Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

11 luglio 2000
Domanda 11 luglio 2000
Abbiamo acquistato un cucina IKEA recandoci personalmente due volte presso la sede IKEA di Bologna. Le cose si sono presentate male fin dall'atto dell'acquisto (15 giugno): pagamento anticipato di tutto l'importo comprese le spese di trasporto e montaggio. Mia madre (l'acquirente) sottolinea fin dall'inizio che, poiche' abitiamo nella casa a cui la cucina e' destinata, per noi il fattore tempo e' molto importante. La signorina addetta alla vendita non fa una piega e ci avvisa semplicemente che la consegna ed il montaggio avvengono in due tempi diversi e tramite addetti di operatori diversi: "sarete voi a dover avvisare i montatori non appena la cucina vi verra' consegnata". Non sembrava una cosa complessa e quindi mia madre non si scompone ed accetta. La signorina aggiunge, inoltre, che non ci sara' indicata una precisa data di consegna ma che essa avverra' entro 10 giorni dal momento del ricevimento della merce che dalla Francia deve arrivare a Brescia prima di essere presa in carico dal corriere CORSINI (corriere ufficiale dell'IKEA). Tutto quello che riguarda i tempi di consegna e di montaggio (7 giorni dalla consegna) non compare nel contratto ma viene detto solo a voce. Segue un'ulteriore stranezza: gli addetti IKEA costringono mia madre a trasportare personalmente tramite carrelli tutti i pezzi della cucina gia' presenti nel magazzino dell'IKEA al magazzino del trasportatore CORSINI (che si trova nello stesso stabile) sostenendo che fosse l'unico modo per abbreviare di un po' i tempi della consegna. Mia madre (donna dinamica) si presta anche a questo pretendendo pero' almeno l'aiuto degli operatori IKEA e ricevendolo.
Passano i giorni e mia madre in prossimita' delle scadenze previste inizia con il metodo "fai da te" a telefonare all'IKEA per conoscere piu' o meno la data del ricevimento della merce a Brescia. Veniamo a conoscenza della data di arrivo della merce a Brescia non senza alcune difficolta': l'unico numero che ci dovrebbe assistere ci tiene in attesa con musichetta per dei lunghi 10 - 15 minuti ogni volta. Nel frattempo la nostra vecchia cucina viene smontata (21 giugno) con un certo anticipo perche' cambiamo le piastrelle del pavimento e dobbiamo essere pronti nel caso la consegna avvenga nel primo dei giorni utili indicati da IKEA (il primo dei famosi 10 giorni). Iniziamo ad andare a mangiare al ristorante intervallando con pasti cucinati su fornello da campeggio sistemato in terrazza e frigo in entrata. Cerchiamo di capire quando la nuova cucina partira' verso Padova con diverse telefonate per poter avvertire il montatore sulla data in cui venire. L'IKEA nel frattempo sta controllando nel container che ci siano tutti i pezzi: tempo record 3 giorni. Perdiamo la prima occasione in cui il montatore si trova nella nostra zona. Telefonare e' sempre molto difficile a causa di un numero assistenza clienti ridicolo.
Finalmente ci comunicano la data in cui la cucina verra' consegnata a Padova (5 luglio). Fissiamo con il montatore (7 luglio). Ci fanno anche sapere che alcuni dei pezzi arrivati a Brescia sono danneggiati e che verranno sostituiti pertanto arriveranno con un altro corriere (piu' veloce) in tempo per il montaggio. I pezzi che dovevano essere sostituiti ci vengono recapitati il 5 luglio in condizioni pessime: tutti gli angoli sono sbrecciati poiche' l'imballaggio predisposto da IKEA ha ceduto, il corriere consiglia di accettare la merce con riserva. Sorge il dubbio che ci abbiano mandato gli stessi pezzi senza sostituirli per prender tempo. Questi grandi pannelli vengono lasciati in giardino perche' il corriere non e' tenuto a portarli nell'abitazione e poiche' pesano tantissimo. Li portremo su noi per le scale con enormi sforzi.
Nel pomeriggio dello stesso giorno arriva il resto della merce che viene sistemata nel nostro salotto (mobili ed anche elettrodomestici) e nell'entrata. la casa sembra un accampamento. Finalmente il giorno 7 arrivano i montatori: 1,30 h di ritardo, hanno in mano un progetto di montaggio sbagliato, hanno gia' l'indicazione dall'IKEA che la nostra e' una cucina con "problemi" (come fanno a saperlo?), aprono gli imballaggi e verficano che oltre a quelli gia' da noi visti ci sono altri pezzi danneggiati, dicono che non possono montare praticamente niente, se ne vanno. Ci dicono di avvisare l'IKEA noi oltre a loro. Non proviamo nemmeno a chiamare l'assistenza perche' c'e' sempre il disco di 10 -15 minuti in teleselezione. Chiamiamo le signorine della vendita: comunichiamo i fatti, litighiamo, sbattiamo giu' il telefono. Siamo rimasti pero' d'accordo che la signorina si interessera' al caso e comunichera' con chi se ne occupa (chiediamo chi e' ma non ci negano il nome. Siamo ad oggi 10 luglio: richiamiamo per avere notizie chiedendo sempre della stessa signorina. Risposta: "Non c'e' ora ma la faccio richiamare" (prende il nostro numero). Nessuno richiama. Secondo tentativo, stessa risposta. Nessuno richiama. Nella giornata di oggi abbiamo anche spedito 6 fax ad un numero di fax che abbiamo ottenuto solo tramite il corriere perche' l'IKEA a suoi clienti non da' il numero di fax.
Giunti a questo punto ci chiediamo: ancora per quanto tempo dovremo mangiare al ristorante e sul fornello da campeggio? E soprattutto perche' l'IKEA ha deciso di mettersi a vendere cucine? non poteva limitarsi alla formula "compri e monti a casa" senza fare cose che non sa o non vuole fare bene?
Sentendoci truffati vi chiediamo un consiglio e soprattutto speriamo che la nostra esperienza possa servire ad altri per non farsi fregare ancora.
Grazie e scusate la lunghezza del messaggio.

Risposta ADUC
Oltre a pregarvi di non ripetere piu' l'errore di non pretendere contrattualmente una data di consegna precisa, specialmente se avete un'impellenza d'uso, vi consigliamo di inviare una raccomandata A/R alla societa', contestando nei dettagli l'accaduto. Ingiungete di consegnarvi i pezzi difettati e di montarveli, entro e non oltre un numero preciso di giorni (15?) dal ricevimento, specificando che in caso contrario prenderete gli opportuni provvedimenti, adendo le vie legali.
Potrete cosi' rivolgervi alla commissione di conciliazione della Camera di Commercio od al giudice di pace.
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