Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
3 novembre 2003
Buongiorno.
Quella che sto per raccontarvi e' la storia di un consumatore, il sottoscritto, che un giorno ha malauguratamente deciso di avventurarsi nel famigerato mondo dell'edilizia privata. E' una lunga storia ma se avrete la pazienza e la cortesia di seguirla vi renderete conto di cosa si e' costretti a sopportare quando si ha a che fare con le imprese edili e saprete forse indicarmi se vi e' modo di tutelarsi.
Mi chiamo Marco, ho 35 anni e vivo a Mestre, in provincia di Venezia. Recentemente la mia famiglia e' felicemente aumentata di numero per cui ho la necessita' di cambiare casa. La scorsa primavera, dopo aver girato in lungo e in largo il triangolo Venezia - Treviso - Padova, ho finalmente trovato l'abitazione che stavo cercando: una porzione di villa a schiera su quattro livelli composta da interrato, piano terra, primo piano e mansarda. La casa veniva offerta o al grezzo (cioe' come si trovava in quel momento) per un prezzo di circa 181.000 euro, oppure finita sulla base di un capitolato del valore di circa 51.000 euro.
L'affare mi e' stato proposto da un'agenzia immobiliare che fa parte di uno dei tanti network nazionali e malgrado in questi casi sia necessario far fronte ad una cospicua provvigione devo dire che stavolta i soldi se li stanno guadagnando e sudando. Se non fosse infatti per la loro cortesia e disponibilita' probabilmente a quest'ora sarei per vie legali ma non tanto per ragioni di natura tecnica, bensi' perche' avrei ceduto alla tentazione di mettere le mani addosso a qualcuno.
La storia ha inizio nel Giugno scorso quando sono stato contattato dell'agenzia immobiliare del Sig. G. F., il quale mi ha proposto di prendere in considerazione l'acquisto di questo immobile. L'intestatario della Concessione Edilizia non risulta essere il costruttore bensi' una societa' partecipata dal costruttore stesso. Ho provveduto ad effettuare le dovute verifiche e sia il costruttore che la societa' non evidenziavano alcun tipo di pendenza. Foro competente: Treviso.
L'immobile risultava di nostro gradimento (mio e di mia moglie) per cui abbiamo avanzato una proposta d'acquisto per l'abitazione finita ad un prezzo inferiore di circa 13.000 euro rispetto a quanto richiesto, offrendo per contro una cifra significativa da versare contestualmente alla firma del preliminare, pari a circa 100 milioni di vecchie lire. La proposta fu accettata. Il prezzo pattuito era quindi di circa 219.500 euro, ovvero 425 milioni di vecchie lire. Piu' IVA, piu' agenzia, piu' notaio, piu' tasse, eccetera, eccetera. Grazie alla vendita del mio appartamento, a qualche soldo messo da parte in questi anni e (soprattutto) ad un nuovo mutuo, ci stavo dentro.
Fin da subito pero' sono emerse una serie di difficolta' e problematiche legate a quella che dal mio punto di vista non puo' definirsi altro che scarsa professionalita' in particolare da parte dell'impresa, rappresentata del geometra G. B. Se durante la lettura di questa lettera vi domanderete se non fosse possibile chiedere un referente diverso da questo, vi anticipo che la risposta purtroppo e' no.
La prima di queste criticita' e' emersa riguardo all'impianto idrico-sanitario. Desideravo essere avvisato con ragionevole anticipo sui tempi di realizzazione di tale impianto allo scopo di poter disporre del tempo necessario per operare almeno le scelte di base come la disposizione dei termosifoni e dei sanitari. Malgrado le mie numerose raccomandazioni, delle quali l'agente si e' fatto portavoce, sono stato contattato dal geometra G. B. la sera di Lunedi 30 Giugno ed invitato a presentarmi in cantiere la mattina seguente poiche' gli idraulici erano di fatto gia' all'opera. Erano trascorse gia' due settimane dall'accettazione della mia proposta d'acquisto per cui mi aspettavo di poter essere avvisato qualche giorno prima. Ho quindi dovuto fornire all'impresa delle indicazioni di massima senza ancora aver preso visione del materiale previsto dal capitolato, senza aver potuto optare per eventuali variazioni e senza conoscere nemmeno il nome del fornitore.
Una volta contattato il geometra G. B. per avere quest'ultima informazione, Mercoledi' 2 Luglio mi sono recato presso il fornitore dove avrei dovuto parlare con un certo "Giovanni" o con una certa "Anna". Malgrado durante una mia preventiva telefonata mi fosse stato detto che non era necessario fissare un appuntamento, una volta giunto sul posto nessuna delle due persone di riferimento era disponibile: la prima era in ferie e la seconda era estremamente occupata. Avendo gli operai in cantiere che mi aspettavano per definire le ultime misure dell'impianto in funzione del modello di vasca, di scaldasalviette, ecc., ho chiesto se potevo essere seguito da qualche altro addetto ed alla fine ho parlato con una persona la quale, pero', non e' stata in grado di reperire alcuna informazione relativa al mio capitolato. Pur cercando ripetutamente tra la documentazione di numerosi altri cantieri, una cartella relativa a tale capitolato non c'era, tanto che le informazioni necessarie (ma non sufficienti) alla definizione dell'ordine sono state chieste mediante un improvvisato quanto imbarazzante giro di telefonate col solito geometra G. B. e con la ditta di impianti idraulici. La sensazione e' quella che il geometra G. B. abbia preso chissa' quali accordi non a livello di fornitore ma livello "personale" con i referenti da lui indicati.
