Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
10 ottobre 2003
Egregi signori sette anni fa ho avuto la fortuna/sfortuna di acquistare un appartamento per la mia famiglia (io e mia moglie.) Purtroppo una volta preso possesso dell'immobile mi sono accorto che alcune cose scritte sul compromesso dal venditore non erano state fatte ed alcuni altri lavori non erano stati eseguiti a regola d'arte.
Non raggiungendo un accordo con il costruttore, consigliato da un geometra mi sono rivolto ad un legale di Rimini per avere cio' che mi spettava di diritto.
Il legale mi rassicurava su tutto dicendomi che una causa come questa era vinta in partenza di non preoccuparmi ecc. ecc.
Il legale ha iniziato la causa ci sono state due perizie del CTU nominato dal tribunale che mi hanno dato ragione in tutto e per tutto quantificando il danno ecc ecc. gli anni passavano ma io stavo tranquillo sapendo che la legge ha tempi lunghi per queste cose.
Novembre 2002 finalmente la sentenza e qui inizia il dramma il giudice pur dandomi ragione in tutto non mi riconosceva nulla anzi mi condannava a pagare le spese legali di soccombenza perche' il mio legale invece di chiedere la riparazione dei danni aveva chiesto la risoluzione del contratto.
Il mio legale da me contattato mi rassicurava dicendomi o di presentare appello (cosa che io ho rifiutato vedendo il risultato della prima sentenza e non avendo altre risorse economiche a disposizione.) oppure di non preoccuparmi in quanto lui era assicurato con la compagnia INA ASSITALIA per i danni causati da suoi errori nei confronti dei suoi assistiti per attivita' professionale non svolta correttamente.
Ho fatto regolare richiesta di danni alle ASSICURAZIONI ASSITALIA che non hanno neanche avuto il buon gusto di dirmi no i soldi non te li diamo (tenete conto che passato un anno vi e' prescrizione) a questo punto secondo voi come dovrei comportarmi visto che fra danni spese legali di parte spese di soccombenza la cifra ha gia' raggiunto circa 20.000 euro?
Scontrarmi con un assicurazione muta ma sicuramente potente oppure perdere i soldi faticosamente guadagnati.
Quello che chiedo e' una eventuale risposta negativa o positiva che credo di dover avere come cittadino italiano da parte di una istituzione come INA ASSITALIA.
Credendo di non essere l'unico cittadino in queste condizioni mi sono rivolto a lei Dott. Marrazzo
PS Tutta la documentazione i nomi gli atti sono a Vostra completa disposizione.
Grazie e scusate per il tempo che vi ho fatto perdere.
Vi ricordo anche che per motivi economici non sono in grado di citare in giudizio ne il mio avvocato ne la sua assicurazione.
Non raggiungendo un accordo con il costruttore, consigliato da un geometra mi sono rivolto ad un legale di Rimini per avere cio' che mi spettava di diritto.
Il legale mi rassicurava su tutto dicendomi che una causa come questa era vinta in partenza di non preoccuparmi ecc. ecc.
Il legale ha iniziato la causa ci sono state due perizie del CTU nominato dal tribunale che mi hanno dato ragione in tutto e per tutto quantificando il danno ecc ecc. gli anni passavano ma io stavo tranquillo sapendo che la legge ha tempi lunghi per queste cose.
Novembre 2002 finalmente la sentenza e qui inizia il dramma il giudice pur dandomi ragione in tutto non mi riconosceva nulla anzi mi condannava a pagare le spese legali di soccombenza perche' il mio legale invece di chiedere la riparazione dei danni aveva chiesto la risoluzione del contratto.
Il mio legale da me contattato mi rassicurava dicendomi o di presentare appello (cosa che io ho rifiutato vedendo il risultato della prima sentenza e non avendo altre risorse economiche a disposizione.) oppure di non preoccuparmi in quanto lui era assicurato con la compagnia INA ASSITALIA per i danni causati da suoi errori nei confronti dei suoi assistiti per attivita' professionale non svolta correttamente.
Ho fatto regolare richiesta di danni alle ASSICURAZIONI ASSITALIA che non hanno neanche avuto il buon gusto di dirmi no i soldi non te li diamo (tenete conto che passato un anno vi e' prescrizione) a questo punto secondo voi come dovrei comportarmi visto che fra danni spese legali di parte spese di soccombenza la cifra ha gia' raggiunto circa 20.000 euro?
Scontrarmi con un assicurazione muta ma sicuramente potente oppure perdere i soldi faticosamente guadagnati.
Quello che chiedo e' una eventuale risposta negativa o positiva che credo di dover avere come cittadino italiano da parte di una istituzione come INA ASSITALIA.
Credendo di non essere l'unico cittadino in queste condizioni mi sono rivolto a lei Dott. Marrazzo
PS Tutta la documentazione i nomi gli atti sono a Vostra completa disposizione.
Grazie e scusate per il tempo che vi ho fatto perdere.
Vi ricordo anche che per motivi economici non sono in grado di citare in giudizio ne il mio avvocato ne la sua assicurazione.
Risposta ADUC
concordiamo col giudice in merito al fatto che non sia opportuno richiedere la risoluzione del contratto quando si tratti di un'abitazione che comunque in tutti questi anni lei ha abitato. In ogni caso non sappiamo dirle se la decisione del giudice, in questi termini, sia stata giusta.
Presupponendo che lo sia, l'unica possibilita' che ha per evitare di far subito causa al suo avvocato (non importa se l'assicurazione rimborsi o meno: se l'errore c'e' l'avvocato ne risponde sia o meno assicurato) e' di richiedere una valutazione all'Ordine degli Avvocati -inviando una raccomandata A/R. In ogni caso, almeno una raccomandata A/R al suo legale per interrompere i termini deve inviarla, in quanto se poi venisse fuori che agire in giudizio conviene, almeno potra' farlo.
Presupponendo che lo sia, l'unica possibilita' che ha per evitare di far subito causa al suo avvocato (non importa se l'assicurazione rimborsi o meno: se l'errore c'e' l'avvocato ne risponde sia o meno assicurato) e' di richiedere una valutazione all'Ordine degli Avvocati -inviando una raccomandata A/R. In ogni caso, almeno una raccomandata A/R al suo legale per interrompere i termini deve inviarla, in quanto se poi venisse fuori che agire in giudizio conviene, almeno potra' farlo.
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