Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

9 ottobre 2003
Domanda 9 ottobre 2003
Spett. le ADUC Vorrei segnalare l'atteggiamento, a mio parere speculativo, delle Poste Italiane che operano con metodologie privatistiche ma ancora sostanzialmente in regime di monopolio. Mi riferisco ad alcune iniziative, naturalmente a scapito del cittadino che per svolgere la propria attivita', deve spedire una grande quantita' di raccomandate o usufruisce di altri servizi postali.
In questi casi le Poste pongono a carico dell'utente l'acquisto della modulistica o di tutto cio' che e' strumentale alla spedizione della corrispondenza (ricevute di ritorno, cedole di spedizione ecc.) Ma il fatto che ha fatto tracimare il vaso fu quando, recatomi all'ufficio postale, l'impiegato ha preteso per la spedizione in distinta di oltre 21 raccomandate un aggio di circa 2, 50 euro; inoltre dovevo preventivamente acquistare i bollini sui quali e' stampigliato il codice a barre ed il numero di raccomandata, in caso contrario la corrispondenza non sarebbe partita.
Ormai si sta rasentando l'assurdo, penso che per tutti questi provvedimenti pirata dovrebbe esserci un controllo di una authority. Bene o male le Poste svolgono un servizio di pubblica utilita' ed al servizio della collettivita' e quindi non possono dire: o mangi questa minestra o salti dalla finestra.
Il codice a barra ed il numero di raccomandata sono due strumenti relativi all'organizzazione interna della Azienda ed inerenti alla tipologia del sistema adottato dalle Poste per spedire una raccomandata, il cui costo deve essere comprensivo di ogni suo accessorio. Al cittadino non interessa sapere in che modo le Poste intende espletare il servizio postale.
La soluzione e' semplice: Basterebbe che il codice a barre rd il numero venga stampigliato nella etichetta che fuoriesce dalla macchina di affrancatura ora chiamata "LABEL" e non richiedere al cittadino un costo aggiuntivo ed un impegno che oltrepassa i limiti del buon senso. Di questo passo le Poste saranno libere di fare brutto o cattivo tempo senza un rapporto contrattualistico alla pari con il cittadino ed in regime di incontrollata supremazia.
Grazie, cordialita'.

Risposta ADUC
riteniamo che il caso sia contestabile. Far pagare chi si porta via un certo numero di tagliandi (senza certezza che non vengano sprecati e quindi non finalizzati alla specifica spedizione che poi viene eseguita) e' una cosa. Ma se viene fatto pagare il materiale per la spedizione, nel momento in cui la si va ad eseguire, sicuramente si tratta di una scelta contestabile in quanto il prezzo della spedizione gia' dovrebbe di per se' comportare questo.
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