Morale: non era chiaro ne' cosa fosse previsto o non previsto dal capitolato, ne' tantomeno il livello di sconto da applicare. Nella fretta indotta dalle circostanze, infatti, mi sono reso conto solo piu' tardi che pur non avendo effettuato acquisti particolarmente impegnativi (tipo idromassaggio o roba del genere) e malgrado mi fossero stati scontati alcuni elementi che fanno parte dell'arredo bagno che attualmente possiedo e che intendo riutilizzare, la cifra risultante era estremamente significativa. Il motivo e' da ricercarsi nel listino estremamente caro che mi e' stato applicato. Un esempio: lo stesso kit saliscendi per la doccia (marca Grohe) che da questo fornitore costa 65 euro + IVA, al Castorama viene venduto a 45 euro ivato. E si tenga presente che per certe cose il Castorama e' decisamente caro. Peggio ancora per quanto riguarda la vasca da bagno: La Dolomite Cigno, completa di pannello e supporti, mi costa 696 euro + IVA ma senza andare tanto in giro e senza nemmeno negoziare piu' di tanto sullo sconto l'ho trovata per 100 euro in meno!
Venerdi' pomeriggio sono tornato dal fornitore con il geometra G. B. nel tentativo di chiarire la questione. Questa volta la sig. ra Laura era disponibile ma con mio estremo disappunto si e' rifiutata di metter mano alla proposta di vendita definita due giorni prima poiche' stipulata dal suo collega e non da lei. Il collega era in ferie per cui non si e' potuto fare nulla. A questo punto ho chiesto ufficialmente (mediante comunicazione via FAX) l'annullamento di tale proposta ed ho girato il problema al geometra G. B. il quale, ad oggi, non mi ha ancora fornito alcun preventivo. Era il 5 Luglio scorso.
Apro una prima parentesi: durante il primo incontro la scelta della vasca da bagno e' caduta sulla Dolomite Cigno (anziche' sulla Dolomite Dahlia) per il semplice motivo che l'addetto del fornitore mi aveva assicurato che era installabile mediante muratura e la differenza rispetto alla vasca prevista a capitolato era esigua. Di conseguenza agli operai sono state date le misure relative a quel modello. La sig. ra Laura ha poi smentito (correttamente) il collega dimostrando che la vasca va comunque installata col suo pannello e con gli appositi supporti. Non solo il costo e' decisamente piu' alto ma a saperlo prima la scelta sarebbe stata indirizzata verso il modello Dahlia. Ormai pero' gli operai avevano posato le predisposizioni per lo scarico e per la rubinetteria secondo le prime specifiche.
Seconda parentesi: una della prime domande che mi sono state fatte in cantiere dall'idraulico, riguardava il posizionamento del bidet del bagno di servizio. Non avendo ancora imparato a memoria il capitolato (anche se ormai poco ci manca), ho scoperto solo in fase di consuntivazione presso il fornitore che tale servizio non era previsto. Mi perplime alquanto il fatto che lo stesso geometra G. B. se ne sia accorto insieme a me. Riterrei piu' giusto che quando un fornitore o un operatore chiede informazioni sul posizionamento o sulla tipologia di qualcosa, informi anche se si stia parlando di materiale fuori capitolato. E' impensabile infatti poter riconciliare ogni volta con il capitolato alla mano tutte le frasi che vengono dette da ognuno dei tanti referenti degli impianti e delle forniture.
Alla fine comunque, almeno a livello di posizionamento, dopo ripetuti perfezionamenti e fatta eccezione per il discorso relativo alla vasca, e' stato definito quasi tutto correttamente.
Rimanevano scoperte un paio di modifiche chieste al geometra G. B. Venerdi 4 Luglio in cantiere e ribadite in un mio fax del 7 luglio (quando gli operai erano ancora in fase di posa dell'impianto) ma puntualmente disattese, ovvero: predisposizione acqua e scarico in taverna e predisposizione acqua e scarico in mansarda. D'accordo che, come ha sempre detto il geometra G. B., gli operai avrebbero avuto modo di ritornare e di effettuare le variazioni richieste ma temo che il costo di tali variazioni, se fatte in corso d'opera, sia ben diverso dal costo delle stesse se fatte successivamente quando l'impianto e' stato ormai posato e cementato. Naturalmente sara' mia premura in fase di consuntivo verificare che tale differenza non mi venga addebitata, ma non essendo io ne' un tecnico ne' un avvocato la cosa non e' cosi' semplice.
Con il fornitore delle pavimentazioni non e' andata molto meglio. Mi sono recato a prendere visione del materiale Venerdi 11 Luglio e mi e' stato gentilmente mostrato il materiale previsto a capitolato ad iniziare dalla pavimentazione del garage. Tra le piastrelle a disposizione ho selezionato una tipologia che potesse andare bene anche per la taverna poiche' su consiglio dell'addetto ho preferito dare continuita' alla pavimentazione dei due locali.
Reduce dall'esperienza idraulica ho chiesto piu' e piu' volte all'addetto di se tutto quello che era stato scelto fosse rigorosamente previsto nel capitolato e mi e' stato sempre risposto assolutamente "si", senza alcuna ombra di dubbio.
