Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

19 dicembre 2003
Domanda 19 dicembre 2003
Gentili signori, non voglio tediarVi con la mia storia personale, che per altro ha dei retroscena scandalosi per quanto riguarda alcuni attori e Vi sintetizzo la questione che, come forse Vi ho anticipato non prende in considerazione nessuno (forse per timore di toccare interessi troppo importanti) Come esercente, (sono un arrotino e venditore di coltelli etc..) sono convenzionato per ovvi motivi con tutte i maggiori circuiti di carte di credito, ed ho scoperto recentemente che le autorizzazioni tanto sottolineate dai circuiti stessi e senza le quali non si puo' (giustamente) procedere alle transazioni, di fatto ai convenzionati esercenti NON SERVONO A NULLA!
Se dopo aver rilasciato una autorizzazione, il circuito scopre (anche a distanza di molto tempo) che sulla carta in oggetto gravavano situazioni della sfera fraudolenta, il circuito stesso e' autorizzato a riaddebitare l'importo della transazione precedentemente accreditato, sul conto del convenzionato esercente.
Morale, io esercente sono stato AUTORIZZATO a procedere, devo rispettare tutte le regole indicatemi, ma se dopo tre mesi la Cartasi' o altre mi comunica che la carta era falsificata, IO PAGO e basta!
Sento spesso parlare di pari opportunita', ma in un contratto come quello tra carte di credito ed esercizi commerciali la parita' e' un sogno, PAGA SOLO il commerciante e cio' che e' ancora piu' irritante e' che il personale bancario che supporta nelle operazioni di convenzionamento non conosce il problema (o finge, diversamente non si convenzionerebbe piu' nessuno) i commercianti ne sanno ancora meno e quindi non si puo' sperare nel rifiuto da parte loro di accettare condizioni vessatorie di tale tipo, i titolari di carta di credito ovviamente non sono responsabili di niente, il risultato e': il venditore di un prodotto che si adegua a delle normali regole di mercato e quindi si convenziona con le varie Visa Amex Cartasi' etc.. (viene considerato da tutti come l'unico avvantaggiato da tale sistema, e mi pare non sia proprio cosi') rischia ogni volta di vedersi riaddebitare l'importo autorizzatogli.
Se in questo sistema di pagamento/riscossioni mancasse la figura del convenzionato venditore, (ripeto l'unico a rischiare) a cosa servirebbero le carte di credito???
Grazie per l'attenzione, Eligio

Risposta ADUC
vede, sia lei, che la banca e il cliente, avete in realta' lo stesso problema: quello di scaricare su una delle altre parti i danni che rischia di ricevere a fronte di un illecito da parte di terzi. Di solito, ci rimette il cliente (che comunque e' colui cui probabilmente e' successo l'illecito "scatenante" e quindi e' abbastanza giusto che ne subisca le conseguenze piu' forti), talvolta il negoziante, piu' raramente (oppure solo in parte) la banca.
Cosa si deve fare? Contestare e dimostrare la fondatezza delle proprie richieste e la legittimita' delle proprie azioni: se necessario anche proseguendo in giudizio (rivolgendosi ad esempio al giudice di pace). Non c'e' una risposta univoca in quanto non tutti i casi sono uguali.
Non siamo pero' d'accordo sul fatto che il venditore sia l'unico a rischiare; le possiamo assicurare che il venditore ci va di mezzo solo poche volte, generalmente e' il cliente quello che si prende la batosta peggiore. In ogni caso, la invitiamo a contestare quelle volte in cui gli accrediti le vengano stornati a fronte di una formale legittimita' dell'operazione: in quanto riteniamo che molto spesso otterrebbe ragione lei.
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