Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

28 novembre 2003
Domanda 28 novembre 2003
Cara ADUC, sono M. Rosaria di Fabriano, coniugata e madre di una ragazza. Vi chiedo un consiglio riguardo la seguente questione. Nel 1972 i miei genitori hanno fatto costruire con regolare permesso un garage a circa 30 metri dalla loro abitazione, composto da due livelli: un piano terra munito di scala di passaggio per il livello superiore composto da un tetto a terrazza calpestabile e da un frustolo di terreno adibito ad orto, questi ultimi separati da apposite porte munite di "gattaiole". Dal 1972, mio marito ha sempre utilizzato, senza alcuna opposizione da parte dei miei genitori, il piano terra ed il tetto calpestabile (non l'orto) come fossero suoi: vi ha portato migliorie(impianto elettrico indipendente, impianto idraulico e saracinesca automatica) e ne ha sostenuto la manutenzione, il tutto a proprie spese. L'unico uso che ne ha fatto mia madre e' stato di passaggio per l'accesso all'orto. Dall'anno 2000 questo garage ospita i miei sei gatti "bellissimi", con il consenso dei miei genitori, e, in occasione della loro adozione, il livello superiore e' stato opportunamente adeguato(idonea recinzione del solo tetto calpestabile e "gattaiole" comunicanti con il piano terra), il tutto sempre a spese di mio marito. Per tutti questi anni, i miei genitori non hanno chiesto nulla(ne' affitto, ne' altro) e non hanno mostrato alcun interesse riguardo la manutenzione ordinaria e straordinaria della struttura. Nel dicembre del 2000 mio padre e' deceduto senza lasciare testamento per cui, all'atto della successione, un quarto dl garage nonche' dell'abitazione principale sono divenuti di mia proprieta'. A questo punto, in seguito a profondi screzi nati propri in seguito alla successione, mia madre vuole "buttare fuori" dal garage mio marito, i miei gatti e me!
Al dunque, vorrei sapere: a) e' legale (ancorche' giusto) che dopo 30 anni che mio marito ha esercitato il possesso su tale struttura, accollandosi tutti gli oneri, ora venga "buttato fuori" solo per una presa di posizione di mia madre riguardo il genero, dettata dall'avanzata eta', dal "sentito dire" e dalla trentennale avversione che ha sempre mostrato verso mio marito(eccetto che nelle occasioni di proprio comodo!)?
b) se l'atto di estromissione in questione fosse legale, ho il diritto di chiedere la prelazione nel caso in cui mia madre decidesse di affittare o vendere il garage nella sua totalita' o in parte?
c) nel caso mia madre possa affittare o vendere, ho diritto alla mia parte degli introiti?
d) cosa ben piu' importante: vista l'impossibilita' di sistemare in altro modo i miei adorati gatti(dato che nella mia abitazione conviviamo gia' dal 1993 con altri sei morbidi mici) e vista la nuova legge sulla tutela degli animali di compagnia contro l'abbandono, come devo agire per garantire i diritti di questi amici ormai abituati a un tale ambiente ed i diritti della mia famiglia?
In attesa di una vostra rapida risposta, vi ringrazio calorosamente e vi esprimo la piu' grande ammirazione possibile per l'assiduo impegno che mostrate a difesa dei cittadini, nelle situazioni piu' disparate e complesse.
Non manchero' di aderire alla vostra impareggiabile serieta' con un contributo. Grazie.

Risposta ADUC
l'usucapione va fatta valere. Ed e' sicuramente possibile farlo, ma va intentato un contenzioso: naturalmente, solo nel caso in cui sia la controparte ad agire nei vostri riguardi. Inoltre, in quanto comproprietaria, lei al pari degli altri puo' utilizzare la cosa comune: solo, pero', nei limiti dell'eguale diritto dei comproprietari di usufruire del terreno.
Decisioni in merito alla destinazione, devono essere prese in accordo: altrimenti, occorrerebbe decidesse il giudice cui gli interessati dovranno rivolgersi.
Per il momento, riteniamo che sia il caso di rimanere e di non preoccuparsi: nel caso in cui dovessero essere intentate delle azioni, allora potrete difendervi; tenendo presenti i punti in questione.
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