L'unico dettaglio da verificare era relativo alla eventuale differenza tra il costo della tipologia relativa al garage e quella relativa alla taverna. A tale proposito ho telefonato il lunedi seguente al solito geometra G. B. il quale invece di ragguagliarmi sui prezzi ha negato (sarcasticamente, pure) che il capitolato prevedesse le piastrelle in garage poiche' in quella zona era previsto cemento, esattamente come per la rampa e per la zona comune. Spiazzato da questa informazione e non avendo in quel momento il capitolato a portata di mano, non ho sindacato piu' di tanto l'eventuale mancanza ma ho chiesto spiegazioni sul perche' l'addetto mi avesse fatto scegliere una pavimentazione che non era a capitolato, malgrado le mie raccomadanzioni. Il geometra mi ha risposto che l'addetto "non poteva conoscere il capitolato" (cosa a mio avviso inammissibile) ed e' arrivato a farmi pure un preventivo di circa un paio di milioni di vecchie lire per la fornitura e la posa per una trentina di metri quadri tra garage e sottoscala.
Successivamente a questa telefonata, la sera stessa sono andato a controllare il capitolato dove, al punto 26, e' scritto: "pavimento garage in ceramica monocottura o similare di durezza adeguata, posato su un letto di sabbia e cemento". Il fornitore aveva perfettamente ragione ed ancora una volta geometra G. B. mi ha messo in difficolta' dimostrando una superficialita' ed una imprecisione sconcertante.
Al fine di prevenire (nei limiti del possibile) altre disavventure, negli stessi giorni ho contattato l'elettricista. Una volta definite con lui le specifiche dell'impianto e delle personalizzazioni ho chiesto un preventivo per capire quanto mi sarebbero costate le variazioni al capitolato. L'elettricista mi ha assicurato che me lo avrebbe fatto avere nel giro di qualche giorno anche perche' riteneva opportuno iniziare quanto la posa dell'impianto. Purtroppo pero' non poteva fornirmelo direttamente ma doveva farlo passare per l'impresa edile (la quale lo avrebbe sicuramente ritoccato aggiungendo un ricarico). Eravamo a meta' luglio.
Nota: durante questo primo periodo e anche successivamente, qualsiasi mia richiesta di preventivo veniva puntualmente ignorata e disattesa. Non c'e' stato mai verso di poter capire in anticipo quanto sarei andato a spendere a fronte di modifiche anche banali.
Giunti a questo punto non ho potuto esimermi da evidenziare queste situazioni le mie perplessita' sulla serieta' dell'impresa all'agente immobiliare, il quale se n'e' fatto portavoce. Come risultato delle mie lamentele, l'impresa edile anziche' prendere atto della situazione e cercare in qualche modo una riconciliazione (cosa che dal punto di vista del cliente mi sarei aspettato) ha reagito in direzione esattamente opposta cercando di scaricare le loro responsabilita' sulla societa' titolare della concessione, invitandomi di prendere accordi direttamente con quest'ultima. Per contro ho fatto notare all'impresa che questa loro posizione andava in contrasto con gli accordi presi in fase di sottoscrizione del preliminare. Eravamo ufficialmente ai ferri corti.
Alla luce delle criticita' fin qui maturate, l'agente ha proposto un incontro tra le parti al fine di fare chiarezza. Il 22 Luglio scorso, quindi, presso gli uffici dell'impresa edile si e' svolta una riunione alla quale hanno partecipato: - il geometra G. B. in rappresentanza dell'impresa - l'agente immobiliare ed un suo collega - il sig. A. D., presidente della societa' titolare della concessione - il sottoscritto - mio padre (un mio testimone non in comunione dei beni) Durante la riunione sono stati affrontati gli argomenti relativi alle problematiche da me elencate e sono state apparentemente risolte una serie di questioni (anche se non tutte) a fronte di una serie di impegni presi nei miei confronti sia da parte della societa', sia da parte dell'impresa, tra i quali cito: - l'impegno ad offrire la possibilita' di fatturare le spese di antifurto e caminetto all'impresa in modo tale da poter usufruire dell'IVA al 4%; - la fornitura del bidet compreso di miscelatore per il bagno di servizio (presente nei disegni della casa ma assente dal capitolato); - l'impegno a rinegoziare lo sconto relativo alla fornitura degli elementi dell'impianti idrico sanitario al di fuori del capitolato; - L'impegno a farmi avere al piu' presto i preventivi da tempo richiesti; L'illusione che tale incontro avesse finalmente spianato la strada ad un rapporto piu' soddisfacente e' durata poco. Ai primi di Settembre, trascorse le ferie estive, la situazione era esattamente identica ad un mese e mezzo prima e nessuno dei preventivi piu' volte richiesti era ancora giunto. L'equazione "niente preventivi = niente approvazione = niente lavori e/o ritardi nei lavori stessi" era ormai diventata la mia ossessione. Infatti, ad esempio, l'elettricista non aveva ancora potuto iniziare ed essendo il suo impianto l'ultimo della serie prima della posa di intonco e massetto, di fatto i lavori sono rimasti fermi due mesi.
Grazie al personale interessamento dell'agente immobiliare a seguito di un mio fax del 6 Settembre 2003, qualche giorno dopo alcuni di questi preventivi sono finalmente arrivati ma l'entusiasmo nel vederli si e' subito smorzato non appena sono entrato nel dettaglio dei preventivi stessi: una vera e proprio presa in giro. Delle quattro pagine che mi sono state inviate tre non erano altro che la copia fisica del preventivo che l'elettricista aveva girato all'impresa due mesi prima, che io ho aspettato fino a quel momento e in virtu' del quale i lavori erano rimasti fermi. L'unica pagina firmata dal geometra G. B. recava una serie di clamorose imprecisioni e mancanze. Ancora una volta, inoltre, veniva confermata la mancata conoscenza del capitolato poiche' nel preventivo comparivano cose che io non avevo chiesto poiche' previste di serie.
