Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

10 dicembre 2003
Domanda 10 dicembre 2003
Cara Aduc, Vi racconto la mia disavventura cercando di essere il piu' sintetico possibile: nel 2001 mi giunge dall'Agenzia delle Entrate, per mezzo di raccomandata, una comunicazione che, a seguito di controlli automatizzati, nella mia dichiarazione redditi relativi all'anno 1999 vi erano delle irregolarita'.

Tali irregolarita' riguardavano mancati pagamenti IVA, IRPEF e IRAP per una somma di circa 8 milioni. Allarmato, mi reco presso il professionista che aveva compilato e inviato telematicamento il Modello Unico, e chiedo spiegazioni in merito. Con fare molto rassicurante, il commercialista mi comunica che si trattava certamente di una "cartella pazza" e che avrebbe provveduto in tempi rapidi a fare i dovuti accertamenti.
Non conoscendo la materia, mi fido e dopo qualche giorno ritorno presso lo studio e mi vedo consegnare una Domanda di sgravio con tanto di ricevuta del ministero delle Entrate e il commercialista con un grosso sorriso mi annuncia "ho sistemato tutto, non si deve piu' preoccupare".

Purtroppo non era sistemato nulla. Il primo di Settembre di quest'anno mi giunge raccomandata, questa volta dell'Esatri, che mi ingiunge di pagare entro 60 gg la bellezza di oltre 6.800 euro (i vecchi 8 milioni gravati da interessi e more).

Corro ancora dal commercialista che ricomincia con la solfa della "cartella pazza", mi rassicura dicendomi che risolvera' tutto parlando con "persone che contano" all'Agenzia delle Entrate. Si susseguono mie telefonate, per avere ragguagli sulla faccenda, al mio commercialista che intanto comincia ad arrampicarsi sui vetri, arriva persino a dirmi che e' tutto sistemato, ma ormai non fidandomi piu', verifico personalmente presso l'Agenzia delle Entrate e scopro la triste realta': l'incapace nel compilare la dichiarazione dei redditi aveva commesso dei gravissimi errori, aveva utilizzato crediti inesistenti e nel contempo non aveva utilizzato quelli a cui avevo diritto, per cui mi sono trovato nella paradossale situazione che, pur avendo pagato tutto, devo all'erario una cifra pazzesca e nel contempo dovevo chiedere dei rimborsi per i crediti che l'incompetente non aveva utilizzato.

A questo punto preso dal panico piu' completo non mi resta che pagare la cartella (escluse le more, perche' in un barlume di lucidita', il commercialista dice che fino a Marzo 2004 e' possibile sanarle. Sara' vero?).

Tengo a precisare che a causa delle lungaggini del "professionista" la cartella l'ho pagato oltre i 60 gg.
Nel frattempo la beffa nella beffa: l'Agenzia delle Entrate mi fa sapere con raccomandata che non ho piu' diritto, avendo superato i 2 anni per richiederli, ai rimborsi + interessi di cui avevo fatto domanda, in base al DL. LGS. 546/92 del 31.12.1992 art 21).

Constatato che il mio ex-commercialista ha compiuto i seguenti errori:
1) errata compilazione della dichiarazione relativa redditi 1999
2) mancato utilizzo dei crediti che mi spettavano nelle dichiarazione successive con la conseguenza di avere perso il diritto a questi crediti
3) Non aver indagato quando e' arrivata la prima comunicazione nel 2001, allora le cose si sarebbero sistemate con minori penali ed interessi e soprattutto si sarebbero potuti richiedere i crediti
4) Aver mentito ripetutamente ed aver cercato di negare la realta'

a questo punto Vi chiedo:
a) Come posso agire nei confronti del mio commercialista che oltre ad essere risultato completamente inaffidabile ha dimostrato di essere disonesto, mentendomi ripetute volte? So che esiste il DLGS 472/97 che ribadisce il diritto al risarcimento da parte del cliente danneggiato, ma il comma 2 sancisce che "fino a prova contraria, si presume autore della violazione chi ha sottoscritto ovvero compiuto gli atti illegittimi".
Immagino io mi debba rivolgere ad un legale, o esistono altri sistemi piu' snelli (es Giudice di Pace), che strada mi conviene seguire?
Nel caso io intraprenda un'azione legale, quali possono essere le possibilita' per un risarcimento completo del danno?
Vi sono i presupposti per richiedere anche i danni biologici dato che sia io che mia moglie, da circa tre mesi, a causa di questa vicenda stiamo vivendo veramente male e con l'ansia di aprire la cassetta delle lettere.

b) E' giusto che il Ministero delle Finanze possa richiedere a noi sudditi il pagamento di mancati versamenti anche dopo cinque anni e invece noi, dopo soli 2 anni, non abbiamo piu' diritto ad essere rimborsati (DL. LGS. 546/92 del 31.12.1992 art 21)?
A me questo pare un vero e proprio furto legalizzato da una legge che va contro i cittadini.
Sulla raccomandata mi si dice che posso far ricorso entro 60 gg. pagando 10, 33 euro e presentandomi in giudizio mediante deposito del ricorso presso la segreteria della Commissione Tributaria adita secondo le modalita' di cui all'art. 22, 1° comma D. LGS. 546/92 davanti ad una commissione. In poche parole scoraggiano a fare ricorso.
Come posso procedere per avere questi rimborsi? Esiste qualche legge successiva al DL. LGS. 546/92 che mi riconosce questo diritto? Nel mio caso perdo qualcosa come 6 milioni di vecchie lire + interessi se non riesco ad avere questi rimborsi.
Scusate se mi sono dilungato ma la situazione e' molto intricata e lungi dall'essere risolta.

Risposta ADUC
il fatto e' che se si superano i 2500 euro di competenza, occorre rivolgersi in Tribunale e quindi -non essendo possibile agire da soli- tanto vale si rivolga immediatamente ad un legale.
L'azione (per quanto concerne gli errori certi) e' possibile: occorrera' agire giudizialmente nei confronti del commercialista; il quale presumibilmente chiamera' in causa la propria assicurazione.
Ricorso per ottenere il rimborso, non ci pare abbia invece titolo per farlo.
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