Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
26 luglio 2000
I fatti:- La bolletta Telecom relativa al bimestre Marzo-Aprile 2000 pervenuta ai primi di Giugno contiene un addebito di lire 85.499 relativo a una telefonata internazionale (durata 32'34") non fatta dalla mia famiglia.
- In data 7 Giugno 2000 telefono alla Telecom e, seguendo le loro istruzioni, invio per fax la richiesta dell'attivazione della documentazione addebiti gratuita "anche per il traffico relativo al bimestre marzo-aprile 2000 in quanto la fattura inviatami contiene addebiti apparentemente non corrispondenti a quanto atteso"
- In data 16 Giugno mia moglie viene contattata telefonicamente dalla Telecom di Livorno (signora Olga, 0586 844443) che molto cortesemente la informa dell'esistenza di un traffico telefonico con l'estero anomalo rispetto alla "storia" telefonica del nostro numero e molto costoso (tredici telefonate per quasi due milioni dal primo maggio). Avuta conferma della non conoscenza da parte nostra di tali telefonate, la signora Olga consiglia di attivare una chiave numerica (a pagamento) per impedire inserimenti pirateschi.
- In data 19 Giugno mia moglie si reca presso gli uffici Telecom di Livorno, prende contatto con la signora Olga, attiva il blocco delle chiamate extraurbane e si fa consegnare i tabulati del traffico telefonico dal primo Maggio al 16 Giugno. Dalla discussione con la signora Olga, sempre molto cortese, sembra risultare che non vi siano soluzioni alternative al pagamento delle bollette telefoniche, anche se contenenti addebiti contestati, che non contemplino l'interruzione dei servizi (con riattacco oneroso).
- Le telefonate "incriminate" sono tutte dirette al prefisso internazionale 0056 (Cile). La prima telefonata (quella di 85.499 lire) e' del 30-4 2000 (intorno alle 22.30) al numero 90220xx. Le altre 13 telefonate (del 15, 16, 17 -tre-, 20 -due-, 23, 24-due-, 29 e 31 Maggio e del 13 Giugno) sono tutte state fatte (probabilmente) allo stesso numero 90245xx, hanno durata variabile tra i 18 e i 120 minuti (a parte due, molto brevi, immediatamente ripetute), costo variabile tra le 62.000 e le 400.000 lire e, quasi tutte, orario compreso tra le 14.30 e le 16.30. In quattro casi vi e' contiguita' tra l'attacco a Internet e la telefonata (nel senso che questa avviene entro i due minuti successivi alla fine dell'addebito per l'attacco a Internet). Negli altri casi la telefonata cilena pare indipendente da Internet.
- Ho informato della situazione un mio amico avvocato che ha preso contatto con la Telecom di Livorno invitandola a accertare la correttezza degli addebiti fatti e l'integrita' delle linee, essendo certo che le chiamate non erano state fatte dai miei familiari.
- Telecom ha risposto all'avvocato dicendo che dai controlli effettuati non e' emersa alcuna irregolarita' della mia linea telefonica. L'improvviso aumento di traffico registrato secondo Telecom e' dovuto a un fenomeno noto come "Cavallo di Troia" che si concretizza ai danni dsi coloro che collegandosi a Internet scaricano e utilizzano sul proprio PC particolari files di tipo "EXE" (per es, una "hot line" o qualcosa del genere: "se vuoi vedere di piu', scarica gratuitamente questo programma" con conseguente presa in carico di una specie di virus che, alla riattivazione di Internet si attacca in Cile invece che a Livorno). Telecom in qualita' di fornitore di accesso a Internet afferma di non poter rispondere di azioni fraudolente verificatesi durante collegamenti alla rete.
- A parte l'ovvia assicurazione da parte dei miei familiari che niente e' stato scaricato da INTERNET, una verifica da me effettuata sul PC, l'unico programma che a me risulta essere stato inserito sul PC dopo l'attivazione del collegamento alla rete e' Outlook Express per la posta elettronica.
Poche domande.
Vista la successione delle telefonate e l'assenza di files EXE visibili sul mio PC, il fenomeno del "cavallo di Troia" continua a essere ragionevole?
Se la risposta e' affermativa, non e' configurabile una truffa ai miei danni perpetrata dal "possessore" del numero cileno con la complicita' di Telecom (che riscuote, trattiene la sua parte e paga il truffatore)?
Se la risposta e' negativa, visto che la linea e' integra e che le telefonate non sono state fatte da casa mia, non e' possibile che qualcuno interno alla Telecom abbia "fruito dei servizi" cileni a spese del mio numero?
in ogni caso e' giusto che io, al momento in cui la bolletta mi verra' recapitata, debba pagare?
- In data 7 Giugno 2000 telefono alla Telecom e, seguendo le loro istruzioni, invio per fax la richiesta dell'attivazione della documentazione addebiti gratuita "anche per il traffico relativo al bimestre marzo-aprile 2000 in quanto la fattura inviatami contiene addebiti apparentemente non corrispondenti a quanto atteso"
- In data 16 Giugno mia moglie viene contattata telefonicamente dalla Telecom di Livorno (signora Olga, 0586 844443) che molto cortesemente la informa dell'esistenza di un traffico telefonico con l'estero anomalo rispetto alla "storia" telefonica del nostro numero e molto costoso (tredici telefonate per quasi due milioni dal primo maggio). Avuta conferma della non conoscenza da parte nostra di tali telefonate, la signora Olga consiglia di attivare una chiave numerica (a pagamento) per impedire inserimenti pirateschi.
