Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
28 novembre 2003
Probabilmente come associazione di consumatori siete gia al corrente del seguente problema: Quando il cosiddetto "digitale terrestre" sara' diffuso (previsione 2006) saranno interrotte le trasmissioni in analogico (vedere nel seguito l'articolo uscito sulle news di economia di libero. it).
Chi vorra' continuare ad utilizzare il proprio televisore dovra' obbligatoriamente dotarlo di un "accrocchio", il cui costo previsto e' tra i 100 ed i 500 ¤ (non e' chiaro se per apparecchio o per alloggio).
Il fatto che le trasmissioni in analogico vengano sospese e' di una gravita' inaudita e va contro ogni legge, personalmente ho un ricordo "scolastico" relativo all'introduzione della televisione a colori: un vincolo prioritario per le tecniche di trasmissione a colori era che potessero essere ricevute anche dai televisori in bianco e nero.
Ogni nuova tecnologia di massa deve essere compatibile verso il basso, cioe' con la tecnologia precedente.
Spero che come associazione dei consumatori vi muoviate rapidamente in questo senso, tenendo conto che la legge Gasparri sta per sancire anche questo aspetto.
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Tv digitale: quanto ci costa La pay-tv sforna nuove offerte, ma prima di regalarvi un decoder per Natale informatevi. Sta arrivando il digitale terrestre: e' gratuito ma richiede un decoder diverso Quanto ci costa la tv digitale? Partiamo subito dal cuore dell'argomento: l'investimento familiare per la pay-tv. Facendo un breve calcolo chi dispone gia' di parabola e impianto, per accedere a Sky Tv paghera' un minimo annuo di circa 390 euro (fra attivazione, abbonamento "Primo Sky", il meno costoso, e decoder a noleggio). Per partire da zero, invece, la spesa minima per il primo anno e' di circa 490 euro (pacchetto Pronto Sky con parabola, decoder, installazione, piu' Primo Sky); gli anni successivi costano meno perche' non c'e' piu' il decoder. Ma per avere il massimo partendo da zero (abbonamenti Sky al top, un decoder con hard disk, parabola motorizzata ecc.) si possono comodamente superare i 2.500 euro (sempre il primo anno, poi si tolgono i costi delle apparecchiature).
Cifre d'ingresso contenute, ma anche molto variabili, per un'innovazione tecnologica destinata a entrare sempre piu' nelle nostre case. Gli studi calcolano che oggi circa il 18% degli italiani usino il satellite. Ma il dato e' minato dalla variabile della pirateria. Quando e' nata, in estate, Sky Italia (praticamente l'unico gestore italiano di pay tv) aveva infatti circa 2 milioni di abbonati (circa 2, 3 mln a fine ottobre), mentre le stime parlavano di circa 3 milioni di decoder pirata presenti nelle case. Sempre Sky, ritiene di poter crescere a 3, 2 milioni di abbonati entro la fine del 2004. Se e' difficile prevedere ora il totale del mercato italiano negli anni a venire, gli attuali piani di business di Sky ipotizzano 3, 5-4 milioni di adesioni.
Fin qui si e' parlato di televisione digitale satellitare a pagamento. In realta' acquistando parabola e decoder satellitare, ma senza abbonamento, si possono vedere una serie di canali in chiaro: le versioni digitali dei network Rai e Mediaset, di alcune emittenti private, le grandi televisioni internazionali e qualche tv satellitare come Rai News 24, Rai Sport satellite o Hit Channel.
La seconda via alla tv fatta di bit e' il cavo. Un'offerta numericamente molto piu' limitata (al contrario di quanto accade in Usa) a causa della scarsa disponibilita', per gli utenti finali, delle linee cablate ad altissima velocita'. Il principale fornitore e' Fastweb. La societa' specializzata in internet e telefonia veicolate attraverso la fibra ottica, offre anche un pacchetto televisivo acquistabile in combinazione con la connessione a internet. La spesa minima calcolata per il pacchetto base parte da 455 euro (primo anno), ma bisogna avere un computer in casa. Al momento il servizio raggiunge 9 citta'.
Ma la vera novita' sara' (anzi e') la televisione digitale terrestre (Dtt). Semplificando e' una "via di mezzo" fra la tv nomale e il satellite: un'alternativa, soprattutto, gratuita. Per riceverla non serve la parabola. Occorre, in aggiunta alle comuni antenna e tv, un decoder dedicato in grado di captare le "vecchie" frequenze televisive che, diventate digitali, riescono a trasportare fino a 10 canali ciascuna.
