Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

17 novembre 2003
Domanda 17 novembre 2003
E' diventata una tassa iniqua con il beneplacito del nostro Governo. Premi che spolpano i cittadini, classi che vanno all'insu' ad ogni minimo incidente provocato, diventando lo stesso, fonte di ulteriore introito per le casse delle Assicurazioni, motivo per cui il malcapitato deve valutare se pagare di tasca propria il danno causato, o accettare un incremento considerevole di premio annuale.
Perche' non si riesce a scardinare tutto cio'?
E' mai possibile che non esista nessuna associazione di consumatori che si opponga?
Certo, le lobby protezionistiche esistono eccome nel nostro Parlamento, e' ben noto a chi appartengono le societa' assicurative e chi ha interessi notevoli nelle stesse; percio' i premi, nonostante il calo percentuale di sinistri sia ragguardevole, tardano ad essere adeguati.
Invito chi di dovere a tentare una dura opposizione, sicuramente l'esercito di assicurati sara' solidale e compatto.

Risposta ADUC
e' vero: per gli incidenti piccoli l'assicurazione non conviene. Ma e' in vista di quelli veramente gravi che l'obbligatorieta' e' stata introdotta -e comunque a tutela di chi subisce e non di chi lo causa. Personalmente non siamo a favore dell'obbligatorieta' (mentre e' giusto che i premi siano liberi se le assicurazioni sono private; altrimenti dovrebbe essere un onere statale) ma comprendiamo come sia stato ritenuto piu' importante il caso in cui qualcuno muore (col rischio di veder dilapidato il patrimonio della famiglia del colpevole e senza che quella del morto riesca ad ottenere un risarcimento giusto) che non gli inconvenienti e le ingiustizie quotidiane che toccano i clienti delle compagnie.
A nostro avviso, il problema deriva dal connubio tra obbligatorieta' dell'assicurazione ed offerta da parte di privati. Di conseguenza, si tratta di uno dei casi in cui e' piu' difficile fare qualcosa, in quanto si puo' intervenire solo normativamente.
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