Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

16 ottobre 2003
Domanda 16 ottobre 2003
Buongiorno, vorrei sottoporvi una questione per quale vorrei gentilmente chiedervi un parere: divisione di un immobile tra eredi.
Questa la situazione: in un atto testamentario mia nonna dispose di lasciare ai suoi due figli un immobile, una casa da dividere equamente tra i due interessati.
A fronte di questa eredita' i due fratelli decisero di dividere la casa in senso verticale.
Ad oggi, la casa, resa inagibile dal terremoto del 97, e' sottoposta a lavori di ristrutturazione e rinforzo e ora puo' essere ristrutturata a costi zero (grazie ai contributi statali per le ricostruzione post terremoto) solo nel caso in cui essa venga ricostruita come prima del terremoto.
Ricostruirla come tale equivarrebbe a ricostruire uno stabile di 350mq disposto su tre livelli che, sebbene abbia cantine, soffitte e stanze ampie, e' munita di un solo bagno, di una sola cucina e di una sola scala questi ultimi tre tutti dislocati nella stessa ala della casa, Nell'altra ala della casa vi sono solo stanze senza alcuna tubatura e alcun impianto (utilizzate in passato solo come zona notte).
Ora, uno dei due fratelli vuole l'ala con tutti gli impianti in modo da non dovere fare altre spese aggiuntive, l'altro fratello si ritrova con una struttura invivibile poiche' mancante totalmente di impianti idraulici e di scala, quindi con cospicuo esborso extra.
Dovendo dividere in due parti "uguali" questa case (anche come valore economico) quali sono i criteri di equita' che secondo voi dovrebbero essere seguiti?
Spero di avervi dato sufficienti informazioni per potermi indicare un vostro suggerimento in merito.
Con molta stima vi porgo i miei saluti piu' cordiali.

Risposta ADUC
non ha detto la cosa piu' importante: ha parlato di una divisione in verticale, ma come si e' arrivati a questo accordo? In che FORMA? Che documenti ci sono? Se c'e' un atto, va rispettato quello. Se invece non ci fosse alcun accordo sottoscritto, allora o c'e' un accordo adesso (una delle due parti ha un valore maggiore, pertanto sarebbe possibile che chi la ottiene dia un conguaglio in denaro all'altro) oppure si fa decidere al giudice -ovviamente, questo e' il caso di evitarlo: coscienti del fatto che il valore dovra' essere in parti uguali, conviene accordarsi informalmente che andare a buttare via soldi in spese esose per le varie procedure di divisione giudiziale.
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