Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

29 ottobre 2003
Domanda 29 ottobre 2003
Cara Aduc, sono un cittadino italiano residente all'estero domiciliano temporaneamente in Italia per ragioni di lavoro. Ho acquistato una autovettura nuova nazionalizzata che ho targato escursionista estero.
Sempre per ragioni di lavoro, sono rientrato negli stati uniti, mio luogo di residenza abituale e l'autovettura rimaneva parcheggiata nel garage di casa, al mio successivo rientro in Italia era scaduta da circa 10 mesi la concessione fattami di un anno di immatricolazione.
Venivo fermato dai vigili urbani di Roma, che hanno sequestrato la vettura e successivamente convogliato la stessa presso la dogana di Roma I, dove mi veniva contestato il reato di contrabbando secondo gli articoli 216, 292 e 295 bis del TULD.
Oggi la mia vettura e' sottoposta a provvedimento di confisca e secondo la dogana, verra' venduta all'asta.
Il mio quesito: il contrabbando mi veniva contestato secondo l'articolo 216 del tuld, cosa a mio parere ingiusta dato che ritengo che il suddetto articolo intenda per contrabbando quei casi di dichiarazioni false, di cambi di stato giuridico del richiedente (ad esempio mio rientro definitivo in Italia) e non per semplice scadenza del periodo di temporanea importazione. Cosa peraltro confermata a mio parere, dall'articolo 218 dello stesso tuld che chiarisce che in caso di "immissione in consumo senza autorizzazione" i beni immessi si intendono nazionalizzati e quindi soggetti al pagamento dei semplici diritti "sospesi".
A riprova di quanto ho pensato, c'e' anche una circolare del ministero delle finanze (circ 257) che chiarisce che le autovetture EE allo scadere della targa si ritengono nazionalizzate e soggette al pagamento della tassa di possesso.
Cara Aduc, quale e' il tuo parere in merito?
E se il provvedimento di cui sono stato fatto oggetto e' ingiusto, come posso difendermi e rientrare in possesso della mia vettura? In particolare discutendo con il ricevitore capo della dogana di Roma I, mi ha consigliato di pagare la multa per il contrabbando avvalendomi dell'acquiescenza facilitata (25% della sanzione) e di presentare una domanda di riduzione del prezzo di riscatto in modo da rientrare in possesso della mia vettura tramite il pagamento della sola sanzione e dell'iva dovuta. Questo patteggiamento mi e' stato proposto verbalmente ed io ingenuamente ho accettato, ora ho pagato la sanzione e la dogana di Roma I ha respinto la mia domanda e dato che ora sono acquiescente e che per rispondere loro hanno usato tutti i giorni disponibili per l'eventuale opposizione/ difesa mi hanno comunicato che la mia vettura e' ora proprieta' dello stato e che non possono restituirmela dato che sono un contrabbandiere.
E' giusto tutto cio? Come posso difendermi da questo abuso?
Grazie anticipatamente

Risposta ADUC
a nostro avviso, se non ci fosse la circolare menzionata, il suo ci parrebbe un caso analogo agli altri menzionati, tuttavia concordiamo che si possa sicuramente lavorare d'interpretazione. Questo e' comunque uno di quei casi in cui non e' possibile agire personalmente, pertanto, poiche' se intende contestare le occorrera' un legale, e' opportuno che sia quest'ultimo a decidere come argomentare. Anche perche' la circolare c'e' e di conseguenza e' su quella che deve essere fondato il tutto, estendendone il principio accennato anche al caso specifico.
Ci pare pero' di capire che ormai sia troppo tardi (non indica i tempi, ma temiamo di si' visti i fatti nel frattempo occorsi): infatti, l'altra cosa che volevamo rilevare e' che la richiesta di riduzione del prezzo non e' detto che venga accolta: ma leggendo meglio pare di capire non solo che di questo se ne sia gia' accorto, ma che comunque siano decorsi i termini utili per l'opposizione.
L'unico suggerimento e' di valutare con un legale se possano esserci gli estremi per sostenere l'esistenza di un danno causato dalla P.A. (come da principio confermato con sentenza di Cassazione n. 500/99) e quindi intentare appunto un'azione per danni.
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