La Dtt, che fra qualche anno avremo tutti perche' la televisione "normale" sparira', consente anche l'interattivita', cioe' la possibilita' non solo di ricevere, ma anche di trasmettere informazioni da casa all'emittente. Questo significa, per esempio, televoto, invio di messaggi di testo e, con un collegamento a internet, anche giochi e servizi personalizzati. Seppure in ritardo rispetto alle previsioni di sviluppo, la Dtt dovrebbe iniziare le trasmissioni entro fine 2003. Rai ha gia' pronti 2 nuovi canali, mentre Mediaset ha annunciato l'avvio delle trasmissioni l'1 dicembre 2003 coprendo almeno il 50% della popolazione. Il terrestre promette di offrire un'ampia varieta' di canali tematici (dai cartoni alla cultura, dalla scienza agli sport estremi) circa la meta' dei quali sara' acquistata da terzi (Mediaset, per esempio, ha stretto accordi con la Bbc inglese).
Prezzi? Solo quello del decoder (set-top-box). Al recente Sat Expo e' stato annunciato il costo di quelli venduti in Inghilterra che sara' simile ai nostri: 100-190 euro per i modelli base; 150-300 per quelli interattivi; 320-480 euro per quelli che possono collegarsi a internet e registrare i programmi su disco fisso. In questi giorno i primi esemplari stanno arrivando anche nei negozi italiani a prezzi di 150-250 euro.
Dunque a chi sta pensando di passare, per Natale, alla tv digitale, il consiglio e' informarsi bene dai rivenditori. Se si acquista un pacchetto satellitare (con decoder) e successivamente si vuole anche il terrestre, bisogna mettere in preventivo l'acquisto di un secondo set-top-box. In alternativa alcuni produttori stanno mettendo a catalogo apparecchi in grado di coprire ambedue i sistemi, ma sono modelli di fascia (e costo) alti.
26 novembre 2003 Fabio Dotti dalla rete Digitale terrestre Per saperne di piu' Guida Tv Libero Programmi, palinsesti, curiosita' Autority per le Comunicazioni Il libro bianco del Dtt
Chi vorra' continuare ad utilizzare il proprio televisore dovra' obbligatoriamente dotarlo di un "accrocchio", il cui costo previsto e' tra i 100 ed i 500 ¤ (non e' chiaro se per apparecchio o per alloggio).
Il fatto che le trasmissioni in analogico vengano sospese e' di una gravita' inaudita e va contro ogni legge, personalmente ho un ricordo "scolastico" relativo all'introduzione della televisione a colori: un vincolo prioritario per le tecniche di trasmissione a colori era che potessero essere ricevute anche dai televisori in bianco e nero.
Ogni nuova tecnologia di massa deve essere compatibile verso il basso, cioe' con la tecnologia precedente.
Spero che come associazione dei consumatori vi muoviate rapidamente in questo senso, tenendo conto che la legge Gasparri sta per sancire anche questo aspetto.
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Tv digitale: quanto ci costa La pay-tv sforna nuove offerte, ma prima di regalarvi un decoder per Natale informatevi. Sta arrivando il digitale terrestre: e' gratuito ma richiede un decoder diverso Quanto ci costa la tv digitale? Partiamo subito dal cuore dell'argomento: l'investimento familiare per la pay-tv. Facendo un breve calcolo chi dispone gia' di parabola e impianto, per accedere a Sky Tv paghera' un minimo annuo di circa 390 euro (fra attivazione, abbonamento "Primo Sky", il meno costoso, e decoder a noleggio). Per partire da zero, invece, la spesa minima per il primo anno e' di circa 490 euro (pacchetto Pronto Sky con parabola, decoder, installazione, piu' Primo Sky); gli anni successivi costano meno perche' non c'e' piu' il decoder. Ma per avere il massimo partendo da zero (abbonamenti Sky al top, un decoder con hard disk, parabola motorizzata ecc.) si possono comodamente superare i 2.500 euro (sempre il primo anno, poi si tolgono i costi delle apparecchiature).
Cifre d'ingresso contenute, ma anche molto variabili, per un'innovazione tecnologica destinata a entrare sempre piu' nelle nostre case. Gli studi calcolano che oggi circa il 18% degli italiani usino il satellite. Ma il dato e' minato dalla variabile della pirateria. Quando e' nata, in estate, Sky Italia (praticamente l'unico gestore italiano di pay tv) aveva infatti circa 2 milioni di abbonati (circa 2, 3 mln a fine ottobre), mentre le stime parlavano di circa 3 milioni di decoder pirata presenti nelle case. Sempre Sky, ritiene di poter crescere a 3, 2 milioni di abbonati entro la fine del 2004. Se e' difficile prevedere ora il totale del mercato italiano negli anni a venire, gli attuali piani di business di Sky ipotizzano 3, 5-4 milioni di adesioni.
