Venerdì 5 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

Lettera del consumatore

3 gennaio 2004
Domanda 3 gennaio 2004
Vi contattiamo per chiedervi un'informazione-consiglio su come comportarci relativamente al fatto che segue.
Abbiamo comprato, ormai da tre anni, un edificio rustico ubicato in un piccolo borgo antico situato sull'appennino tosco-emiliano in comune di Monzuno(BO). Questo edificio ex stalla, ha la necessita' di venire al piu' presto ristrutturato, il tetto e' parzialmente crollato. Adiacente all'edificio in questione e' pero' situato una palificazione Enel di alta tensione con cabina di trasformazione dell'energia elettrica che prosegue anche nel terreno adiacente. Tale palificazione e' ad una distanza di circa 5 metri dall'edificio ed e' stata installata nel marzo 1979, quando e' stata firmata una convenzione tra l'Enel e la precedente proprietaria che, verso il corrispettivo di lire 30.000, dava il diritto all'Enel di costruire e nello stesso tempo garantiva alla stessa il libero accesso al fondo per le sue esigenze. Al momento dell'acquisto la precedente proprietaria ci aveva detto che non ci sarebbero stati problemi per lo spostamento dei pali, questo le aveva a suo tempo assicurato l'Enel, e noi, ingenuamente non ne eravamo andati a fondo.
La collocazione dei pali elettrici e' quindi tale, non solo da impedire la recinzione della proprieta' e dell'ingresso dell'edificio, ma anche la ristrutturazione dello stesso per averne l'abitabilita', senza contare gli effetti negativi delle onde elettromagnetiche che vengono generate e che si ripercuotono su tutto il borgo.
Quasi due anni fa abbiamo scritto una raccomandata all'Enel spiegando la situazione, non ricevendo risposta dopo circa nove mesi abbiamo telefonato e ci hanno mandato un tecnico per un sopralluogo. 'L'esito e' stato che l'unica cosa possibile e' lo spostamento della cabina di trasformazione che viene spostata ad una distanza di 20 metri dall'edificio sempre nel terreno di mia proprieta', tale spostamento richiede pero' da parte nostra l'esborso di circa 10.000 euro (preventivo a febbraio 2003 comprendente materiali, manodopera, prestazione di terzi e iva).
Pensando non fosse giusto sostenere unicamente da parte nostra tale spesa, anche considerando l'ammontare del corrispettivo dell'esproprio dato alla precedente proprietaria e al fatto che e' stata l'Enel nel 1979 a costruire adiacente all'edificio, non lasciando una sufficiente distanza, siamo andati in Comune all'Ufficio Tecnico. Qui ci hanno fatto fare una dichiarazione della situazione di fatto. in quanto avevano in previsione, per l'anno 2003, la "pulizia" di tutti i borghi storici dalle onde elettromagnetiche. A tutt'oggi non abbiamo pero' ancora ricevuto risposta. Come ci dobbiamo comportare visto l'imminente crollo del tetto dell'edificio? Possiamo provare a fare contribuire l'Enel alle spese di spostamento o dobbiamo sostenerle completamente noi? Premetto che siamo una giovane coppia e che l'edificio l'abbiamo preso con l'intento di andare ad abitarvi. Dobbiamo rinunciarvi?
Vi ringraziamo per l'aiuto.
Silvia, da Monzuno

Risposta ADUC
se siete voi a richiedere lo spostamento, a fronte di un contratto come quello, riteniamo giusto che le spese siano a carico vostro. Ma se riuscite a dimostrare la pericolosita' delle onde, stante la vicinanza all'abitazione, ALLORA la questione potra' essere diversa. Sarebbe necessario richiedere una perizia tecnica, ad un ingegnere qualificato o ad enti pubblici (relativamente disponibili) come l'Arpa regionale. Anche se non e' specificamente la stessa materia, riteniamo che questo Comitato possa esservi d'aiuto: clicca qui/ Inoltre, riteniamo che questo link le sara' ancor piu' gradito: deve pero' tenere presente che nel caso menzionato non c'era una convenzione contrattuale come nel suo: clicca qui
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →