Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

4 novembre 2003
Domanda 4 novembre 2003
Cara Aduc, I primi di Settembre del 2003 ho ricevuto una cartella esattoriale per mancati pagamenti dell'IRPEF, IRAP e IVA relativi ai redditi 1999 di un importo considerevole, tra interessi e more la cifra e' da far rizzare i capelli (6.800 euro).
Allarmato, mi sono subito rivolto al commercialista che aveva fatto la dichiarazione dei redditi incriminata. Mi ha subito rassicurato dicendomi che si trattava della solita cartella pazza e che avrebbe risolto il problema quanto prima.
Personalmente ho ricontrollato la cartella e per il poco che conosco in materia fiscale mi sono accorto che presentava grossolani errori (es. crediti d'imposta che diventavano debiti e cifre senza senso).
Il mio commercialista nel frattempo ha cercato di sanare il tutto recandosi piu' volte presso l'Ufficio dell'Entrate della mia Provincia, ma dall'altra parte sembra non ci sia la volonta' di sedersi a tavolino e di ricontrollare gli eventuali errori.
Ora, a pochi giorni dalla scadenza dei termini per fare ricorso (14 novembre) mi rimane la netta sensazione che le cifre che devo pagare non siano affatto dovute e che tutte queste cartelle che girano per l'Italia siano frutto di un preciso piano, orchestrato ad arte per far cassa, costringendo i malcapitati come me a pagare subito o ad affrontare estenuanti ricorsi con perdita di tempo e di soldi.
E' mai possibile che in un paese civile un cittadino debba sopportare queste vere e proprie angherie? Come posso fare per difendermi e chi mi ripaga del danno esistenziale che stiamo subendo io e tutta la mia famiglia?

Risposta ADUC
potrebbe provare a rivolgersi al Garante del Contribuente presso la Direzione Regionale Entrate; tuttavia temiamo che in questi termini non ci siano piu' i tempi necessari per una risoluzione bonaria; pertanto, non rimane che ricorrere in opposizione. E' poi possibile, agendo in giudizio in sede civile, anche ipotizzare di richiedere il rimborso del danno causatole, secondo i principi anticipati con sentenza della Corte di Cassazione n. 500/99.
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