Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

10 novembre 2003
Domanda 10 novembre 2003
Nel dopo guerra si dovevano ricostruire alcuni milioni di vani che erano stati distrutti dai bombardamenti, e ci fu il piano Fanfani per l'edilizia popolare, uno dei pochi che si sono realizzati nei programmi e tempi previsti, dando un'immagine di efficienza al nostro Paese, che ha fornito a centinaia di migliaia di famiglie che vivevano in baracche oppure ospitate in coabitazione, di andare ad abitare in alloggi moderni dotati di tutti i servizi, che per l'epoca era un evento straordinario.
L'edilizia nel nostro Paese e' stato un fenomeno complesso ed assai diversificato da zona a zona, spesso lasciato alla discrezionalita' dei singoli individui sia a livello istituzionale, tecnico, professionale, ecc., che ha consentito ad una minoranza di italiani di arricchirsi dal notevole valore aggiunto ottenuto dai terreni (ex agricoli divenuti edificabili) e dai profitti derivanti dall'edilizia speculativa e dalle tangenti divenute sistema.
Personalmente ricordo che nei primi anni sessanta, nel paese natale (tipico piccolo borgo collinare piemontese), il primo bagno privato interno ad una abitazione, fu costruito in quel periodo da un impresario edile per la sua famiglia, e desto' molta meraviglia e si commento' per diversi mesi ogni volta che si formava un capannello di persone, neanche avessero avvistato degli UFO e fossero sbarcati degli alieni. Nel resto delle case del borgo, i bagni interni si diffusero solo negli anni 80 e con gradualita'. Quindi devo dedurre che non ci fosse quella gran frenesia di costruire ad ogni costo e senza alcuna limitazione. Ma la mia esperienza non fa testo in quanto il Piemonte non puo' essere additato ad esempio per parlare di abusivismo edilizio.
A conferma del precedente articolo sull'estrema diversificazione di trattamento che ci viene riservato in base alle localita' (feudalesimo moderno), vi cito un recente episodio di cui sono ben informato, inerente l'abusivismo edilizio.
Un tecnico che conosco, che era il progettista di un recupero edilizio ormai ultimato e perfettamente regolare, ha omesso di controllare la parte finale del lavoro, nel senso che la sua committente volendo coprire un terrazzo con una tettoia di alluminio dotata di zanzariere (le zanzare da noi sono un problema serio), e ben sapendo che non si poteva perche' il piano regolatore lo impediva, lo ha fatto di nascosto a fine lavori, senza che il tecnico lo sapesse. Sono finiti entrambi in tribunale, committente e tecnico e sono stati condannati ad una pena pecuniaria di trenta milioni di vecchie lire cadauno.
Vi risulta che accadono le stesse condanne in altre parti d'Italia, magari in quelle zone dove costruiscono migliaia di interi edifici abusivi ogni anno? O dove sono abusivi interi quartieri e villaggi turistici? Dove si e' costruito senza neppure una perizia geologica? O nel letto dei fiumi o sulle spiagge dove arriva la risacca?
Alla luce di queste premesse, coloro che non commettono abusi in Italia dovrebbero essere premiati, magari concedendo loro un bonus a commettere un piccolo abuso edilizio ogni vent'anni. Cosi', tanto per turbarli.
Teoricamente il condono dovrebbe avvenire solo ed esclusivamente quando si compie un vero e proprio cambiamento radicale ed epocale a livello istituzionale e sociale, quando cioe' si decide seriamente di applicare nuove leggi, dando ampio spazio ai controlli ed alla repressione degli illeciti.
Invece da noi i condoni sono divenuti alibi pretestuosi per incassare qualche soldo e per garantirsi feudi elettorali ed appoggi corporativi, una sorta di prostituzione politico istituzionale di basso profilo e lignaggio, una cosa di cui vergognarsi a morte di fronte alla comunita' internazionale, che sa benissimo che noi possediamo il maggior patrimonio culturale mondiale e contemporaneamente siamo il Paese piu' corrotto tra quelli occidentali, i maggiori consumatori di cemento, ecc.. Dopo avere giurato e spergiurato che non si sarebbero effettuati ulteriori condoni, molti governi e governicchi hanno gravemente offeso gli italiani onesti con l'ennesimo condono edilizio, che e' persino noioso ripeterlo, costituisce un'apologia di reato ed un incentivo delinquenziale, dal dirompente effetto immorale ed asociale, disgregativo e schizoide. E chi lo attua per ultimo si assume una responsabilita' maggiore ed imperdonabile, dopo un periodo prolungato nel quale si sperava fosse tramontata ogni ipotesi di ripresentarlo.
Se ancora riuscissero a provare vergogna consiglierei loro di nascondersi sottoterra, magari costruendosi una catacomba abusiva.
E' come se avessero dichiarato a tutto il mondo che lo stato italiano e' approssimativo ed immorale, una sorta di Somaliland europea. Maggiore discredito non avrebbero potuto ottenere. Peggio non avrebbero potuto fare.
Complimenti.
Vorrei che mi rispondessero a questa semplice domanda: un italiano onesto quale speranza puo' ancora coltivare?
Cordiali saluti

Risposta ADUC
in realta' non e' che la situazione offerta dal condono sia cosi' rosea. In primo luogo, occorrera' vedere come sara' applicabile, poi se gli Enti lo vorranno utilizzare e comunque se verranno rispettati i termini generali, sono condonabili solo situazioni blande che gia' avrebbero potuto trovare altre soluzioni un po' piu' laboriose ma non tanto peggiori. Cio' premesso (perche' il problema va visto per cio' che e' e demonizzarlo oltre il veritiero e' inutile), siamo contro i condoni.
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