Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

25 luglio 2000
Domanda 25 luglio 2000
Sono in possesso da circa 4 anni di uno scaldabagno Turbo (quelli a camera di bruciatura sigillata ed a circolazione di aria forzata per intenderci) della ditta Beretta. Sin dalla sua installazione ha avuto dei problemi di funzionamento, ma dopo un intervento e' funzionato non al meglio, ma in misura soddisfacente. Purtroppo in questa situazione non ho poco ha influito il fatto che, al momento dell'installazione, l'impianto idraulico generale del condominio non fornisse sufficiente pressione (abito all'ottavo piano) motivo su quale si sono rifugiati tutti i tecnici succeduti. Ma, a prescindere dal fatto che la sostituzione del mio vecchio scaldabagno tradizionale era stata anche dettata dal fatto che questi nuovi tipi avrebbero dovuto funzionare anche a pressioni bassissime (e cosi' i vari rivenditori e gli stessi opuscoli pubblicitari avevano garantito), inizialmente mi ero convinto di cio'. Da qualche mese pero', ripristinata la regolare pressione, mi sono accorto che lo scaldabagno, non solo deve funzionare con le regolazioni di fiamma e portata d'acqua al massimo, ma anche in questo modo e' praticamente impossibile miscelare acqua fredda e calda senza che esso si spenga improvvisamente inviando cosi' solo acqua fredda. Chiamata l'assistenza autorizzata Beretta, lamentandomi quindi dell'impossibilita' di regolare lo scaldabagno in evidente stato di buona pressione, hanno smontato lo stesso per effettuare un lavaggio chimico della serpentina. Per questo intervento, effettuato nel giorno stesso,(circa due ore tra smontaggio e rimontaggio) mi e' stata chiesta la cifra di Lit. 216.000 iva compresa. Non funzionando ancora, hanno individuato nel guasto di un fantomatico bulbo la causa, ma sostituito anche questo i problemi non cambiano: scarsita' di acqua calda (la fredda scende a torrente) e irregolarita' di funzionamento, morale scaldabagno inutilizzabile. Ma per l'assistenza poiche' si accende e funziona perfettamente regolare. A parte che nella seconda uscita avrebbero preteso le competenze e solo alle mie vivaci proteste (li ho chiamati per una revisione!!! se la loro incompetenza ad individuare il guasto causa due uscite, perche' dovrei pagarle io????) hanno rinunciato. Inoltre va ricordato anche che il "bulbo" per accelerare le cose (ero senza acqua calda) l'ho procurato io (chissa' come ho fatto ad essere piu' veloce di loro che sono l'Assistenza!!!!)
Insomma oltre i disagi ( l'attesa, ore di lavoro perse, telefonate varie,) e la spesa di lit. 216.000 lo scaldabagno si trova nella stessa situazione iniziale con l'Assistenza Beretta che insiste nel dire che poiche' lo stesso "s'accende e fornisce acqua calda FUNZIONA", anche se nel farsi una doccia vi e' alternanza improvvisa di acqua calda/fredda. E' ovvio che anche in questo caso i guai per loro sono altri: tubazioni incrostate (sono state sostituite 12 anni fa e le precedenti comunque erano ancora perfettamente operanti) acqua troppo calcarea (ma perche' ai miei vicini non succede?? Usano un altro acquedotto??) ecc.ecc.
Sapreste suggerirmi che fare per far valere i miei diritti???

Risposta ADUC
Se vuole affermare un vizio di produzione, occorre dimostrare che il danno deriva da fatto illecito (che hanno messo sul mercato apparecchi inadatti alla loro funzione, etc....), altrimenti la prescrizione e' di un anno dall'acquisto. Quanto sopra non e' semplicissimo da dimostrare.
Per ottenere invece un intervento risolutivo sulla riparazione -sperando sia possibile- invii una raccomandata A/R di contestazione, ingiungendo di provvedere entro 15 gg dal ricevimento a riparare guasto -dettagliatamente descritto- minacciando di adire -in caso contrario- le vie legali per inadempienza -rivolgendosi cosi' alla commissione di conciliazione della Camera di Commercio.
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