Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

14 novembre 2003
Domanda 14 novembre 2003
Oggi e' l'11 novembre ed e' partita "la rivoluzione dell'offerta di posta elettronica di Libero" (vedi sotto comunicato ufficiale) che impedira' a migliaia di utenti l'utilizzo gratuito del servizio.
In pratica consiste nel permettere a chi ha un indirizzo di posta con dominio @libero. it, @inwind. it, @iol. it e @blu. it, di collegarsi ad internet tramite il numero unico Wind/Infostrada 7027020000 e poter utilizzare liberamente il servizio di posta (es: utilizzando il client preferito: Outlook, Eudora, Netscape, etc.), mentre a chi non si connette tramite il succitato numero unico (quindi utilizza un altro gestore di telefonia per collegarsi o utilizza una LAN aziendale), puo' solo utilizzare il servizio sul portale Libero. it, a meno che non decida di pagare i due nuovi prodotti di posta (Mail XL e Mail L).

Tutti i dettagli su http://internet.libero.it/liberomail/posta.htm
Contando che il servizio via web e' enormemente piu' lento e meno efficiente di un qualsiasi client di posta, penso che pochi decideranno di mantenere a pagamento un servizio che era stato sottoscritto perche' gratuito e che molti altri su internet offrono gratis.
Ormai la posta elettronica e' ampiamente utilizzata da chiunque in ogni campo (lavoro, svago, studio, etc.); e' possibile ipotizzare che uno da un giorno all'altro cambi il proprio indirizzo email? Dovrebbe mandare email a tutti i suoi contatti, cambiare tutte le registrazioni fatte su internet, cambiare il proprio indirizzo in tutte le mailing list a cui e' iscritto e chissa' quant'altro. Quanti utenti sarebbero in grado di farlo?

Insomma un lavoro enorme, con conseguente perdita di tempo e quindi di denaro (tempo sottratto al lavoro, connessioni eterne ad internet e cosi' via).
Cosa possiamo fare noi? Innanzi tutto facciamo circolare la notizia, mandiamola alle associazioni dei consumatori, alle agenzie di stampa, alle Iene, a Striscia la Notizia, a Beha a Colori, a Report, a chiunque vi venga in mente.
Un giorno ci diranno che se siamo residenti a Torino, per respirare l'aria di Milano dovremo pagare una tassa. Questo giorno sembra essere sempre piu' vicino.
Saluti

Risposta ADUC
da un giorno all'altro, no: occorre verificare cosa preveda in merito ai termini di variazione delle condizioni e le modalita' di preavviso da rispettare. In caso vi fossero violazioni contrattuali, contesti immediatamente per raccomandata A/R, dettando un termine di 15 gg entro cui provvedere a confermarle il mantenimento delle condizioni nei termini di contratto ed avvisando che in difetto chiedera' il rimborso del danno.
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