Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

21 dicembre 2003
Domanda 21 dicembre 2003
Cara Aduc Premessa: Nel mese di Marzo 2003, la mia fidanzata, cittadina extracomunitaria, ha fatto richiesta presso il Ministero dell'Interno a Roma, attraverso la propria Ambasciata a Varsavia di poter rientrare in Italia per poter contrarre matrimonio.
Nel Giugno 2001 la stessa mentre era intenta a richiedere il rinnovo del permesso di soggiorno presso la Questura di Sassari, le veniva notificato un decreto di espulsione della durata di anni 5 in quanto, quello che possedeva era ormai scaduto. E' stato fatto ricorso ma non e' stato acetato.
A tutt'oggi, trascorsi 9 mesi dalla data di richiesta non abbiamo ricevuto da parte del Ministero nessuna risposta, se non l'invito a me personalmente inviato da parte della Questura, a presentami presso l'ufficio immigrazione per chiedermi alcune informazioni e per confermare o meno la veridicita' della richiesta.
Domanda: Esistono dei termini per la risposta?
E' possibile che in uno stato di diritto e democratico come quello italiano, si impedisca ad un cittadino di sposarsi con chi vuole? Dico impedisca perche' a causa di questa stupida burocrazia e dei funzionari inadempienti, il mio rapporto sentimentale e' arrivato alla fine.
Cosa posso fare?
A chi posso rivolgermi?
Grazie

Risposta ADUC
ci dispiace, ma non e' il nostro settore. In ogni caso, non e' il matrimonio che viene impedito: l'impedimento consiste in un'espulsione pregressa ed indipendente. Quello che chiederebbe lei e' che lo Stato si rimangi l'espulsione e non di consentire il matrimonio. E' come se -ove fosse un carcerato- esigesse di potersi sposare nella chiesa della sua citta' e trovasse lesivo il fatto che invece non le consentano di uscire di prigione. Comunque sia, supponiamo sia possibile sposarsi in ambasciata o comunque all'estero: in questo modo, sara' piu' semplice in seguito rientrare in Italia.
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