Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
14 novembre 2003
Oggi e' l'11 novembre ed e' partita "la rivoluzione dell'offerta di posta elettronica di Libero" (vedi sotto comunicato ufficiale) che impedira' a migliaia di utenti l'utilizzo gratuito del servizio.
In pratica consiste nel permettere a chi ha un indirizzo di posta con dominio @libero. it, @inwind. it, @iol. it e @blu. it, di collegarsi ad internet tramite il numero unico Wind/Infostrada 7027020000 e poter utilizzare liberamente il servizio di posta (es: utilizzando il client preferito: Outlook, Eudora, Netscape, etc.), mentre a chi non si connette tramite il succitato numero unico (quindi utilizza un altro gestore di telefonia per collegarsi o utilizza una LAN aziendale), puo' solo utilizzare il servizio sul portale Libero. it, a meno che non decida di pagare i due nuovi prodotti di posta (Mail XL e Mail L).
Tutti i dettagli su http://internet.libero.it/liberomail/posta.htm
Contando che il servizio via web e' enormemente piu' lento e meno efficiente di un qualsiasi client di posta, penso che pochi decideranno di mantenere a pagamento un servizio che era stato sottoscritto perche' gratuito e che molti altri su internet offrono gratis.
Ormai la posta elettronica e' ampiamente utilizzata da chiunque in ogni campo (lavoro, svago, studio, etc.); e' possibile ipotizzare che uno da un giorno all'altro cambi il proprio indirizzo email? Dovrebbe mandare email a tutti i suoi contatti, cambiare tutte le registrazioni fatte su internet, cambiare il proprio indirizzo in tutte le mailing list a cui e' iscritto e chissa' quant'altro. Quanti utenti sarebbero in grado di farlo?
Insomma un lavoro enorme, con conseguente perdita di tempo e quindi di denaro (tempo sottratto al lavoro, connessioni eterne ad internet e cosi' via).
Cosa possiamo fare noi? Innanzi tutto facciamo circolare la notizia, mandiamola alle associazioni dei consumatori, alle agenzie di stampa, alle Iene, a Striscia la Notizia, a Beha a Colori, a Report, a chiunque vi venga in mente.
Un giorno ci diranno che se siamo residenti a Torino, per respirare l'aria di Milano dovremo pagare una tassa. Questo giorno sembra essere sempre piu' vicino.
Saluti
In pratica consiste nel permettere a chi ha un indirizzo di posta con dominio @libero. it, @inwind. it, @iol. it e @blu. it, di collegarsi ad internet tramite il numero unico Wind/Infostrada 7027020000 e poter utilizzare liberamente il servizio di posta (es: utilizzando il client preferito: Outlook, Eudora, Netscape, etc.), mentre a chi non si connette tramite il succitato numero unico (quindi utilizza un altro gestore di telefonia per collegarsi o utilizza una LAN aziendale), puo' solo utilizzare il servizio sul portale Libero. it, a meno che non decida di pagare i due nuovi prodotti di posta (Mail XL e Mail L).
Tutti i dettagli su http://internet.libero.it/liberomail/posta.htm
Contando che il servizio via web e' enormemente piu' lento e meno efficiente di un qualsiasi client di posta, penso che pochi decideranno di mantenere a pagamento un servizio che era stato sottoscritto perche' gratuito e che molti altri su internet offrono gratis.
Ormai la posta elettronica e' ampiamente utilizzata da chiunque in ogni campo (lavoro, svago, studio, etc.); e' possibile ipotizzare che uno da un giorno all'altro cambi il proprio indirizzo email? Dovrebbe mandare email a tutti i suoi contatti, cambiare tutte le registrazioni fatte su internet, cambiare il proprio indirizzo in tutte le mailing list a cui e' iscritto e chissa' quant'altro. Quanti utenti sarebbero in grado di farlo?
Insomma un lavoro enorme, con conseguente perdita di tempo e quindi di denaro (tempo sottratto al lavoro, connessioni eterne ad internet e cosi' via).
Cosa possiamo fare noi? Innanzi tutto facciamo circolare la notizia, mandiamola alle associazioni dei consumatori, alle agenzie di stampa, alle Iene, a Striscia la Notizia, a Beha a Colori, a Report, a chiunque vi venga in mente.
Un giorno ci diranno che se siamo residenti a Torino, per respirare l'aria di Milano dovremo pagare una tassa. Questo giorno sembra essere sempre piu' vicino.
Saluti
Risposta ADUC
da un giorno all'altro, no: occorre verificare cosa preveda in merito ai termini di variazione delle condizioni e le modalita' di preavviso da rispettare. In caso vi fossero violazioni contrattuali, contesti immediatamente per raccomandata A/R, dettando un termine di 15 gg entro cui provvedere a confermarle il mantenimento delle condizioni nei termini di contratto ed avvisando che in difetto chiedera' il rimborso del danno.
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