Venerdì 5 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

Lettera del consumatore

13 ottobre 2003
Domanda 13 ottobre 2003
Si scusatemi devo aver sbagliato qualcosa; Io sono stato fermato dalla polizia municipale di un comune del Trevigiano fra l'altro fa parte di un consorzio denominato Sinistra Piave che si sono appunto consorziati per far multe e far cassa.
Insomma alle 21 e 10 del 29 settembre vengo intercettato dall 'autovelox 104c/2 esattamente nel momento in cui un altra auto mi sorpassa a forte velocita'.
Con mia sorpresa ed anche del vigile appostato 500mt dopo vengo fermato io anziche' l'altro tant'e' che viene richiesta conferma a mezzo ricetrasmittente per ben due volte.
La Signora Vigilessa a bordo dell'auto con l'autovelox conferma la mia auto e la targa sostenendo la velocita' di 110 kmh anziche' 72 come segnato dal computer di bordo.
Faccio presente che la velocita' potrebbe essere quella dell'altra auto e chiedo di controllare la foto nel caso vi fosse effettivamente ritratta.
Il vigile verbalizzante mi manda dalla vigilessa per verificare la foto ma con mia sorpresa la foto e' talmente piccola e buia che neanche la presenza di un trasporto eccezionale potrebbe essere ripresa.
La vigilessa conferma di fatto la presenza della seconda auto ma nella foto c'e' solo la mia e quindi lei non puo' far nulla e mi consiglia di fare ricorso.
Ritorno dal Vigile verbalizzante e chiedo se puo' mettere a verbale il fatto che sia lui sia la vigilessa HANNO VISTO LA MACCHINA CHE MI PRECDEVA.
Il vigile si rifiuta e scrive di suo pugno la dichiarazione: " secondo me non andavo a questa velocita'" io mi rifiuto di firmare il verbale.
Il giorno dopo accompagnato da un mio collaboratore mi reco nell'ufficio per sostenere nuovamente la mia tesi e guardare meglio la foto (era la prima foto di circa una cinquantina e molto compiaciuto sosteneva che se non si scaricavano le batterie....) per farla breve ammette di aver visto l'auto puo' darsi che effettivamente... insomma mi consiglia di chiamare in prefettura ecc ecc ecc.
Per farla breve sarebbe bastato che il vigile scrivesse due righe in cui sosteneva la presenza dell'auto vista da lui e dall'altra per probabilmente riavere la patente ed essere multato per la velocita' di 72kmH che era quella a cui io procedevo effettivamente.
Ricontatto il vigile per spiegare che mi servono queste due righe e lui mi dice di scrivere una lettera in cui spiego la dinamica dei fatti e vedra' di fare qualcosa. Naturalmente scrivo e porto la lettera (accompagnato da un mio collega) in comune da consegnare al vigile.
Lo richiamo il giorno seguente(era sabato). Presente un mio collega che ha sentito la telefonata (viva voce dell'auto) per sapere se aveva ricevuto la lettera mi risponde di si e che avrebbe scritto le due righe in cui appunto confermava la presenza della seconda auto.
Due giorni dopo in prefettura mi dicono che invece ha scritto negando tutto e che tutto e' stato regolare e non c'e' stata nessun altra macchina.
Ora a parte il comportamento del vigile vorrei chiedervi: E' vero o non e' vero che devono fare un corso per utilizzare l'autovelox? E' vero o non e' vero che non devono essere fatti agguati per far cassa ma devono essere ben visibili (come sostiene l'azienda costruttrice??)?
Inoltre e' ammessa la costituzione di consorzi fra comuni per scambiarsi gli autovelox e fare multe a tutto spiano per raggiungere i budget?
Ma il ministro Lunardi e' al corrente di quello che sta succedendo in Italia??
Come puo' un cittadino avere fiducia nelle istituzioni davanti a comportamenti cosi scorretti ed agguati piu' o meno notturni su strade extraurbane dove ci sono limiti assurdi che nessuno rispetta?
E giusto colpire chi non rispetta le regole ma e' altrettanto giusto in democrazia fare in modo che le regole siano chiare per tutti anche per le forze dell'ordine che le devono rispettare scrupolosamente.
Con la patente a punti entrano in ballo interessi enormi, i bilanci dei comuni, le autoscuole, i costruttori di autovelox, i premi produzione per le multe fatte: e si fa cosi' un uso distorto di una legge che nelle sue intenzioni voleva solo ridurre i costi sociali derivanti dagli incidenti.
Nella realta' e diventata uno strumento per fare CASSA e gli autovelox delle slot machine ed i cittadini a sborsare soldi e rischiare di rimanere a piedi senza alcuna protezione.
Chi puo' fare qualcosa??
E nel mio caso come posso difendermi dal momento che i ricorsi sono gia' scontati?
Grazie P.S. aderiro' volentieri al contributo.

Risposta ADUC
l'autovelox e' sempre servito a far cassa.
Ma e' anche innegabile il fatto che le infrazioni vengano -di solito, gli errori sono pochi- effettivamente commesse.
L'unico modo in cui potrebbe presentare un ricorso che abbia una qualche speranza di riuscita, sarebbe di poter esibire testimoni oppure di provare (ricorrendo quindi mediante legale) a richiedere l'interrogatorio del vigile, che conseguentemente -a fronte di un giuramento- dovrebbe essere perlomeno invogliato a dire la verita'.
Non e' pero' un caso in cui possa ricorrere senza legale. Ed evidentemente, non c'e' alcuna garanzia che l'esito possa essere positivo.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →