Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
6 dicembre 2003
Salve, sono una delle vittime di "3".
In breve: Marzo: prenoto 2 terminali.
Aprile: ricevo a distanza di quasi un mese, i 2 terminali, tutto sembra funzionare bene.
Maggio: i servizi, anche i piu' fondamentali come la chiamata vocale, divengono scarsamente disponibili (le chiamate sotto rete "3" sono assolutamente impossibili, probabilmente 1 successo su 10 o 15 tentativi vani; le chiamate sotto roaming Tim invece raggiungono un 60% di affidabilita'), connessione Internet difficile e oramai meno performante del corrispettivo GPRS. Un terminale e' in avaria, riesco a farlo sostituire (ma con circa 16 giorni di ritardo rispetto al quanto detto dal servizio clienti, cioe' 4 giorni), ma l'apparecchio sostitutivo e' altrettanto malfunzionante, per cui riesco, "si fa per dire", a usarne uno solo.
Giugno: nell'ignoranza non rifiuto le bollette, ma le tengo da parte in attesa di comunicare l'intenzione di risolvere il contratto. Tento 2 volte di prendere contatto via fax, comunicando le mie intenzioni.
Luglio/Agosto: nel periodo estivo le cose migliorano leggermente (ogni 5 tentativi di chiamata riesco a farne una con successo anche sotto rete "3"), ma all'estero non riesco ad ottenere il permesso di effettuare chiamate (in Spagna) sotto alcun operatore (al contrario di come mi era stato promesso), cosi' cerco di comunicare via SMS, ma il tempo impiegato per l'arrivo a destinazione dei messaggi e' di circa 20 ore.
Settembre: mi decido a restituire i terminali nel punto "3" da cui li ho presi, anche se l'operazione non e' coerente con le procedure descritte dal contratto, per poi spedire comunicazione raccomandata all'ufficio legale di "3" spiegando nuovamente la mia intenzione di risolvere il contratto a fronte delle gravi inadempienze.
Novembre: ricevo via raccomandata una comunicazione assolutamente ambigua che indica semplicemente di colmare il debito costituito nei confronti di "3" (di Euro 731, 32) entro 7 giorni, perche' la pratica non venga passata alla relativa societa' di riscossione. Cerco di capire, contattando in tutti i modi il servizio clienti "3", a cosa si riferisce tale lettera, ma gli operatori probabilmente fanno finta di non sapere, o sono proprio all'oscuro della situazione.
Decido di pagare, in buona fede, la cifra riportata, considerandola un accettabile compromesso per la risoluzione del contratto, a saldo e stralcio (richiedendo una ricevuta della risoluzione).... ma 24 ore dopo il pagamento vengo contattato da un ostile operatore, che mi definisce, testualmente, "bugiardo", "furbo", "disonesto", e ripete che "prendo in giro la compagnia", chiedendomi per quale arcano motivo avessi pagato con 165 giorni di ritardo le prime due bollette (a cui, a questo punto direi "ovviamente", faceva tacitamente riferimento la raccomandata speditami), e quando avrei intenzione di saldare il conto.
Dicembre: ricevo un'altra comunicazione difficilmente comprensibile: una fattura che riporta un accredito di circa Euro 180, con riferimento al periodo di settembre/ottobre, per uno dei due terminali.
Sono gia' a conoscenza del fatto che la mia assoluta ignoranza abbia contribuito largamente alla produzione di questa situazione di disagio, e che e' ormai difficile uscirne evitando di dover pagare il resto del debito, ma la mia assoluta frustrazione, quella della vittima di un atteggiamento ostile e prepotente, mi spinge a chiedere giustizia. Se non altro sarei felice di sapere che il nome della societa' porti con se' il peso di un'immagine di disonesta' quale quella di "3". Vorrei tanto vederli giudicati ancora piu' duramente dall'opinione pubblica.
Ho molteplici testimoni che possono confermare i disservizi ed il loro atteggiamento ambiguo, ma non le risorse per portare la situazione in sede di giudizio.
Vi ringrazio in anticipo per l'attenzione
In breve: Marzo: prenoto 2 terminali.
Aprile: ricevo a distanza di quasi un mese, i 2 terminali, tutto sembra funzionare bene.
Maggio: i servizi, anche i piu' fondamentali come la chiamata vocale, divengono scarsamente disponibili (le chiamate sotto rete "3" sono assolutamente impossibili, probabilmente 1 successo su 10 o 15 tentativi vani; le chiamate sotto roaming Tim invece raggiungono un 60% di affidabilita'), connessione Internet difficile e oramai meno performante del corrispettivo GPRS. Un terminale e' in avaria, riesco a farlo sostituire (ma con circa 16 giorni di ritardo rispetto al quanto detto dal servizio clienti, cioe' 4 giorni), ma l'apparecchio sostitutivo e' altrettanto malfunzionante, per cui riesco, "si fa per dire", a usarne uno solo.