L'escalation ha toccato il culmine in occasione della posa della predisposizione per l'impianto antifurto. Tale predisposizione era prevista in forma minimale a livello di capitolato e a mio avviso era decisamente insufficiente. Ho quindi provveduto autonomamente a selezionare un fornitore in grado di installare l'impianto da cima a fondo, comprensivo della predisposizione; questo per evitare di avere un sistema sul quale far lavorare due fornitori diversi. La mia "illusione" era quella di poter ottimizzare i due lavori in questo modo: apertura delle tracce per entrambe gli impianti, posa dell'impianto elettrico, posa dell'impianto antifurto, chiusura delle tracce e pulizia dei detriti. Naturalmente sono stato avvisato dal geometra G. B. quando l'elettricista aveva praticamente gia' terminato il lavoro. Non solo: dal momento che la posa dell'intonaco era prevista per il lunedi successivo mi rimanevano poche ore (non giorni) per impiantare la predisposizione per l'antifurto. La vicenda quindi mi ha visto costretto, tra le le altre cose, a far lavorare il mio fornitore tra Sabato e Domenica (20 e 21 Settembre) offrendo il mio personale aiuto al fine di non intralciare la posa dell'intonaco prevista per il lunedi' successivo. Quel giorno, infatti, sono passato in cantiere la mattina presto e ho potuto constatare che gli operai stavano scaricando le attrezzature da un camion e le stavano portando dentro casa mia. Ma la cosa piu' sorprendente (per usare un eufemismo) e' che quando sono tornato in cantiere per visionare lo stato dei lavori la sera del Venerdi' successivo, casa mia non era ancora stata toccata ed era stata intonacata solo la porzione adiacente. Questo significa che ho dovuto lavorare e far lavorare altre persone di Sabato e di Domenica per niente.
Un altro episodio significativo e' quello relativo agli infissi. Sollecitato dall'impresa per voce dell'agente, Lunedi 6 Ottobre mi sono recato presso il serramentista per confermare o meno la scelta di porte e maniglie. Direi una bugia se parlassi di "sorpresa": l'ordine di questo tipo di materiale l'impresa edile doveva ancora farlo per cui l'addetto non aveva la benche' minima idea ne' di cosa sarebbe stato fornito e nemmeno se era lui il fornitore giusto.
Colgo l'occasione per sottolineare che con tutti (e dico tutti) i fornitori indicati dall'impresa ci sono stati problemi e difficolta' dovute alla negligenza dell'impresa stessa e che in molti casi gli addetti mi hanno confessato il loro stato di disperazione nel dover trattare con una persona totalmente priva del benche' minimo senso di professionalita', ovvero il solito geometra G. B.
L'ultimo episodio in ordine di tempo risale ad una quindicina di giorni fa. A distanza di mesi tre dal mio primo sollecito per avere un preventivo relativo alla predisposizione per l'acqua e lo scarico in taverna e dopo che piu' volte durante tale perido il geometra G. B. mi ha confermato che sarebbe stato sufficiente agganciarsi all'adiacente impianto per la lavanderia posizionato in garage con un spesa minima, mi arriva il sospirato preventivo dove viene indicato che per effettuare tale richiesta e' necessario un lavoro ben piu' complesso che vede la posa in opera di una seconda pompa e di varie altre cose per una spesa di 1.070 euro + IVA.
Concludo questo triste racconto sottolineando che la data di consegna prevista indicata nel preliminare risulta essere il 31 Dicembre 2003, "salvo cause di forza maggiore". Mi e' stato spiegato che con questa frase si intendono ad esempio eventi atmosferici particolarmente avversi o roba del genere. Il ritardo ci sara', ne sono certo, e sono altrettanto certo che sara' totalmente dovuto alla negligenza dell'impresa che sta portando avanti i lavori. Hanno da poco fatto l'intonaco ed in questi giorni stanno facendo il massetto: lavori che potevano essere benissimo fatti prima delle vacanze estive anziche' a fine Ottobre. Se da un lato non intendo tollerare nessun tipo di scusante per nessun tipo di ritardo da parte dell'impresa costruttrice, sono altrettanto preoccupato dal fatto che la fretta per arrivare a tutti i costi alla consegna dell'immobile nei tempi prestabiliti possa riperquotersi sulla qualita' del lavoro svolto.
Piu' in generale il pensiero che mi turba maggiormente e' che se l'impresa costruisce con la stessa negligenza che dimostra nei rapporti con la clientela. questa casa e' destinata a crollare al primo soffio di vento.
Se avete avuto la pazienza e la cortesia di leggere fin qui questa lettera, mi rimetto alle vostre indicazioni e ai vostri consigli al fine di capire come poter ottenere una maggior tutela del mio investimento ed una maggior correttezza da parte dell'impresa costruttrice.
Colgo l'occasione per ringraziarvi dell'attenzione e porgervi distinti saluti.
Quella che sto per raccontarvi e' la storia di un consumatore, il sottoscritto, che un giorno ha malauguratamente deciso di avventurarsi nel famigerato mondo dell'edilizia privata. E' una lunga storia ma se avrete la pazienza e la cortesia di seguirla vi renderete conto di cosa si e' costretti a sopportare quando si ha a che fare con le imprese edili e saprete forse indicarmi se vi e' modo di tutelarsi.
Mi chiamo Marco, ho 35 anni e vivo a Mestre, in provincia di Venezia. Recentemente la mia famiglia e' felicemente aumentata di numero per cui ho la necessita' di cambiare casa. La scorsa primavera, dopo aver girato in lungo e in largo il triangolo Venezia - Treviso - Padova, ho finalmente trovato l'abitazione che stavo cercando: una porzione di villa a schiera su quattro livelli composta da interrato, piano terra, primo piano e mansarda. La casa veniva offerta o al grezzo (cioe' come si trovava in quel momento) per un prezzo di circa 181.000 euro, oppure finita sulla base di un capitolato del valore di circa 51.000 euro.
