Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
16 ottobre 2003
Spett. ADUC Vi fornisco, se lo condividete, un interrogazione utile per i fumatori.
Prescindendo che e' sacrosanto non fumare in ambienti pubblici.
La dicitura sui pacchetti "IL FUMO UCCIDE" non e' a tutela certo del fumatore.
Si pensa davvero che una dicitura del genere possa tutelarlo?
Assolutamente NO! Con questa scritta si e' salvaguardato solo l'interesse economico della multinazionale produttrice di tabacco che, "avvisando" il consumatore, mai piu', d'ora in poi, potra' richiedergli risarcimenti per danni arrecati alla sua salute per via delle sigarette (vedi ultime sentenze sui miliardari risarcimenti dovuti dalle multinazionale dei tabacchi a vittime del fumo, e che se la giurisprudenza del mondo intero innescasse, accettasse e approfittasse di un principio del genere sarebbe si' la vera fine del tabacco).
Grazie lega antifumo, grazie ambientalisti e grazie Governo che avete saputo tutelare gl'interessi delle case produttrici di tabacco svincolandole cosi' da ogni responsabilita' e conseguenze derivanti dal fumo.
Chi ha incassato il premio per essere riuscito a far scrivere una cazzata del genere sui pacchetti di sigarette?
Riflessione: ma se la sigaretta uccide, perche' lo Stato vende un prodotto che uccide? (gli yo' yo cinesi, banditi dal nostro mercato, quanti morti hanno fatto? - tre TG gli hanno dedicato a sta' stronzata).
L'aumento del costo del pacchetto di sigarette poi non centra nulla colla disincentivazione per i fumatori, ma solo per bilanciare gl'introiti delle multinazionali e del monopolio di Stato per la diminuzione delle vendite, se esiste una diminuzione.
P. S.
E perche' sugli alcolici, che recano piu' danno del tabacco, non c'e' scritto nulla?
Sono sempre piu' convinto che della salute del cittadino non interessa niente a nessuno, ma solo freddi calcoli per attivarsi nell'iniziativa piu' idonea, soprattutto a scapito dell'ignaro cittadino, per fare piu' soldi.
Grazie per l'attenzione, buon lavoro e cordiali saluti
Prescindendo che e' sacrosanto non fumare in ambienti pubblici.
La dicitura sui pacchetti "IL FUMO UCCIDE" non e' a tutela certo del fumatore.
Si pensa davvero che una dicitura del genere possa tutelarlo?
Assolutamente NO! Con questa scritta si e' salvaguardato solo l'interesse economico della multinazionale produttrice di tabacco che, "avvisando" il consumatore, mai piu', d'ora in poi, potra' richiedergli risarcimenti per danni arrecati alla sua salute per via delle sigarette (vedi ultime sentenze sui miliardari risarcimenti dovuti dalle multinazionale dei tabacchi a vittime del fumo, e che se la giurisprudenza del mondo intero innescasse, accettasse e approfittasse di un principio del genere sarebbe si' la vera fine del tabacco).
Grazie lega antifumo, grazie ambientalisti e grazie Governo che avete saputo tutelare gl'interessi delle case produttrici di tabacco svincolandole cosi' da ogni responsabilita' e conseguenze derivanti dal fumo.
Chi ha incassato il premio per essere riuscito a far scrivere una cazzata del genere sui pacchetti di sigarette?
Riflessione: ma se la sigaretta uccide, perche' lo Stato vende un prodotto che uccide? (gli yo' yo cinesi, banditi dal nostro mercato, quanti morti hanno fatto? - tre TG gli hanno dedicato a sta' stronzata).
L'aumento del costo del pacchetto di sigarette poi non centra nulla colla disincentivazione per i fumatori, ma solo per bilanciare gl'introiti delle multinazionali e del monopolio di Stato per la diminuzione delle vendite, se esiste una diminuzione.
P. S.
E perche' sugli alcolici, che recano piu' danno del tabacco, non c'e' scritto nulla?
Sono sempre piu' convinto che della salute del cittadino non interessa niente a nessuno, ma solo freddi calcoli per attivarsi nell'iniziativa piu' idonea, soprattutto a scapito dell'ignaro cittadino, per fare piu' soldi.
Grazie per l'attenzione, buon lavoro e cordiali saluti
Risposta ADUC
certamente la dicitura non e' a tutela dei fumatori. Ma neanche pregiudica la possibilita' di azioni nei confronti delle Case produttrici: se poi le azioni nei riguardi di queste ultime siano o meno legittime e' da vedere (od una cosa fa male e quindi ne e' proibita la vendita, oppure se la vendita ne e' consentita e' infondata la pretesa di rimborso).
La colpa per questo stato di cose e' come sempre riconducibile all'ambito delle direttive comunitarie, che a quanto pare hanno raccolto il fior fiore dei cervelli fini di tutte le nazioni.
Sicuramente queste non sono scelte fatte nell'interesse del cittadino, ma neanche per interessi economici: qui e' qualcosa di peggio. E' la societa' che richiede demonizzazioni e perbenismo ipocrita: un tempo si cuciva l'A sul vestito delle adultere e si stampava il giglio in fronte ai ladri, affinche' venissero messi alla berlina da adulteri e ladri piu' furbi (in quanto non si facevano scoprire) in quanto molto piu' ipocriti e falsi, capaci di biasimare a gran voce chi aveva le loro medesime debolezze, ma era stato solo o piu' sciocco o piu' onesto ed era stato colto in flagrante -nulla di piu' terribile, per un reo inconfesso, che un reo confesso: il bersaglio giusto per la demonizzazione.
E' in questo bel teatrino che vengono fuori iniziative come questa: il popolino reclama a gran voce vittime sacrificali e demoni da temere e combattere e qualcuno deve darglieli.
La colpa per questo stato di cose e' come sempre riconducibile all'ambito delle direttive comunitarie, che a quanto pare hanno raccolto il fior fiore dei cervelli fini di tutte le nazioni.
Sicuramente queste non sono scelte fatte nell'interesse del cittadino, ma neanche per interessi economici: qui e' qualcosa di peggio. E' la societa' che richiede demonizzazioni e perbenismo ipocrita: un tempo si cuciva l'A sul vestito delle adultere e si stampava il giglio in fronte ai ladri, affinche' venissero messi alla berlina da adulteri e ladri piu' furbi (in quanto non si facevano scoprire) in quanto molto piu' ipocriti e falsi, capaci di biasimare a gran voce chi aveva le loro medesime debolezze, ma era stato solo o piu' sciocco o piu' onesto ed era stato colto in flagrante -nulla di piu' terribile, per un reo inconfesso, che un reo confesso: il bersaglio giusto per la demonizzazione.
E' in questo bel teatrino che vengono fuori iniziative come questa: il popolino reclama a gran voce vittime sacrificali e demoni da temere e combattere e qualcuno deve darglieli.
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