Giugno: nell'ignoranza non rifiuto le bollette, ma le tengo da parte in attesa di comunicare l'intenzione di risolvere il contratto. Tento 2 volte di prendere contatto via fax, comunicando le mie intenzioni.
Luglio/Agosto: nel periodo estivo le cose migliorano leggermente (ogni 5 tentativi di chiamata riesco a farne una con successo anche sotto rete "3"), ma all'estero non riesco ad ottenere il permesso di effettuare chiamate (in Spagna) sotto alcun operatore (al contrario di come mi era stato promesso), cosi' cerco di comunicare via SMS, ma il tempo impiegato per l'arrivo a destinazione dei messaggi e' di circa 20 ore.
Settembre: mi decido a restituire i terminali nel punto "3" da cui li ho presi, anche se l'operazione non e' coerente con le procedure descritte dal contratto, per poi spedire comunicazione raccomandata all'ufficio legale di "3" spiegando nuovamente la mia intenzione di risolvere il contratto a fronte delle gravi inadempienze.
Novembre: ricevo via raccomandata una comunicazione assolutamente ambigua che indica semplicemente di colmare il debito costituito nei confronti di "3" (di Euro 731, 32) entro 7 giorni, perche' la pratica non venga passata alla relativa societa' di riscossione. Cerco di capire, contattando in tutti i modi il servizio clienti "3", a cosa si riferisce tale lettera, ma gli operatori probabilmente fanno finta di non sapere, o sono proprio all'oscuro della situazione.
Decido di pagare, in buona fede, la cifra riportata, considerandola un accettabile compromesso per la risoluzione del contratto, a saldo e stralcio (richiedendo una ricevuta della risoluzione).... ma 24 ore dopo il pagamento vengo contattato da un ostile operatore, che mi definisce, testualmente, "bugiardo", "furbo", "disonesto", e ripete che "prendo in giro la compagnia", chiedendomi per quale arcano motivo avessi pagato con 165 giorni di ritardo le prime due bollette (a cui, a questo punto direi "ovviamente", faceva tacitamente riferimento la raccomandata speditami), e quando avrei intenzione di saldare il conto.
Dicembre: ricevo un'altra comunicazione difficilmente comprensibile: una fattura che riporta un accredito di circa Euro 180, con riferimento al periodo di settembre/ottobre, per uno dei due terminali.
Sono gia' a conoscenza del fatto che la mia assoluta ignoranza abbia contribuito largamente alla produzione di questa situazione di disagio, e che e' ormai difficile uscirne evitando di dover pagare il resto del debito, ma la mia assoluta frustrazione, quella della vittima di un atteggiamento ostile e prepotente, mi spinge a chiedere giustizia. Se non altro sarei felice di sapere che il nome della societa' porti con se' il peso di un'immagine di disonesta' quale quella di "3". Vorrei tanto vederli giudicati ancora piu' duramente dall'opinione pubblica.
Ho molteplici testimoni che possono confermare i disservizi ed il loro atteggiamento ambiguo, ma non le risorse per portare la situazione in sede di giudizio.
Vi ringrazio in anticipo per l'attenzione
Risposta ADUC
ha sbagliato subito: non si omettono mai i pagamenti e basta: le inadempienze vanno contestate formalmente in quanto sino a che non c'e' contestazione non esiste neanche il problema.
Inoltre, era piu' saggio tenersi gli apparecchi in modo da poter dimostrare i malfunzionamenti.
Vorremmo capisse che l'ignoranza non e' consistita -come lei crede- dal non aver rigettato le fatture (?!?! Cioe'??) ma dal non aver tempestivamente contestato -ed anche dall'essersi "liberato" delle prove dell'inadempienza.
Provi a fare adesso una contestazione, dettando un termine di 15 gg per confermarle l'annullamento del contratto ed avvisando che in difetto adira' le vie legali. Ed a quel punto, tenti una conciliazione davanti al giudice di pace -altro, non e' possibile fare.
Inoltre, era piu' saggio tenersi gli apparecchi in modo da poter dimostrare i malfunzionamenti.
Vorremmo capisse che l'ignoranza non e' consistita -come lei crede- dal non aver rigettato le fatture (?!?! Cioe'??) ma dal non aver tempestivamente contestato -ed anche dall'essersi "liberato" delle prove dell'inadempienza.
Provi a fare adesso una contestazione, dettando un termine di 15 gg per confermarle l'annullamento del contratto ed avvisando che in difetto adira' le vie legali. Ed a quel punto, tenti una conciliazione davanti al giudice di pace -altro, non e' possibile fare.
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