L'affare mi e' stato proposto da un'agenzia immobiliare che fa parte di uno dei tanti network nazionali e malgrado in questi casi sia necessario far fronte ad una cospicua provvigione devo dire che stavolta i soldi se li stanno guadagnando e sudando. Se non fosse infatti per la loro cortesia e disponibilita' probabilmente a quest'ora sarei per vie legali ma non tanto per ragioni di natura tecnica, bensi' perche' avrei ceduto alla tentazione di mettere le mani addosso a qualcuno.
La storia ha inizio nel Giugno scorso quando sono stato contattato dell'agenzia immobiliare del Sig. G. F., il quale mi ha proposto di prendere in considerazione l'acquisto di questo immobile. L'intestatario della Concessione Edilizia non risulta essere il costruttore bensi' una societa' partecipata dal costruttore stesso. Ho provveduto ad effettuare le dovute verifiche e sia il costruttore che la societa' non evidenziavano alcun tipo di pendenza. Foro competente: Treviso.
L'immobile risultava di nostro gradimento (mio e di mia moglie) per cui abbiamo avanzato una proposta d'acquisto per l'abitazione finita ad un prezzo inferiore di circa 13.000 euro rispetto a quanto richiesto, offrendo per contro una cifra significativa da versare contestualmente alla firma del preliminare, pari a circa 100 milioni di vecchie lire. La proposta fu accettata. Il prezzo pattuito era quindi di circa 219.500 euro, ovvero 425 milioni di vecchie lire. Piu' IVA, piu' agenzia, piu' notaio, piu' tasse, eccetera, eccetera. Grazie alla vendita del mio appartamento, a qualche soldo messo da parte in questi anni e (soprattutto) ad un nuovo mutuo, ci stavo dentro.
Fin da subito pero' sono emerse una serie di difficolta' e problematiche legate a quella che dal mio punto di vista non puo' definirsi altro che scarsa professionalita' in particolare da parte dell'impresa, rappresentata del geometra G. B. Se durante la lettura di questa lettera vi domanderete se non fosse possibile chiedere un referente diverso da questo, vi anticipo che la risposta purtroppo e' no.
La prima di queste criticita' e' emersa riguardo all'impianto idrico-sanitario. Desideravo essere avvisato con ragionevole anticipo sui tempi di realizzazione di tale impianto allo scopo di poter disporre del tempo necessario per operare almeno le scelte di base come la disposizione dei termosifoni e dei sanitari. Malgrado le mie numerose raccomandazioni, delle quali l'agente si e' fatto portavoce, sono stato contattato dal geometra G. B. la sera di Lunedi 30 Giugno ed invitato a presentarmi in cantiere la mattina seguente poiche' gli idraulici erano di fatto gia' all'opera. Erano trascorse gia' due settimane dall'accettazione della mia proposta d'acquisto per cui mi aspettavo di poter essere avvisato qualche giorno prima. Ho quindi dovuto fornire all'impresa delle indicazioni di massima senza ancora aver preso visione del materiale previsto dal capitolato, senza aver potuto optare per eventuali variazioni e senza conoscere nemmeno il nome del fornitore.
Una volta contattato il geometra G. B. per avere quest'ultima informazione, Mercoledi' 2 Luglio mi sono recato presso il fornitore dove avrei dovuto parlare con un certo "Giovanni" o con una certa "Anna". Malgrado durante una mia preventiva telefonata mi fosse stato detto che non era necessario fissare un appuntamento, una volta giunto sul posto nessuna delle due persone di riferimento era disponibile: la prima era in ferie e la seconda era estremamente occupata. Avendo gli operai in cantiere che mi aspettavano per definire le ultime misure dell'impianto in funzione del modello di vasca, di scaldasalviette, ecc., ho chiesto se potevo essere seguito da qualche altro addetto ed alla fine ho parlato con una persona la quale, pero', non e' stata in grado di reperire alcuna informazione relativa al mio capitolato. Pur cercando ripetutamente tra la documentazione di numerosi altri cantieri, una cartella relativa a tale capitolato non c'era, tanto che le informazioni necessarie (ma non sufficienti) alla definizione dell'ordine sono state chieste mediante un improvvisato quanto imbarazzante giro di telefonate col solito geometra G. B. e con la ditta di impianti idraulici. La sensazione e' quella che il geometra G. B. abbia preso chissa' quali accordi non a livello di fornitore ma livello "personale" con i referenti da lui indicati.
Morale: non era chiaro ne' cosa fosse previsto o non previsto dal capitolato, ne' tantomeno il livello di sconto da applicare. Nella fretta indotta dalle circostanze, infatti, mi sono reso conto solo piu' tardi che pur non avendo effettuato acquisti particolarmente impegnativi (tipo idromassaggio o roba del genere) e malgrado mi fossero stati scontati alcuni elementi che fanno parte dell'arredo bagno che attualmente possiedo e che intendo riutilizzare, la cifra risultante era estremamente significativa. Il motivo e' da ricercarsi nel listino estremamente caro che mi e' stato applicato. Un esempio: lo stesso kit saliscendi per la doccia (marca Grohe) che da questo fornitore costa 65 euro + IVA, al Castorama viene venduto a 45 euro ivato. E si tenga presente che per certe cose il Castorama e' decisamente caro. Peggio ancora per quanto riguarda la vasca da bagno: La Dolomite Cigno, completa di pannello e supporti, mi costa 696 euro + IVA ma senza andare tanto in giro e senza nemmeno negoziare piu' di tanto sullo sconto l'ho trovata per 100 euro in meno!
