Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
20 ottobre 2003
Letti gli articoli dei lettori e le Vs risposte in merito, ritenendo queste ultime molto esaustive e chiare, ho ritenuto opportuno rivolgerVi il mio quesito: Mio nipote (minorenne) qualche giorno fa ha acquistato un accessorio per il suo cellulare. Tornato a casa il padre l'ha rimproverato per il prezzo eccessivo che gli hanno praticato, in quanto in altri negozi lo stesso accessorio costa tre volte meno. Padre e figlio si sono recati presso il negoziante e gli hanno restituito l'accessorio in questione integro nella confezione e relativo scontrino fiscale, ricevendo in cambio un buono di acquisto da spendere presso lo stesso, e solo per i soli generi riferenti agli accessori per cellulari.
Il padre del bambino si e' chiesto se fosse lecito da parte del negoziante esigere che il buono sia da intendersi valido solo ed esclusivamente per l'acquisto di accessori sopra descritti e non per gli altri elettrodomestici che lo stesso ha in vendita.
Tutto questo e' lecito?
A voi l'ardua sentenza Cordiali saluti
Il padre del bambino si e' chiesto se fosse lecito da parte del negoziante esigere che il buono sia da intendersi valido solo ed esclusivamente per l'acquisto di accessori sopra descritti e non per gli altri elettrodomestici che lo stesso ha in vendita.
Tutto questo e' lecito?
A voi l'ardua sentenza Cordiali saluti
Risposta ADUC
non esiste alcun diritto di risoluzione contrattuale in caso di acquisto nei locali commerciali. Il fatto che sia stata consentita l'emissione del buono e' gia' una cortesia da parte del rivenditore.
Nel momento in cui non esiste un diritto di ripensamento (quello previsto per gli acquisti fuori dei locali commerciali e' una deroga, prevista espressamente per una tipologia di contratti "a rischio" in quanto sollecitati mediante tecniche di vendita inaspettate, poiche' dirette verso soggetti presi alla sprovvista, non essendo gli stessi recatisi volontariamente in negozio -e comunque, introdotta a seguito della diffusione capillare del fenomeno) non puo' neanche farsi obiezione alcuna se viene consentita la restituzione solo con limitazioni specifiche.
Nel momento in cui non esiste un diritto di ripensamento (quello previsto per gli acquisti fuori dei locali commerciali e' una deroga, prevista espressamente per una tipologia di contratti "a rischio" in quanto sollecitati mediante tecniche di vendita inaspettate, poiche' dirette verso soggetti presi alla sprovvista, non essendo gli stessi recatisi volontariamente in negozio -e comunque, introdotta a seguito della diffusione capillare del fenomeno) non puo' neanche farsi obiezione alcuna se viene consentita la restituzione solo con limitazioni specifiche.
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