Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

25 ottobre 2003
Domanda 25 ottobre 2003
Cara Aduc, Nel settembre 2002, causa trasloco, ho chiuso la linea telefonica con Telecom Italia. Contemporaneamente, ho chiamato il call center di Wind per darne comunicazione e l'operatrice mi ha assicurato che era sufficiente la mia telefonata e che avrebbe provveduto.
Con grande sorpresa, ho pero' ricevuto, nei mesi seguenti, una bolletta con traffico telefonico effettuato dalla persona alla quale Telecom Italia ha, nel frattempo, riassegnato il mio vecchio numero.
Ho ricontattato il call center, e mi e' stato detto che la disdetta telefonica non bastava e, vista la situazione, avrei potuto inviarla via fax. Cosi' ho fatto.
Ma, in seguito, mi sono arrivate altre due bollette!!!!!!!!!!!!!!
Che, naturalmente, non ho pagato. Questo e' stato un bene, poiche' almeno in questo modo la linea e' stata sospesa e non sono state emesse altre bollette.
E, per concludere, mi e' stata recapitata anche una lettera di una societa' di recupero crediti, Ge. Ri., che mi contesta un debito di Euro 51, 28, comprensivi di Euro 2, 05 per interessi di mora e di Euro 4, 66 per oneri e spese di ritardato pagamento. In tale lettera, datata 9 ottobre 2003, mi si chiede di pagare entro 10 giorni per non incorrere in un'azione giudiziaria ma, non abitando piu' a quell'indirizzo, la comunicazione mi e' pervenuta solo ieri, grazie alla gentilezza del custode, cosi' come le altre bollette.
Sottolineando il fatto che e' mia intenzione pagare per poter veramente mettere fine a questa assurdita', anche se ritengo che questa gente si approfitti in modo scandaloso della buona fede dei clienti, ora vorrei sapere come comportarmi per evitare che, una volta ricevuto il pagamento e riattivata la linea, riprendano ad arrivarmi le bollette. Potrei chiedere al call center se la linea risulta disdetta o solo sospesa, ma non mi fido piu' delle loro risposte!
Grazie infinite

Risposta ADUC
possiamo dirle solo che il contratto prevede la raccomandata A/R e che solo le raccomandate A/R, in ogni caso, offrono sufficienti garanzie.
L'addebito a suo carico era legittimo, in quanto non ha mai formalizzato la cessazione (e comunque la cessazione medesima e' soggetta a pagamento; semmai puo' provare -se c'e' la disponibilita' tecnica- a chiedere il trasferimento). Invii adesso una raccomandata A/R in cui specifica di aver regolarmente comunicato la cessazione in data xx, intimando di darle conferma dell'annullamento delle fatture entro un termine, decorso il quale si riserva di adire le vie legali -ma temiamo che non le servira' a molto.
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