Venerdi' pomeriggio sono tornato dal fornitore con il geometra G. B. nel tentativo di chiarire la questione. Questa volta la sig. ra Laura era disponibile ma con mio estremo disappunto si e' rifiutata di metter mano alla proposta di vendita definita due giorni prima poiche' stipulata dal suo collega e non da lei. Il collega era in ferie per cui non si e' potuto fare nulla. A questo punto ho chiesto ufficialmente (mediante comunicazione via FAX) l'annullamento di tale proposta ed ho girato il problema al geometra G. B. il quale, ad oggi, non mi ha ancora fornito alcun preventivo. Era il 5 Luglio scorso.
Apro una prima parentesi: durante il primo incontro la scelta della vasca da bagno e' caduta sulla Dolomite Cigno (anziche' sulla Dolomite Dahlia) per il semplice motivo che l'addetto del fornitore mi aveva assicurato che era installabile mediante muratura e la differenza rispetto alla vasca prevista a capitolato era esigua. Di conseguenza agli operai sono state date le misure relative a quel modello. La sig. ra Laura ha poi smentito (correttamente) il collega dimostrando che la vasca va comunque installata col suo pannello e con gli appositi supporti. Non solo il costo e' decisamente piu' alto ma a saperlo prima la scelta sarebbe stata indirizzata verso il modello Dahlia. Ormai pero' gli operai avevano posato le predisposizioni per lo scarico e per la rubinetteria secondo le prime specifiche.
Seconda parentesi: una della prime domande che mi sono state fatte in cantiere dall'idraulico, riguardava il posizionamento del bidet del bagno di servizio. Non avendo ancora imparato a memoria il capitolato (anche se ormai poco ci manca), ho scoperto solo in fase di consuntivazione presso il fornitore che tale servizio non era previsto. Mi perplime alquanto il fatto che lo stesso geometra G. B. se ne sia accorto insieme a me. Riterrei piu' giusto che quando un fornitore o un operatore chiede informazioni sul posizionamento o sulla tipologia di qualcosa, informi anche se si stia parlando di materiale fuori capitolato. E' impensabile infatti poter riconciliare ogni volta con il capitolato alla mano tutte le frasi che vengono dette da ognuno dei tanti referenti degli impianti e delle forniture.
Alla fine comunque, almeno a livello di posizionamento, dopo ripetuti perfezionamenti e fatta eccezione per il discorso relativo alla vasca, e' stato definito quasi tutto correttamente.
Rimanevano scoperte un paio di modifiche chieste al geometra G. B. Venerdi 4 Luglio in cantiere e ribadite in un mio fax del 7 luglio (quando gli operai erano ancora in fase di posa dell'impianto) ma puntualmente disattese, ovvero: predisposizione acqua e scarico in taverna e predisposizione acqua e scarico in mansarda. D'accordo che, come ha sempre detto il geometra G. B., gli operai avrebbero avuto modo di ritornare e di effettuare le variazioni richieste ma temo che il costo di tali variazioni, se fatte in corso d'opera, sia ben diverso dal costo delle stesse se fatte successivamente quando l'impianto e' stato ormai posato e cementato. Naturalmente sara' mia premura in fase di consuntivo verificare che tale differenza non mi venga addebitata, ma non essendo io ne' un tecnico ne' un avvocato la cosa non e' cosi' semplice.
Con il fornitore delle pavimentazioni non e' andata molto meglio. Mi sono recato a prendere visione del materiale Venerdi 11 Luglio e mi e' stato gentilmente mostrato il materiale previsto a capitolato ad iniziare dalla pavimentazione del garage. Tra le piastrelle a disposizione ho selezionato una tipologia che potesse andare bene anche per la taverna poiche' su consiglio dell'addetto ho preferito dare continuita' alla pavimentazione dei due locali.
Reduce dall'esperienza idraulica ho chiesto piu' e piu' volte all'addetto di se tutto quello che era stato scelto fosse rigorosamente previsto nel capitolato e mi e' stato sempre risposto assolutamente "si", senza alcuna ombra di dubbio.
L'unico dettaglio da verificare era relativo alla eventuale differenza tra il costo della tipologia relativa al garage e quella relativa alla taverna. A tale proposito ho telefonato il lunedi seguente al solito geometra G. B. il quale invece di ragguagliarmi sui prezzi ha negato (sarcasticamente, pure) che il capitolato prevedesse le piastrelle in garage poiche' in quella zona era previsto cemento, esattamente come per la rampa e per la zona comune. Spiazzato da questa informazione e non avendo in quel momento il capitolato a portata di mano, non ho sindacato piu' di tanto l'eventuale mancanza ma ho chiesto spiegazioni sul perche' l'addetto mi avesse fatto scegliere una pavimentazione che non era a capitolato, malgrado le mie raccomadanzioni. Il geometra mi ha risposto che l'addetto "non poteva conoscere il capitolato" (cosa a mio avviso inammissibile) ed e' arrivato a farmi pure un preventivo di circa un paio di milioni di vecchie lire per la fornitura e la posa per una trentina di metri quadri tra garage e sottoscala.
