Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
4 ottobre 2003
Un altro problema con le banche...
Qualche mese fa ho deciso di acquistare un appartamento e quindi ho iniziato ad cercare un mutuo. Decidiamo, con la mia convivente, di scegliere un mutuo a tasso fisso. Soprattutto a causa della durata molto lunga (oltre 20 anni). In pratica scegliamo la tranquillita' di una rata certa, anche se piu' alta.
Tra le varie offerte, la migliore mi sembra quella della BNL: mutuo 25 anni al tasso del 6, 2%, che aprendo un conto corrente "family plus" si riduce al 6%.
Avendo trovato queste condizioni concorrenziali ho fatto, il 3 settembre 2003, richiesta di un mutuo 25ennale per un importo di 129.000 euro, per una rata mensile di circa 830 euro, e ho contestualmente aperto un conto corrente "Family Plus" (al costo di 15 euro mensili).
Sapendo che il tempo necessario per l'istruttoria era di circa 20 giorni, stipulo il compromesso, versando 20.000 euro di caparra, in cui si stabilisce che la vendita deve essere perfezionata entro il 10 ottobre. Il venditore ha deciso di acquistare un altro appartamento e, basandosi su questo compromesso si impegna a saldare l'acquisto all'inizio di ottobre.
Il mutuo viene deliberato intorno al 23 settembre e la data del rogito viene fissata al 2 ottobre.
Il 24 settembre vengo contattato dal direttore della filiale che mi comunica che ha dovuto spostare al 6 ottobre la data del rogito perche' non riusciva a calcolare il piano di ammortamento, in quanto la banca aveva modificato i tassi, con decorrenza 15 settembre. Ma il tasso stabilito per i mutui tasso fisso 25 anni risultava essere superiore al tasso usuraio. Mi anche detto di aver segnalato il problema alla sede centrale e di attendere la loro risposta prima di procedere.
Il lunedi' successivo (29 settembre) vengo convocato in filiale e mi viene comunicato che la direzione ha deciso di sospendere (temporaneamente) l'erogazione di mutui 25ennali a tasso fisso.
Alle mie rimostranze mi viene detto che il tasso viene definito al momento dell'atto, mentre io ero convinto che il tasso fosse quello stabilito al momento della domanda di mutuo, come del resto viene fatto da tutte le altre banche da me interpellate (BHW, UCB, Sanpaolo IMI e Banca Sella.
Mancando pochissimi giorni alla data fissata per l'atto sono impossibilitato a fare richiesta presso un'altra banca, a meno di non perdere la caparra versata.
Di fatto, sono costretto a scegliere un'altra tipologia di mutuo: 20 anni a tasso fisso o un mutuo a tasso variabile. Essendo la rata del primo mutuo troppo elevata (circa 900 euro), scelgo il mutuo a tasso variabile 25 anni ad un tasso iniziale del 3, 6% (EURIBOR 6 mesi + spread 1, 5%). Il direttore della filiale mi fa presente che, con quanto risparmierei nei primi due anni potrei sostituire questo mutuo con uno a tasso fisso.
In conclusione mi trovo ad accollarmi un mutuo che avevamo scartato, pur essendo in possesso di offerte molto migliori di quelle praticatemi dalla BNL (per esempio UCB mi aveva offerto il 2, 75% per il primo anno e EURIBOR 3mesi + 0, 9 spread per i restanti 19 anni).
Mi sento molto danneggiato dal comportamento della banca e vorrei un consiglio su come agire.
So che e' possibile inoltrare un reclamo scritto alla banca e, nel caso il reclamo non abbia riscontro, rivolgersi all'Ombudsman bancario. Cosa fare se anche l'ombudsman non accoglie il mio reclamo? Puo' essere competenza del giudice di pace?
E che tipo di risarcimento posso eventualmente chiedere?
A me basterebbe avere il mutuo che avevo richiesto all'inizio, senza dover pagare un altro atto e, soprattutto, la penale di estinzione anticipata (pari all'1%).
Grazie
Qualche mese fa ho deciso di acquistare un appartamento e quindi ho iniziato ad cercare un mutuo. Decidiamo, con la mia convivente, di scegliere un mutuo a tasso fisso. Soprattutto a causa della durata molto lunga (oltre 20 anni). In pratica scegliamo la tranquillita' di una rata certa, anche se piu' alta.
