Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
2 dicembre 2003
Cara ADUC, quindici giorni fa mi sono recata presso la lavanderia "EUROPA" sita in via Roma 46/50, della mia citta', consegnando un montone, da lavare a secco.
Come d'uso, ho pagato anticipatamente, con pagobancomat, la cifra di 38 euro, e la titolare della ditta non ha accennato che, in mancanza di esecuzione della prestazione, non sarei stata risarcita della somma da me pagata.
Il giorno 29 novembre, come stabilito, sono tornata a riprendere il montone.
La dipendente della lavanderia mi informa dell'impossibilita' di lavare a secco il mio montone, a causa di alcune rifiniture che sarebbero state danneggiate.
Alla mia richiesta di risarcimento della somma pagata anticipatamente, la dipendente mi informa dell'uso di rilasciare un buono spendibile presso la stessa lavanderia.
Rivoltami alla titolare, per riavere la somma, ella mi informa dell'impossibilita' di ridare contanti, avendo gia' fatturato la prestazione, e malgrado io l'invitassi ad emettere una nota di credito, ella mi rilascia un semplice pezzo di carta, attestante che il suddetto valesse 38 euro.
Chiedo se la procedura sia legale, e come posso fare per riavere la somma, anche decurtata delle spese eventualmente sostenute dalla lavanderia, non avendo la possibilita' di utilizzare in altro modo il cosiddetto buono di 38 euro.
Ringrazio per l'attenzione, e spero in una risposta.
Come d'uso, ho pagato anticipatamente, con pagobancomat, la cifra di 38 euro, e la titolare della ditta non ha accennato che, in mancanza di esecuzione della prestazione, non sarei stata risarcita della somma da me pagata.
Il giorno 29 novembre, come stabilito, sono tornata a riprendere il montone.
La dipendente della lavanderia mi informa dell'impossibilita' di lavare a secco il mio montone, a causa di alcune rifiniture che sarebbero state danneggiate.
Alla mia richiesta di risarcimento della somma pagata anticipatamente, la dipendente mi informa dell'uso di rilasciare un buono spendibile presso la stessa lavanderia.
Rivoltami alla titolare, per riavere la somma, ella mi informa dell'impossibilita' di ridare contanti, avendo gia' fatturato la prestazione, e malgrado io l'invitassi ad emettere una nota di credito, ella mi rilascia un semplice pezzo di carta, attestante che il suddetto valesse 38 euro.
Chiedo se la procedura sia legale, e come posso fare per riavere la somma, anche decurtata delle spese eventualmente sostenute dalla lavanderia, non avendo la possibilita' di utilizzare in altro modo il cosiddetto buono di 38 euro.
Ringrazio per l'attenzione, e spero in una risposta.
Risposta ADUC
ha sicuramente diritto di richiedere il rimborso, in quanto l'intervento non e' avvenuto per responsabilita' o comunque a seguito di decisione della lavanderia stessa e non invece per colpa sua.
Pertanto, puo' inviare una raccomandata A/R di messa in mora, dettando un termine di 15 gg per effettuare detto rimborso, dando avviso che in difetto agira' in giudizio.
Potra' a quel punto rivolgersi al giudice di pace.
Pertanto, puo' inviare una raccomandata A/R di messa in mora, dettando un termine di 15 gg per effettuare detto rimborso, dando avviso che in difetto agira' in giudizio.
Potra' a quel punto rivolgersi al giudice di pace.
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