Successivamente a questa telefonata, la sera stessa sono andato a controllare il capitolato dove, al punto 26, e' scritto: "pavimento garage in ceramica monocottura o similare di durezza adeguata, posato su un letto di sabbia e cemento". Il fornitore aveva perfettamente ragione ed ancora una volta geometra G. B. mi ha messo in difficolta' dimostrando una superficialita' ed una imprecisione sconcertante.
Al fine di prevenire (nei limiti del possibile) altre disavventure, negli stessi giorni ho contattato l'elettricista. Una volta definite con lui le specifiche dell'impianto e delle personalizzazioni ho chiesto un preventivo per capire quanto mi sarebbero costate le variazioni al capitolato. L'elettricista mi ha assicurato che me lo avrebbe fatto avere nel giro di qualche giorno anche perche' riteneva opportuno iniziare quanto la posa dell'impianto. Purtroppo pero' non poteva fornirmelo direttamente ma doveva farlo passare per l'impresa edile (la quale lo avrebbe sicuramente ritoccato aggiungendo un ricarico). Eravamo a meta' luglio.
Nota: durante questo primo periodo e anche successivamente, qualsiasi mia richiesta di preventivo veniva puntualmente ignorata e disattesa. Non c'e' stato mai verso di poter capire in anticipo quanto sarei andato a spendere a fronte di modifiche anche banali.
Giunti a questo punto non ho potuto esimermi da evidenziare queste situazioni le mie perplessita' sulla serieta' dell'impresa all'agente immobiliare, il quale se n'e' fatto portavoce. Come risultato delle mie lamentele, l'impresa edile anziche' prendere atto della situazione e cercare in qualche modo una riconciliazione (cosa che dal punto di vista del cliente mi sarei aspettato) ha reagito in direzione esattamente opposta cercando di scaricare le loro responsabilita' sulla societa' titolare della concessione, invitandomi di prendere accordi direttamente con quest'ultima. Per contro ho fatto notare all'impresa che questa loro posizione andava in contrasto con gli accordi presi in fase di sottoscrizione del preliminare. Eravamo ufficialmente ai ferri corti.
Alla luce delle criticita' fin qui maturate, l'agente ha proposto un incontro tra le parti al fine di fare chiarezza. Il 22 Luglio scorso, quindi, presso gli uffici dell'impresa edile si e' svolta una riunione alla quale hanno partecipato: - il geometra G. B. in rappresentanza dell'impresa - l'agente immobiliare ed un suo collega - il sig. A. D., presidente della societa' titolare della concessione - il sottoscritto - mio padre (un mio testimone non in comunione dei beni) Durante la riunione sono stati affrontati gli argomenti relativi alle problematiche da me elencate e sono state apparentemente risolte una serie di questioni (anche se non tutte) a fronte di una serie di impegni presi nei miei confronti sia da parte della societa', sia da parte dell'impresa, tra i quali cito: - l'impegno ad offrire la possibilita' di fatturare le spese di antifurto e caminetto all'impresa in modo tale da poter usufruire dell'IVA al 4%; - la fornitura del bidet compreso di miscelatore per il bagno di servizio (presente nei disegni della casa ma assente dal capitolato); - l'impegno a rinegoziare lo sconto relativo alla fornitura degli elementi dell'impianti idrico sanitario al di fuori del capitolato; - L'impegno a farmi avere al piu' presto i preventivi da tempo richiesti; L'illusione che tale incontro avesse finalmente spianato la strada ad un rapporto piu' soddisfacente e' durata poco. Ai primi di Settembre, trascorse le ferie estive, la situazione era esattamente identica ad un mese e mezzo prima e nessuno dei preventivi piu' volte richiesti era ancora giunto. L'equazione "niente preventivi = niente approvazione = niente lavori e/o ritardi nei lavori stessi" era ormai diventata la mia ossessione. Infatti, ad esempio, l'elettricista non aveva ancora potuto iniziare ed essendo il suo impianto l'ultimo della serie prima della posa di intonco e massetto, di fatto i lavori sono rimasti fermi due mesi.
Grazie al personale interessamento dell'agente immobiliare a seguito di un mio fax del 6 Settembre 2003, qualche giorno dopo alcuni di questi preventivi sono finalmente arrivati ma l'entusiasmo nel vederli si e' subito smorzato non appena sono entrato nel dettaglio dei preventivi stessi: una vera e proprio presa in giro. Delle quattro pagine che mi sono state inviate tre non erano altro che la copia fisica del preventivo che l'elettricista aveva girato all'impresa due mesi prima, che io ho aspettato fino a quel momento e in virtu' del quale i lavori erano rimasti fermi. L'unica pagina firmata dal geometra G. B. recava una serie di clamorose imprecisioni e mancanze. Ancora una volta, inoltre, veniva confermata la mancata conoscenza del capitolato poiche' nel preventivo comparivano cose che io non avevo chiesto poiche' previste di serie.
