Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

31 dicembre 2003
Domanda 31 dicembre 2003
Vi invio questa lettera a nome dei miei genitori che circa un mese fa hanno avuto un incidente per fortuna senza conseguenze alle persone in autostrada tornando da Roma verso Brescia. A parte la questione di stabilire se loro o il camionista coinvolto avessero ragione accade questo: l'ACI porta la vettura in deposito e i miei genitori da Brescia provvedono a richiedere il preventivo per valutare se convenga o meno la riparazione della VW Bora (valore circa 11.000 Euro). L'ACI dopo alcuni solleciti invia per fax due preventivi, uno per la parte carrozzeria (circa 7500 Euro) e un altro per la parte meccanica scritto a mano (5000 Euro). Cio' detto i miei genitori decidono comunque di far demolire la vettura e si recano a Roma all'ACI per saldare il conto del deposito e per sbrigare le pratiche di rito. Sorpresa delle sorprese l'ACI li costringe a pagare ben 1250 Euro (dico 1250 Euro), ovvero il 10 % del danno stimato in quanto non hanno fatto riparare l'auto e il preventivo va pagato. Sono esterefatto. Esiste veramente una legge, citata dall'ACI, che sancisce il loro diritto ad un esborso tale per un preventivo? Perche' non hanno immediatamente comunicato questa cosa al momento della richiesta e non si sono preoccupati di raccogliere una firma o un'autorizzazione in tal senso? Siete in grado di dare una risposta ai miei genitori che si sono sentiti truffati? Cortesemente ringrazio.

Risposta ADUC
possiamo confermarle sia il fatto che i preventivi possano essere a pagamento, sia che di solito la somma richiesta sia del 10%.
Cio' premesso, si rileva quanto segue: NON sempre i preventivi sono a pagamento e comunque il 10% non e' automatico. Motivo per cui, rimane contestabile il fatto di non aver espressamente concordato ne' che tale preventivo fosse a pagamento, ne' quale dovesse esserne il costo. Di conseguenza, mancando prove da entrambe le parti, sara' quantomeno possibile trovare un accordo intermedio (rivolgendosi al giudice di pace per una conciliazione, previo versamento pero' di almeno 250 euro a titolo transattivo, in modo da mantenere il valore sotto i 1000 euro e quindi evitare spese aggiuntive).
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