Tra le varie offerte, la migliore mi sembra quella della BNL: mutuo 25 anni al tasso del 6, 2%, che aprendo un conto corrente "family plus" si riduce al 6%.
Avendo trovato queste condizioni concorrenziali ho fatto, il 3 settembre 2003, richiesta di un mutuo 25ennale per un importo di 129.000 euro, per una rata mensile di circa 830 euro, e ho contestualmente aperto un conto corrente "Family Plus" (al costo di 15 euro mensili).
Sapendo che il tempo necessario per l'istruttoria era di circa 20 giorni, stipulo il compromesso, versando 20.000 euro di caparra, in cui si stabilisce che la vendita deve essere perfezionata entro il 10 ottobre. Il venditore ha deciso di acquistare un altro appartamento e, basandosi su questo compromesso si impegna a saldare l'acquisto all'inizio di ottobre.
Il mutuo viene deliberato intorno al 23 settembre e la data del rogito viene fissata al 2 ottobre.
Il 24 settembre vengo contattato dal direttore della filiale che mi comunica che ha dovuto spostare al 6 ottobre la data del rogito perche' non riusciva a calcolare il piano di ammortamento, in quanto la banca aveva modificato i tassi, con decorrenza 15 settembre. Ma il tasso stabilito per i mutui tasso fisso 25 anni risultava essere superiore al tasso usuraio. Mi anche detto di aver segnalato il problema alla sede centrale e di attendere la loro risposta prima di procedere.
Il lunedi' successivo (29 settembre) vengo convocato in filiale e mi viene comunicato che la direzione ha deciso di sospendere (temporaneamente) l'erogazione di mutui 25ennali a tasso fisso.
Alle mie rimostranze mi viene detto che il tasso viene definito al momento dell'atto, mentre io ero convinto che il tasso fosse quello stabilito al momento della domanda di mutuo, come del resto viene fatto da tutte le altre banche da me interpellate (BHW, UCB, Sanpaolo IMI e Banca Sella.
Mancando pochissimi giorni alla data fissata per l'atto sono impossibilitato a fare richiesta presso un'altra banca, a meno di non perdere la caparra versata.
Di fatto, sono costretto a scegliere un'altra tipologia di mutuo: 20 anni a tasso fisso o un mutuo a tasso variabile. Essendo la rata del primo mutuo troppo elevata (circa 900 euro), scelgo il mutuo a tasso variabile 25 anni ad un tasso iniziale del 3, 6% (EURIBOR 6 mesi + spread 1, 5%). Il direttore della filiale mi fa presente che, con quanto risparmierei nei primi due anni potrei sostituire questo mutuo con uno a tasso fisso.
In conclusione mi trovo ad accollarmi un mutuo che avevamo scartato, pur essendo in possesso di offerte molto migliori di quelle praticatemi dalla BNL (per esempio UCB mi aveva offerto il 2, 75% per il primo anno e EURIBOR 3mesi + 0, 9 spread per i restanti 19 anni).
Mi sento molto danneggiato dal comportamento della banca e vorrei un consiglio su come agire.
So che e' possibile inoltrare un reclamo scritto alla banca e, nel caso il reclamo non abbia riscontro, rivolgersi all'Ombudsman bancario. Cosa fare se anche l'ombudsman non accoglie il mio reclamo? Puo' essere competenza del giudice di pace?
E che tipo di risarcimento posso eventualmente chiedere?
A me basterebbe avere il mutuo che avevo richiesto all'inizio, senza dover pagare un altro atto e, soprattutto, la penale di estinzione anticipata (pari all'1%).
Grazie
Risposta ADUC
attenzione: i tassi sono in realta' tutti a rischio di variazione, sino a che non viene definito contrattualmente il tasso definitivo in contratto. Di solito, le proposte non soggette a variazione riportano indicata la durata della stessa.
In sintesi, sapere se sia o meno possibile contestare dipende da cio' che effettivamente ha in mano lei per dimostrare l'impegno reale della controparte -e supponiamo che in realta' non abbia punti a favore.
In sintesi, sapere se sia o meno possibile contestare dipende da cio' che effettivamente ha in mano lei per dimostrare l'impegno reale della controparte -e supponiamo che in realta' non abbia punti a favore.
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