L'escalation ha toccato il culmine in occasione della posa della predisposizione per l'impianto antifurto. Tale predisposizione era prevista in forma minimale a livello di capitolato e a mio avviso era decisamente insufficiente. Ho quindi provveduto autonomamente a selezionare un fornitore in grado di installare l'impianto da cima a fondo, comprensivo della predisposizione; questo per evitare di avere un sistema sul quale far lavorare due fornitori diversi. La mia "illusione" era quella di poter ottimizzare i due lavori in questo modo: apertura delle tracce per entrambe gli impianti, posa dell'impianto elettrico, posa dell'impianto antifurto, chiusura delle tracce e pulizia dei detriti. Naturalmente sono stato avvisato dal geometra G. B. quando l'elettricista aveva praticamente gia' terminato il lavoro. Non solo: dal momento che la posa dell'intonaco era prevista per il lunedi successivo mi rimanevano poche ore (non giorni) per impiantare la predisposizione per l'antifurto. La vicenda quindi mi ha visto costretto, tra le le altre cose, a far lavorare il mio fornitore tra Sabato e Domenica (20 e 21 Settembre) offrendo il mio personale aiuto al fine di non intralciare la posa dell'intonaco prevista per il lunedi' successivo. Quel giorno, infatti, sono passato in cantiere la mattina presto e ho potuto constatare che gli operai stavano scaricando le attrezzature da un camion e le stavano portando dentro casa mia. Ma la cosa piu' sorprendente (per usare un eufemismo) e' che quando sono tornato in cantiere per visionare lo stato dei lavori la sera del Venerdi' successivo, casa mia non era ancora stata toccata ed era stata intonacata solo la porzione adiacente. Questo significa che ho dovuto lavorare e far lavorare altre persone di Sabato e di Domenica per niente.
Un altro episodio significativo e' quello relativo agli infissi. Sollecitato dall'impresa per voce dell'agente, Lunedi 6 Ottobre mi sono recato presso il serramentista per confermare o meno la scelta di porte e maniglie. Direi una bugia se parlassi di "sorpresa": l'ordine di questo tipo di materiale l'impresa edile doveva ancora farlo per cui l'addetto non aveva la benche' minima idea ne' di cosa sarebbe stato fornito e nemmeno se era lui il fornitore giusto.
Colgo l'occasione per sottolineare che con tutti (e dico tutti) i fornitori indicati dall'impresa ci sono stati problemi e difficolta' dovute alla negligenza dell'impresa stessa e che in molti casi gli addetti mi hanno confessato il loro stato di disperazione nel dover trattare con una persona totalmente priva del benche' minimo senso di professionalita', ovvero il solito geometra G. B.
L'ultimo episodio in ordine di tempo risale ad una quindicina di giorni fa. A distanza di mesi tre dal mio primo sollecito per avere un preventivo relativo alla predisposizione per l'acqua e lo scarico in taverna e dopo che piu' volte durante tale perido il geometra G. B. mi ha confermato che sarebbe stato sufficiente agganciarsi all'adiacente impianto per la lavanderia posizionato in garage con un spesa minima, mi arriva il sospirato preventivo dove viene indicato che per effettuare tale richiesta e' necessario un lavoro ben piu' complesso che vede la posa in opera di una seconda pompa e di varie altre cose per una spesa di 1.070 euro + IVA.
Concludo questo triste racconto sottolineando che la data di consegna prevista indicata nel preliminare risulta essere il 31 Dicembre 2003, "salvo cause di forza maggiore". Mi e' stato spiegato che con questa frase si intendono ad esempio eventi atmosferici particolarmente avversi o roba del genere. Il ritardo ci sara', ne sono certo, e sono altrettanto certo che sara' totalmente dovuto alla negligenza dell'impresa che sta portando avanti i lavori. Hanno da poco fatto l'intonaco ed in questi giorni stanno facendo il massetto: lavori che potevano essere benissimo fatti prima delle vacanze estive anziche' a fine Ottobre. Se da un lato non intendo tollerare nessun tipo di scusante per nessun tipo di ritardo da parte dell'impresa costruttrice, sono altrettanto preoccupato dal fatto che la fretta per arrivare a tutti i costi alla consegna dell'immobile nei tempi prestabiliti possa riperquotersi sulla qualita' del lavoro svolto.
Piu' in generale il pensiero che mi turba maggiormente e' che se l'impresa costruisce con la stessa negligenza che dimostra nei rapporti con la clientela. questa casa e' destinata a crollare al primo soffio di vento.
Se avete avuto la pazienza e la cortesia di leggere fin qui questa lettera, mi rimetto alle vostre indicazioni e ai vostri consigli al fine di capire come poter ottenere una maggior tutela del mio investimento ed una maggior correttezza da parte dell'impresa costruttrice.
Colgo l'occasione per ringraziarvi dell'attenzione e porgervi distinti saluti.
Risposta ADUC
la invitiamo per il futuro a porre quesiti piu' sintetici. Comprendiamo perfettamente che voglia sfogarsi, ma rende difficile il compito a chi deve dare indicazioni, in quanto il testo e' pieno di troppi particolari superflui, che purtroppo confondono solamente facendo perdere di vista il problema da focalizzare. Tant'e' che non siamo certi di aver inquadrato il problema effettivo. L'unica cosa che sicuramente possiamo consigliarle (ma ormai per il futuro) e' di effettuare tutte le contestazioni e le varie intimazioni ad adempiere od a fornire i particolari necessari, solo ed esclusivamente a mezzo raccomandata A/R, sempre intimando di provvedere a quanto di volta in volta si richiede, dettando a tal fine un termine di 15 gg e dando avviso che in caso contrario (a seconda della circostanza) chiedera' il rimborso del danno, agira' in giudizio o demandera' a terzi l'esecuzione dell'intervento, ritenendoli inadempienti.
Supponiamo pertanto che adesso, in vista della consegna, sia opportuno tirare le somme ed elencare i punti di cui chiede risoluzione, dettando a tal fine un termine di 15 gg e dando avviso che in caso contrario chiedera' il rimborso dei danni -e ove opportuno adira' le vie legali.
Supponiamo pertanto che adesso, in vista della consegna, sia opportuno tirare le somme ed elencare i punti di cui chiede risoluzione, dettando a tal fine un termine di 15 gg e dando avviso che in caso contrario chiedera' il rimborso dei danni -e ove opportuno adira' le vie legali.
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