- In data 19 Giugno mia moglie si reca presso gli uffici Telecom di Livorno, prende contatto con la signora Olga, attiva il blocco delle chiamate extraurbane e si fa consegnare i tabulati del traffico telefonico dal primo Maggio al 16 Giugno. Dalla discussione con la signora Olga, sempre molto cortese, sembra risultare che non vi siano soluzioni alternative al pagamento delle bollette telefoniche, anche se contenenti addebiti contestati, che non contemplino l'interruzione dei servizi (con riattacco oneroso).
- Le telefonate "incriminate" sono tutte dirette al prefisso internazionale 0056 (Cile). La prima telefonata (quella di 85.499 lire) e' del 30-4 2000 (intorno alle 22.30) al numero 90220xx. Le altre 13 telefonate (del 15, 16, 17 -tre-, 20 -due-, 23, 24-due-, 29 e 31 Maggio e del 13 Giugno) sono tutte state fatte (probabilmente) allo stesso numero 90245xx, hanno durata variabile tra i 18 e i 120 minuti (a parte due, molto brevi, immediatamente ripetute), costo variabile tra le 62.000 e le 400.000 lire e, quasi tutte, orario compreso tra le 14.30 e le 16.30. In quattro casi vi e' contiguita' tra l'attacco a Internet e la telefonata (nel senso che questa avviene entro i due minuti successivi alla fine dell'addebito per l'attacco a Internet). Negli altri casi la telefonata cilena pare indipendente da Internet.
- Ho informato della situazione un mio amico avvocato che ha preso contatto con la Telecom di Livorno invitandola a accertare la correttezza degli addebiti fatti e l'integrita' delle linee, essendo certo che le chiamate non erano state fatte dai miei familiari.
- Telecom ha risposto all'avvocato dicendo che dai controlli effettuati non e' emersa alcuna irregolarita' della mia linea telefonica. L'improvviso aumento di traffico registrato secondo Telecom e' dovuto a un fenomeno noto come "Cavallo di Troia" che si concretizza ai danni dsi coloro che collegandosi a Internet scaricano e utilizzano sul proprio PC particolari files di tipo "EXE" (per es, una "hot line" o qualcosa del genere: "se vuoi vedere di piu', scarica gratuitamente questo programma" con conseguente presa in carico di una specie di virus che, alla riattivazione di Internet si attacca in Cile invece che a Livorno). Telecom in qualita' di fornitore di accesso a Internet afferma di non poter rispondere di azioni fraudolente verificatesi durante collegamenti alla rete.
- A parte l'ovvia assicurazione da parte dei miei familiari che niente e' stato scaricato da INTERNET, una verifica da me effettuata sul PC, l'unico programma che a me risulta essere stato inserito sul PC dopo l'attivazione del collegamento alla rete e' Outlook Express per la posta elettronica.
Poche domande.
Vista la successione delle telefonate e l'assenza di files EXE visibili sul mio PC, il fenomeno del "cavallo di Troia" continua a essere ragionevole?
Se la risposta e' affermativa, non e' configurabile una truffa ai miei danni perpetrata dal "possessore" del numero cileno con la complicita' di Telecom (che riscuote, trattiene la sua parte e paga il truffatore)?
Se la risposta e' negativa, visto che la linea e' integra e che le telefonate non sono state fatte da casa mia, non e' possibile che qualcuno interno alla Telecom abbia "fruito dei servizi" cileni a spese del mio numero?
in ogni caso e' giusto che io, al momento in cui la bolletta mi verra' recapitata, debba pagare?
Risposta ADUC
La truffa potrebbe invece essere stata perpetrata dal cileno ai danni, non tanto suoi, quanto di Telecom: per cui potrebbe pretendere di non subire conseguenze da una truffa alla quale e' estraneo.
Il problema e' riuscire a dimostrare di non aver ricevuto E-mail con questo programma. exe.
Occorrerebbe una perizia tecnica sul computer, che certificasse che cio' non accaduto.
Con questi dati puo' tentare la causa (le consigliamo di visionare la scheda sull'argomento -reperibile in Archivio schede de La Scheda Pratica: " Bollette telefoniche: come contestarle").
Ma se la perizia non potesse dimostrare questo, l'unica possibilita' -ma i collegamenti accavallati sulle chiamate Internet non aiutano- sarebbe dimostrare che, almeno in specifici casi, le chiamate non sono state effettuate da alcuno dei componenti il nucleo familiare. Riuscendo a mettere in dubbio alcune chiamate, tutto, in causa, sarebbe contestabile.
Il problema e' riuscire a dimostrare di non aver ricevuto E-mail con questo programma. exe.
Occorrerebbe una perizia tecnica sul computer, che certificasse che cio' non accaduto.
Con questi dati puo' tentare la causa (le consigliamo di visionare la scheda sull'argomento -reperibile in Archivio schede de La Scheda Pratica: " Bollette telefoniche: come contestarle").
Ma se la perizia non potesse dimostrare questo, l'unica possibilita' -ma i collegamenti accavallati sulle chiamate Internet non aiutano- sarebbe dimostrare che, almeno in specifici casi, le chiamate non sono state effettuate da alcuno dei componenti il nucleo familiare. Riuscendo a mettere in dubbio alcune chiamate, tutto, in causa, sarebbe contestabile.
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