri cubitali di banda larga a partire da 256 Kbps (30Kb), con scritto in piccolo in qualche trafiletto che la banda non e' garantita, ma approfondiamo anche questo concetto di banda non garantita, normalmente, ignorantemente, chiunque puo' immaginarsi che essa rappresenti un qualche tipo di fluttuazione, ma quando la fluttuazione limita la banda a 3k per circa 20 giorni in maniera stabile e inesorabile e viene fuori che il tutto riguarda talune centrali del suddetto sopra citato gestore, che avendo raggiunto il limite critico di utenze nelle medesime, senza preavviso, in maniera del tutto arbitraria, continuando a negare i propri disservizi sfacciatamente anche telefonicamente e soprattutto per un tempo che rappresenti il proprio comodo nella massima tranquillita', e continuo in qualita' di utente, che nel mio rapporto di tre mesi circa ho gia' vissuto un'altra situazione simile nel mese di novembre per circa 10 giorni.
Mi scuso se mi accaloro, ma ho inviato decine di lettere a cui nessuno ha mai dato risposta ed ho fatto decine di telefonate dove cortesemente mi hanno detto che avrebbero verificato nelle 24 - 48 ore successive.
Be' in realta' sono arrabbiato, perche' io lavoro per vivere ed odio venire truffato specie se sul filo della legalita' (anche se cio' e' tutto da verificare che lo sia veramente e non sia solo un abuso), agli interessati (che sono molti, basta tuffarsi nei forum o nelle varie news di protesta) possono se vogliono avventurarsi in una disdetta, ma perche' abbia un minimo di validita' devono procurarsi una perizia di un tecnico abilitato in tal senso, fino ad arrivare in un giudizio che stabilisca in maniera soggettiva cosa in realta' sia una linea a banda larga.
Concludo dicendo che purtroppo questa e' l'epoca della "finta Banda Larga" restando fiducioso che qualcuno prima o dopo si accorga di cosa veramente essa sia e debba rappresentare.
Paolo G.
Risposta ADUC
come negli altri casi identici, la contestazione deve essere impostata in un certo modo: occorre provare anche con valutazioni tecniche che la velocita' offerta sia di per se' inadeguata al tipo di contratto, non consentendo di definirlo come tale; in tal caso sara' possibile sostenere la risolvibilita' del contratto per inadempienza della controparte. Provi comunque ad inviare una raccomandata A/R, indicando un termine di 15 gg entro cui provvedere a confermarle la risoluzione del contratto come richiesto ed avvisando che in difetto adira' le vie legali. In seguito, potra' tentare una conciliazione -per il contenzioso occorrerebbe invece la succitata perizia.
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