Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
9 novembre 2003
Buongiorno, volevo rappresentare la mia esperienza, negativa, relativa al mondo perverso dell'assicurazione RCA. Cerchero' di essere piu' conciso possibile.
Nel 1998, ho venduto la mia autovettura e mio padre mi ha ceduto la sua autovettura in comodato gratuito (contratto regolarmente registrato), mantenendo la titolaritá presso il PRA. In qualitá di utilizzatore del mezzo, ho stipulato un contratto di assicurazione poi rinnovato di anno in anno, cambiando compagnia e senza mai causare o subire incidenti, raggiungendo la classe CIP 4. Ora stavo considerando di cambiare vettura trasferendo il contratto di assicurazione sul nuovo mezzo. Dopo diversi ed approfonditi contatti, mi e' stata consentita la possibilitá di trasferire il contratto mantenendo l'attuale classe solamente se la nuova vettura fosse intestata esclusivamente a mio padre (escludendo la possibilitá di co-intestazione). Ove la vettura fosse intestata al sottoscritto, la classe sarebbe la 14. Sicuramente il mondo assicurativo, come anche dimostrato piu' volte dai Vs. interventi, molto spesso non e' trasparente ma credo che in questo caso si rasenti la follia... In presenza di contratto di comodato e con la titolaritá del contratto di assicurazione, in base a quale principio (se non a quello di lucrare sulla differenza di ben 10 classi di merito) non mi e' consentito beneficiare della mia condotta di guida "encomiabile" nel corso degli ultimi 5 anni? Sicuramente quest'atteggiamento (credo tra l'altro non sia unicamente della mia attuale compagnia) non incoraggia la trasparenza tra assicurato e compagnia.
Sarei curioso di sapere la vostra opinione al riguardo per calibrare al meglio le mie prossime azioni.
Cordiali saluti
Nel 1998, ho venduto la mia autovettura e mio padre mi ha ceduto la sua autovettura in comodato gratuito (contratto regolarmente registrato), mantenendo la titolaritá presso il PRA. In qualitá di utilizzatore del mezzo, ho stipulato un contratto di assicurazione poi rinnovato di anno in anno, cambiando compagnia e senza mai causare o subire incidenti, raggiungendo la classe CIP 4. Ora stavo considerando di cambiare vettura trasferendo il contratto di assicurazione sul nuovo mezzo. Dopo diversi ed approfonditi contatti, mi e' stata consentita la possibilitá di trasferire il contratto mantenendo l'attuale classe solamente se la nuova vettura fosse intestata esclusivamente a mio padre (escludendo la possibilitá di co-intestazione). Ove la vettura fosse intestata al sottoscritto, la classe sarebbe la 14. Sicuramente il mondo assicurativo, come anche dimostrato piu' volte dai Vs. interventi, molto spesso non e' trasparente ma credo che in questo caso si rasenti la follia... In presenza di contratto di comodato e con la titolaritá del contratto di assicurazione, in base a quale principio (se non a quello di lucrare sulla differenza di ben 10 classi di merito) non mi e' consentito beneficiare della mia condotta di guida "encomiabile" nel corso degli ultimi 5 anni? Sicuramente quest'atteggiamento (credo tra l'altro non sia unicamente della mia attuale compagnia) non incoraggia la trasparenza tra assicurato e compagnia.
Sarei curioso di sapere la vostra opinione al riguardo per calibrare al meglio le mie prossime azioni.
Cordiali saluti
Risposta ADUC
si tratta di un contratto diverso e non esiste un diritto aprioristico alla classe: il problema e' questo. In ogni caso, provi a rivolgersi al giudice di pace, al fine di tentare di vedersi riconosciuta la classe da lei maturata; le occorre pero' una sentenza. A suo favora ha il fatto che la classe e' personale, legata alla continuita' di guida, che sicuramente puo' esserle riconosciuta. A sfavore ha il fatto che si tratta di una variazione contrattuale; e modificare i termini di un contratto vuol dire avere la disponibilita' della controparte che subirebbe la variazione non richiesta, oppure considerare il contratto cessato totalmente e quindi il nuovo avrebbe condizioni nuove senza continuita'.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →
Potrebbe interessarti