Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

21 luglio 2000
Domanda 21 luglio 2000
21-Lug-00
Tipo_Form.............CONSIGLI
RICHIESTA.............Sono un socio di una cooperativa edilizia. Avrei bisogno di alcuni consigli su una situazione che si e' venuta a verificare nella societa' di cui faccio parte.
Nel GEN. 1995 mi sono iscritto in questa cooperativa (di cui per il momento preferisco non fare il nome), in base ad una promessa di assegnazione per diventare proprietario di un alloggio (prima casa).
La costruzione del nucleo abitativo cui appartengo (trattasi di 17 unita' immobiliari) e' partita a settembre dello stesso anno. Per una serie di vicissitudini quali: cause legali imbastite dal presidente ed amministratore immancabilmente perse, problemi con i costruttori e fornitori per ritardi nei pagamenti (che come soci rispettavamo o anticipavamo rispetto alla scaletta di marcia), e tutta un’altra serie di difficolta' con comune ed enti, sono giunto a maggio 1999 in cui finalmente tutto e' stato concluso, comprese le convezioni riguardo le opere pubbliche stipulate con il comune.
A questo punto sono giunto in una situazione di stallo. E’, infatti, da piu' di un anno che sono in attesa di venire in pieno possesso della mia abitazione, ed ancora oggi, dopo una recente assemblea il presidente ed amministratore temporeggia senza chiari e validi motivi.
Nell’ultima assemblea il presidente e' arrivato con la novita' che, dovendo a questo punto chiudere completamente la cooperativa non essendoci piu' nuovi soci in lista per l’assegnazione di nuovi alloggi, e' opportuno attendere di avere completato tutte le operazioni di chiusura prima di andare al rogito.
In realta' la situazione non e' molto chiara, visto che un altro nucleo abitativo con altri soci della stessa cooperativa ha le abitazioni ultimate da piu' di due anni, ed ancora non sono riusciti ad arrivare all’atto notarile.
Ripeto che per quanto mi riguarda e' tutto concluso, compreso accatastamenti, mappe catastali, abitabilita' e convenzioni con enti e comune. Non mi spiego quindi l’attuale comportamento, non vorrei che queste lungaggini ingiustificate stessero a significare qualcosa di piu' grave, che il presidente ed amministratore tende a nascondere per poi riversarlo sugli stessi soci.
L’abitazione, che era partita con un determinato prezzo, viene a costare gia' molto piu' del previsto, ma ancora dentro un valore commercialmente valido per la zona in cui si trova. E’ ovvio che un ulteriore aggravio sarebbe a questo punto inaccettabile.
Quello che a questo punto chiedo e':
· e' possibile, visto la delicatezza delle operazioni di chiusura della coop., affiancare qualcuno che vigili sull’operato del presidente?
· Esistono controlli che si possono fare per dare chiarezza e sbloccare questa situazione?
Voglio concludere rilevando che i sindaci non sono stati in grado, al momento, di verificare completamente la situazione e che, dopo consulto di un legale, ho dedotto che usare questa strada, almeno per ora, non e' sicuramente la via piu' rapida per raggiungere lo scopo.

Risposta ADUC
Potrebbe essere portare l'amministratore in Tribunale contestandogli qualche inadempienza, o presentare un esposto in magistratura, chiedendo di valutare i fatti avvenuti e delegando l'autorita' giudiziaria ad intervenire se vi ravvedesse un illecito.
In base al contratto stipulato, potreste anche tentare di inviare una raccomandata A/R alla cooperativa, ingiungendo di consentire il rogito entro un numero preciso di giorni dal ricevimento, perche' in caso contrario vi riservate di far causa per danni.
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