Domenica 7 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

26 luglio 2000
Domanda 26 luglio 2000
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RICHIESTA.............Volevo solo dire a qualcuno la mia storia e ve la stringo piu' che posso. Ho 28 anni e nella vita non sono stato un santo. Sono gay e dai 21 a 23 anni nonostante fossi di famiglia benestante, tra una lezione e l'altra all'universita', mi prostituivo. Ribellione, pazzia voglia di trasgressione fate voi io non l'ho mai capito. Non ne vado fiero ma ormai e' acqua passata o almeno cosi' credevo. Qualche mese fa ho cambiato lavoro. La ditta era molto piccola. Andava tutto bene finche' dopo pochi mesi il padrone, uomo di piu' di 50anni sposato con una molto piu' giovane e con due figli, si e' avvicinato nella pausa pranzo, io mangiavo in ufficio. Eravamo soli e dopo alcuni discorsi ha cominciato a toccarmi e fare proposte. Io rifutai ma lui disse che gli era venuto in mente dove mi aveva visto anni prima, in strada mentre battevo. Disse che ora non potevo rifiutarmi e che dovevo fare come diceva lui. I o rifiutai ugualmente perche' quella parte della mia vita era finita. Lui divenne sempre piu' insistente e mi mise le mani addosso toccandomi le parti intime e dicendo che mi avrebbe pagato bene, io non volevo e alla fine gli tirai uno schiaffo. Divenne verde dalla rabbia e sbraito' che il lavoro me lo potevo scordare. Questo accadde di martedi', il venerdi' il mio collega piu' anziano mi chiamo' dicendomi "il capo ha detto che non vai bene per questo lavoro". Ero sempre arrivato con piu' di un quarto d'ora d'anticipo e alla sera chiedevo sempre prima di andare. Non ho mai commesso errori e tutto cio' che mi chiedevano di fare lo facevo ma ugualmente non andavo bene. Disse che il capo voleva che dessi le dimissioni immediatamente e che era disposto a pagarmi il preavviso anche se non lavoravo. Quest'ultima cosa parve strana anche al mio collega visto che eravamo solo in 4 in ditta e non capita mai che in un posto cosi' piccolo si "regali" settimane di paga senza lavorare. Io sapevo che l'unica cosa che voleva era buttarmi fuori,far vedere che era il piu' forte e aveva ragione. Firmai le dimissioni. Andava sul sicuro. Cosa potevo fare? Denunciarlo? E in casa cosa avrei detto?I miei non sanno che sono gay e un conto e' dirgli una cosa simile che gia' li ucciderebbe per non parlare del fatto che mi prostituivo cosa che sarebbe certamente uscita in caso di denuncia. Di fatto non potevo fare nulla e poi non avevo nemmeno i soldi per un avvocato. Ora voglio solo sapere una cosa: se fossi stato piu' coraggioso e avessi avuto i soldi denunciandolo avrei avuto qualche possibilita' di giustizia?
Oppure queste cose accadono piu' spesso di quello che non si pensi e va bene cosi'?

Risposta ADUC
Noi non ci occupiamo di lavoro e dunque non siamo i piu' adatti a risponderle: dovrebbe rivolgersi ad un sindacato.
Occorrerebbe in primo luogo sapere che tipo di contratto aveva col suo datore di lavoro: teoricamente, nel suo caso, il licenziamento non sarebbe possibile.
Se invece ci si vuole limitare alla denuncia, c'e' il problema di portare le prove di quanto sostiene: e' comunque vero che lei ha firmato delle dimissioni e non un licenziamento, pero' una volta dimostrate le ragioni che l'hanno indotta a farlo, potrebbe essere risarcito, poiche' il mobbing (o peggio) e' senza dubbio punito.
Ma se non e' in grado di dimostrare le sue accuse, rischia di non ottenere cio' che vuole e di subire pure una contro querela. Avendo avuto cura di premunirsi di testimoni, si sarebbe dovuto mettere in condizione di subire nuovamente delle molestie.
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