Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
29 dicembre 2003
Cara ADUC, sono proprietario di un appartamento che ho in fitto da ca. 20 anni con lo stesso inquilino. Mi trovo purtroppo in serie difficolta' economiche e avrei deciso di vendere tale immobile. Avrei deciso, mio malgrado, di non rinnovargli il contratto di locazione in modo da liberarlo e poterlo vendere ad un prezzo maggiore.
1) - Potrei adottare tale prassi o non sarebbe legittima ai fini legali?
2) -Sono obbligato a interpellarlo e a fare a lui un offerta di vendita?
3) - Se lui dovesse accettare, avrebbe diritto ad acquistare l'immobile ad un prezzo inferiore a di quello di mercato?
4) - Di quanto sarebbe tale riduzione, e come si calcola? Vi chiedo scusa per la sfilza di domande ma per me sarebbe molto importante avere tali chiarimenti.
Vi ringrazio e vi auguro Buone Feste!
1) - Potrei adottare tale prassi o non sarebbe legittima ai fini legali?
2) -Sono obbligato a interpellarlo e a fare a lui un offerta di vendita?
3) - Se lui dovesse accettare, avrebbe diritto ad acquistare l'immobile ad un prezzo inferiore a di quello di mercato?
4) - Di quanto sarebbe tale riduzione, e come si calcola? Vi chiedo scusa per la sfilza di domande ma per me sarebbe molto importante avere tali chiarimenti.
Vi ringrazio e vi auguro Buone Feste!
Risposta ADUC
sicuramente puo' cessare il rapporto: purche' invii la comunicazione per raccomandata A/R col dovuto preavviso (almeno 6 mesi prima della scadenza quadriennale) in quanto in caso contrario il contratto si rinnoverebbe per altri 4 anni.
Se il contratto non riserva prelazione all'inquilino, in questo caso non e' previsto.
Il prezzo di acquisto e' comunque quello comunicato e richiesto formalmente: non ci sono dei prezzi imposti, calcolati sulla base della rendita od altro: forse si sta confondendo con il prezzo che si dichiara in rogito (che non puo' essere inferiore a quello determinabile sulla base della rendita) ed il prezzo effettivo, che e' cioe' la somma che lei vuole realmente in pagamento -cio', nel caso lei od il venditore siate interessati a dichiarare una cifra diversa da quella vera (ovviamente, non e' un comportamento lecito, in quanto serve a pagare meno tasse: pero' e' diffuso).
Se il contratto non riserva prelazione all'inquilino, in questo caso non e' previsto.
Il prezzo di acquisto e' comunque quello comunicato e richiesto formalmente: non ci sono dei prezzi imposti, calcolati sulla base della rendita od altro: forse si sta confondendo con il prezzo che si dichiara in rogito (che non puo' essere inferiore a quello determinabile sulla base della rendita) ed il prezzo effettivo, che e' cioe' la somma che lei vuole realmente in pagamento -cio', nel caso lei od il venditore siate interessati a dichiarare una cifra diversa da quella vera (ovviamente, non e' un comportamento lecito, in quanto serve a pagare meno tasse: pero' e' diffuso).
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