Fin qui si e' parlato di televisione digitale satellitare a pagamento. In realta' acquistando parabola e decoder satellitare, ma senza abbonamento, si possono vedere una serie di canali in chiaro: le versioni digitali dei network Rai e Mediaset, di alcune emittenti private, le grandi televisioni internazionali e qualche tv satellitare come Rai News 24, Rai Sport satellite o Hit Channel.
La seconda via alla tv fatta di bit e' il cavo. Un'offerta numericamente molto piu' limitata (al contrario di quanto accade in Usa) a causa della scarsa disponibilita', per gli utenti finali, delle linee cablate ad altissima velocita'. Il principale fornitore e' Fastweb. La societa' specializzata in internet e telefonia veicolate attraverso la fibra ottica, offre anche un pacchetto televisivo acquistabile in combinazione con la connessione a internet. La spesa minima calcolata per il pacchetto base parte da 455 euro (primo anno), ma bisogna avere un computer in casa. Al momento il servizio raggiunge 9 citta'.
Ma la vera novita' sara' (anzi e') la televisione digitale terrestre (Dtt). Semplificando e' una "via di mezzo" fra la tv nomale e il satellite: un'alternativa, soprattutto, gratuita. Per riceverla non serve la parabola. Occorre, in aggiunta alle comuni antenna e tv, un decoder dedicato in grado di captare le "vecchie" frequenze televisive che, diventate digitali, riescono a trasportare fino a 10 canali ciascuna.
La Dtt, che fra qualche anno avremo tutti perche' la televisione "normale" sparira', consente anche l'interattivita', cioe' la possibilita' non solo di ricevere, ma anche di trasmettere informazioni da casa all'emittente. Questo significa, per esempio, televoto, invio di messaggi di testo e, con un collegamento a internet, anche giochi e servizi personalizzati. Seppure in ritardo rispetto alle previsioni di sviluppo, la Dtt dovrebbe iniziare le trasmissioni entro fine 2003. Rai ha gia' pronti 2 nuovi canali, mentre Mediaset ha annunciato l'avvio delle trasmissioni l'1 dicembre 2003 coprendo almeno il 50% della popolazione. Il terrestre promette di offrire un'ampia varieta' di canali tematici (dai cartoni alla cultura, dalla scienza agli sport estremi) circa la meta' dei quali sara' acquistata da terzi (Mediaset, per esempio, ha stretto accordi con la Bbc inglese).
Prezzi? Solo quello del decoder (set-top-box). Al recente Sat Expo e' stato annunciato il costo di quelli venduti in Inghilterra che sara' simile ai nostri: 100-190 euro per i modelli base; 150-300 per quelli interattivi; 320-480 euro per quelli che possono collegarsi a internet e registrare i programmi su disco fisso. In questi giorno i primi esemplari stanno arrivando anche nei negozi italiani a prezzi di 150-250 euro.
Dunque a chi sta pensando di passare, per Natale, alla tv digitale, il consiglio e' informarsi bene dai rivenditori. Se si acquista un pacchetto satellitare (con decoder) e successivamente si vuole anche il terrestre, bisogna mettere in preventivo l'acquisto di un secondo set-top-box. In alternativa alcuni produttori stanno mettendo a catalogo apparecchi in grado di coprire ambedue i sistemi, ma sono modelli di fascia (e costo) alti.
26 novembre 2003 Fabio Dotti dalla rete Digitale terrestre Per saperne di piu' Guida Tv Libero Programmi, palinsesti, curiosita' Autority per le Comunicazioni Il libro bianco del Dtt
Risposta ADUC
le diciamo solo una cosa: e' tutto da vedere.
Non creda al primo articolo che viene pubblicato (che comunque non e' cosi' catastrofista: si concentra sull'immediatezza della novita', con toni entusiastici, ma non fa una previsione "vera" per il futuro) ne' al fatto che ai televisori servira' obbligatoriamente chissa' quale modifica: dipende certo dalla vetusta' degli apparecchi, ma prima che realmente avvenga il cambiamento ci saranno anni sufficienti per un rinnovo graduale.
Non creda al primo articolo che viene pubblicato (che comunque non e' cosi' catastrofista: si concentra sull'immediatezza della novita', con toni entusiastici, ma non fa una previsione "vera" per il futuro) ne' al fatto che ai televisori servira' obbligatoriamente chissa' quale modifica: dipende certo dalla vetusta' degli apparecchi, ma prima che realmente avvenga il cambiamento ci saranno anni sufficienti per un rinnovo graduale.
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