Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
5 novembre 2003
Nel Settembre 2002 ho cessato, causa trasferimento, il contratto di fornitura elettrica con Enel, specificando l'indirizzo presso il quale sarei stato disponibile in seguito al trasloco, nonche' il fatto che avrei attivato, di li' a poco, un'altro contratto di fornitura presso la mia nuova abitazione.
Ora, a distanza di un anno, Enel mi invia (a mezzo posta semplice), la richiesta di 220 Euro per il conguaglio e la chiusura del contratto.
Ignorata, mi e' oggi giunta (sempre a mezzo posta semplice) la comunicazione di WGS Gestione Crediti, la richiesta (piuttosto intimidatoria) di versare entro 7 Giorni la somma maggiorata di 15 Euro per gli interessi passivi, pena l'avvio di pratiche legali per il recupero coatto della somma.
E' un comportamento accettabile? C'e' il modo di contestare la cosa? E gli interessi sono a mio carico?
Grazie per la preziosa collaborazione.
Ora, a distanza di un anno, Enel mi invia (a mezzo posta semplice), la richiesta di 220 Euro per il conguaglio e la chiusura del contratto.
Ignorata, mi e' oggi giunta (sempre a mezzo posta semplice) la comunicazione di WGS Gestione Crediti, la richiesta (piuttosto intimidatoria) di versare entro 7 Giorni la somma maggiorata di 15 Euro per gli interessi passivi, pena l'avvio di pratiche legali per il recupero coatto della somma.
E' un comportamento accettabile? C'e' il modo di contestare la cosa? E gli interessi sono a mio carico?
Grazie per la preziosa collaborazione.
Risposta ADUC
per prima cosa dovrebbe verificare come Enel sia arrivata al conteggio dei 220 euro sull'ultima bolletta, per capire se cio' sia contestabile. E poi, indipendentemente dal pagare o no, dovrebbe contestare formalmente. Le consigliamo di controllare perche' potrebbero averle fatturato il consumo dall'ultima lettura effettiva (dipende quanto tempo prima della cessazione e' stata fatta) effettuando un conguaglio con la lettura comunicata da lei. Se non riscontrasse niente di anomalo in cio' dovrebbe pagare (anche gli interessi). Se invece riscontrasse qualche elemento di irregolarita', dovrebbe contestare per iscritto inviando una raccomandata A/R con richiesta di storno dettando un termine di 15 gg e minacciando di adire, in difetto, le vie legali. E' molto rischioso comunque non pagare, anche se si contesta, poiche' possono passare dei mesi fino alla sentenza del giudice di pace e nel frattempo si alimenta un debito sempre crescente e che puo', nel tempo, creare seri disagi.
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