Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
18 ottobre 2003
Gentili signori, Vi scrivo per segnalarvi quello che (a mio avviso) oltre ad un abuso, si configura a tutti gli effetti come un episodio di discriminazione verso gli immigrati. Mia madre, ad inizio mese, ha regolarmente affittato un appartamento a dei coniugi regolarmente immigrati dall'Ecuador. Non avendo ancora questi signori la possibilita' di permettersi un conto corrente bancario, il signor Diego (ossia il locatario dell'appartamento) si e' recato con l'assegno emesso dal suo datore di lavoro presso la Banca dell'Umbria, presso la stessa filiale (di Citta' di Castello) di cui il datore di lavoro e' correntista. Il funzionario si e' rifiutato di cambiare l'assegno, adducendo la motivazione che il signor Diego non era anche lui correntista presso la stessa banca e cercando piu' volte di convincerlo ad aprire un conto corrente. A quel punto, il signor Diego ha pagato mia madre, scusandosi per un episodio di cui non e' assolutamente responsabile, bensi' vittima, e mia madre gli ha restituito la differenza. Stamattina, mia madre ha potuto regolarmente versare l'assegno presso il proprio istituto di credito.
Quel che io trovo particolarmente odioso, e forse mi darete ragione, e' constatare come la Banca dell'Umbria ha approfittato dell'ignoranza del signor Diego della normativa bancaria, cercando di spingerlo ad aprire un conto corrente di cui non ha nessun bisogno e, perdipiu', rifiutandosi a torto di rendergli un servizio. Cosa e' possibile fare per evitare il ripetersi di simili episodi? Vi risulta che altre banche approfittino della soggezione e dell'ignoranza dei lavoratori immigrati per procacciarsi altri clienti?
Spero di ricevere presto una vostra risposta e nel frattempo vi ringrazio anticipatamente.
Con i piu' cordiali saluti
Quel che io trovo particolarmente odioso, e forse mi darete ragione, e' constatare come la Banca dell'Umbria ha approfittato dell'ignoranza del signor Diego della normativa bancaria, cercando di spingerlo ad aprire un conto corrente di cui non ha nessun bisogno e, perdipiu', rifiutandosi a torto di rendergli un servizio. Cosa e' possibile fare per evitare il ripetersi di simili episodi? Vi risulta che altre banche approfittino della soggezione e dell'ignoranza dei lavoratori immigrati per procacciarsi altri clienti?
Spero di ricevere presto una vostra risposta e nel frattempo vi ringrazio anticipatamente.
Con i piu' cordiali saluti
Risposta ADUC
no, non e' cosi', ha interpretato male la situazione: non e' discriminazione nei confronti di nessuno, ne' degli immigrati ne' degli italiani (per i quali ci sarebbe stato l'identico trattamento). Ha sbagliato il soggetto con cui prendersela: non e' la banca, e' il datore di lavoro che paga con assegno invece che in contanti. Una persona sconosciuta (sicuramente se e' un immigrato puo' suscitare ancora piu' sospetti, ma anche le casalinghe e le ragazzine ricevono lo stesso paritario trattamento) e in nessun modo garantita non puo' pretendere di vedersi pagato un assegno, occorre che fornisca delle garanzie: o fa certificare la sua identita' da un notaio (i documenti potrebbero essere falsi) e questa e' un'ipotesi di scuola, in quanto i costi sono proibitivi, o conosce un correntista od un impiegato che garantisca per lui, oppure fa un versamento su un conto, proprio o di persona di fiducia. La cosa migliore sarebbe stata quindi di recarsi in banca col datore di lavoro, in questo caso, oppure -come ha fatto- effettuare il versamento sul conto di una persona di fiducia.
Ci dispiace dirlo, ma purtroppo (non e' un male, meglio per lei quindi, che non ha mai avuto problemi) non conosce come funzionino gli assegni. Ed e' invece importante capirlo, in quanto non conoscendo la natura dell'assegno si rischia di avere delle sicurezze infondate e quindi di trovarsi nei momenti peggiori a problemi inaspettati.
Il titolo e' un mandato di pagamento per conto di una persona alla banca, ma non e' un obbligo assoluto di pagamento; e' condizionato all'esistenza di sufficienti garanzie date alla banca per poter eseguire il mandato a garanzia del cliente e senza sbagliare. Se la banca sbaglia danneggia il suo cliente; quindi deve essere certa dell'identita' o avere delle garanzie per poter riavere i soldi in caso di errore. Cio', in quanto l'obbligo e' appunto nei confronti del cliente e non del terzo sconosciuto: e questo e' sicuramente giusto.
Ci dispiace dirlo, ma purtroppo (non e' un male, meglio per lei quindi, che non ha mai avuto problemi) non conosce come funzionino gli assegni. Ed e' invece importante capirlo, in quanto non conoscendo la natura dell'assegno si rischia di avere delle sicurezze infondate e quindi di trovarsi nei momenti peggiori a problemi inaspettati.
Il titolo e' un mandato di pagamento per conto di una persona alla banca, ma non e' un obbligo assoluto di pagamento; e' condizionato all'esistenza di sufficienti garanzie date alla banca per poter eseguire il mandato a garanzia del cliente e senza sbagliare. Se la banca sbaglia danneggia il suo cliente; quindi deve essere certa dell'identita' o avere delle garanzie per poter riavere i soldi in caso di errore. Cio', in quanto l'obbligo e' appunto nei confronti del cliente e non del terzo sconosciuto: e questo e' sicuramente giusto.
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