Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

24 luglio 2000
Domanda 24 luglio 2000
Mi e' occorsa la seguente disavventura, dopo aver versato in conto corrente un'assegno.
Il giorno 21 Giugno ho versato in banca l'assegno.
Il giorno 15 Luglio ricevo una comunicazione della banca; mi si avverte che in prima battuta l'altra banca ha rifiutato di pagare l'assegno per il seguente motivo (incomprensibile): "dati code-line incongruenti".
Mi si dice anche che il giorno seguente l'assegno e' stato ripresentato all'incasso.
Tutto a posto? Niente affatto.
Consultando l'estratto conto scopro i seguenti movimenti di valuta:
Data Operazione Valuta A mio Debito A mio Credito
21-6 Assegno impagato 21-6 700.000
21-6 Versamento assegno 23-06 700.000
22-06 Assegno ripresentato 27-06 700.000
Mi trovo quindi, avendo versato, ad avere uno scoperto di conto corrente di 2 giorni, pari all'importo dell'assegno
Tutto e' possibile, ma mi pare improbabile che il diritto lo consenta.
Ho segnalato la cosa all'impiegato della banca, ne ho parlato con un funzionario di grado superiore che si sta ancora informando ma a prima vista ritiene l'accaduto soddisfacente, poiche' conforme a una circolare interna della banca.
Ritenete fondata la pretesa della banca di addebitarmi lo storno dell valuta in data precedente a quella dell'accredito?
Ho forse sbagliato a rivolgermi al funzionario e devo farne una nota 'ufficiale' all'apposito ufficio?
La comunicazione della banca e' datata 4 Luglio, spedita via Postel (priva di timbro postale) e pervenuta il 17 Luglio. Ha rispettato la Banca i tempi prescritti per questo tipo di comunicazione (obbligatoria a quanto ho orecchiato)

Risposta ADUC
I "giorni di valuta", cioe' la differenza tra la data del versamento e quella di disponibilita' della somma versata (dalla quale maturano gli interessi), sono il compenso che la banca percepisce per l'incarico ricevuto di incassare l'assegno versato.
Nel caso specifico, la sua banca ha fatto un lavoro "doppio", e per questo pretende che il suo lavoro venga pagato due volte.
Dovrebbe pero' cercare di sapere qualcosa di piu' su perche' l'assegno non sia stato pagato alla prima presentazione: se quella criptica motivazione indicasse la mancanza di fondi, non le rimarrebbe niente da fare, salvo addebitare le spese sostenute a chi lo ha pagato con un assegno; se, al contrario, essa indicasse qualche anomalia delle procedure bancarie, allora avrebbe il diritto di non pagare il prezzo della altrui inefficienza.
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