Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

27 dicembre 2003
Domanda 27 dicembre 2003
Gent. mi avv. ti mi vedo costretto a scrivervi per comunicarvi quanto mi sta succedendo da 11 mesi a questa parte.
In data 31/01/2003 ho acquistato con la mia consorte la nostra prima casa in un condominio di recente costruzione (15 anni), direttamente da un privato.
E' presente nell'alloggio una calderina a gas per il riscaldamento/h2o calda, istallata 3 anni fa dal vecchio proprietario il quale mi ha rilasciato la regolare certificazione da parte dell'installatore. Fin qui tutto bene, ma dopo il primo sopralluogo da parte dell'amministratore avvenuto dopo che ero in possesso del mio alloggio, mi fece notare che la calderina tipo vailant turbo da 24.000 calorie istallata all'intero della mia cucina, ha la presa d'aria regolarmente all'esterno del vano, ma i fumi scaricano in una unica canna fumaria condominiale, in cemento delle dimensioni di 60x30 circa, dove altri 4 alloggi soprastanti scaricano i fumi in questa unica canna fumaria.
Essendo che solo io ho il tipo di calderina denominata turbo, in caso di eventuale anomalia di funzionamento l'amministratore sostiene che puo' far spegnere le altre caldaie facendo si che i fumi di scarico prodotti dal mio impianto possono invadere gli alloggi soprastanti procurando evidenti pericoli.
Pertanto io vorrei sapere se cio' e' realmente vero, e come mi devo comportare sul fatto che ho in mano una certificazione di un installatore, mentre l'amministratore mi chiede fortemente di sostituire tale caldaia con un modello non turbo, per non rischiare di essere coinvolto in eventuali azioni legali in caso di sinistro.
Premetto che io non vorrei modificare il mio impianto per un fatto puramente economico, ma vorrei comunque conoscere i rischi a cui vado in contro e se posso rifarmi eventualmente sull'installatore.
La canna fumaria e' normalissima in muratura delle dimensioni pari a 60x30 e corre per tutta l'altezza del fabbricato (ml circa 15.00) dove ad ogni piano si immettono direttamente 2 tubi di scarico fumi delle calderine che rientrano all'interno di quella condominiale per circa 1mt.
Inoltre l'amministratore si e' rivolto a me solo a titolo di amicizia ma insiste fortemente nel sostenere che io debba cambiare la calderina per scongiurare qualsiasi eventuale rischio.
Ringraziandovi anticipatamente porgo i miei migliori auguri di buon natale

Risposta ADUC
l'amministratore non ha titolo, per la sua qualifica, di richiederle di fare alcunche'. Ma puo' portare la questione in assemblea: la quale potra' quindi nominare un perito per effettuare una valutazione tecnica e quindi conoscere la pericolosita' dell'impianto in relazione alla conformazione del palazzo.
In ogni caso, poiche' di per se' la caldaia non comporta in maniera gia' insita un rischio, ma si tratta esclusivamente di un rischio teorico, non crediamo che il condominio potrebbe ottenere giudizialmente un intervento. Pero', in primo luogo puo' deciderlo solo un tecnico ed in secondo luogo e' nel suo interesse accertarsi che non sia vero. Motivo per cui, non sarebbe male che in ogni caso si consultasse anche lei con un perito. Non tanto perche' -lo ripetiamo- ci paia che vi sia la possibilita' di agire forzatamente nei suoi riguardi; quanto perche' se realmente l'intervento fosse stato eseguito in modo inadatto, e quindi fosse realmente pericoloso, rischierebbe lei. Da quanto ha riportato, non ci pare: pero' solo una verifica di un tecnico puo' sancirlo.
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