Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
3 ottobre 2003
Buongiorno, il giorno 09/08/03, ho prelevato un'autovettura classe B presso l'ufficio AVIS BELGIUM SA-NV a seguito di una prenotazione effettuata dalla ditta Pegaso Autoservizi Srl Affiliato AVIS Autonoleggio SpA per un utilizzo della durata di 5 giorni ad un importo totale di 260, 42 Euro.
Dopo 15 giorni dalla restituzione del mezzo mi e' pervenuta una fattura di 786, 39 Euro.
La ditta Pegaso (parlando con la sede a Roma, non riuscendo a mettersi in contatto con l'ufficio AVIS BELGIUM) ci ha informato che ci spettava un risarcimento di soli 220 Euro anziche' 535 Euro, a titolo di "cortesia"; in piu' non vuole assumersi la responsabilita' dell'errore all'inserimento di un codice tariffario diverso da quello inizialmente mostratoci.
Il problema sta diventando sempre piu' pesante, anche perche' sembra che in realta' la ditta Pegaso non abbia l'autorizzazione da parte di AVIS ad effettuare prenotazioni all'estero: Noi siamo stati letteralmente "banditi" dall'ufficio Pegaso in seguito ad una pesante discussione avvenuta dopo aver ricevuto comunicazione dell'indennizzo di 220 Euro anziche' di 535 Euro inizialmente richiesti, in data 30/09/03.
Aggiungo che l'intestatario del contratto, dipendente della ditta Pegaso, e' stato velatamente minacciato di perdere il lavoro se la questione continuera' ad essere sottoposta all'attenzione della ditta Pegaso, proprieta' dei Sigg. xxxx, che "non vogliono sapere piu' nulla di questa storia e che si dovranno mettere d'accordo il dipendente che ha effettuato la prenotazione e l'altro dipendente che non ha controllato il contratto al momento del ritiro in Belgio".
Adesso io mi domando: e' possibile che una ditta si possa comportare in questo modo, dicendomi (io sono l'intestataria della carta di credito fornita al momento della prenotazione) che "ormai non c'e' nulla da fare, mettetevi l'anima in pace e rassegnatevi ad aver pagato il doppio"?
C'e' la possibilita' di riuscire a farsi restituire il "maltolto"?
Non mi sento di assumermi la responsabilita' per un errore che non deriva da una mia negligenza.
Rimango in attesa di vostri commenti.
Grazie Saluti
Dopo 15 giorni dalla restituzione del mezzo mi e' pervenuta una fattura di 786, 39 Euro.
La ditta Pegaso (parlando con la sede a Roma, non riuscendo a mettersi in contatto con l'ufficio AVIS BELGIUM) ci ha informato che ci spettava un risarcimento di soli 220 Euro anziche' 535 Euro, a titolo di "cortesia"; in piu' non vuole assumersi la responsabilita' dell'errore all'inserimento di un codice tariffario diverso da quello inizialmente mostratoci.
Il problema sta diventando sempre piu' pesante, anche perche' sembra che in realta' la ditta Pegaso non abbia l'autorizzazione da parte di AVIS ad effettuare prenotazioni all'estero: Noi siamo stati letteralmente "banditi" dall'ufficio Pegaso in seguito ad una pesante discussione avvenuta dopo aver ricevuto comunicazione dell'indennizzo di 220 Euro anziche' di 535 Euro inizialmente richiesti, in data 30/09/03.
Aggiungo che l'intestatario del contratto, dipendente della ditta Pegaso, e' stato velatamente minacciato di perdere il lavoro se la questione continuera' ad essere sottoposta all'attenzione della ditta Pegaso, proprieta' dei Sigg. xxxx, che "non vogliono sapere piu' nulla di questa storia e che si dovranno mettere d'accordo il dipendente che ha effettuato la prenotazione e l'altro dipendente che non ha controllato il contratto al momento del ritiro in Belgio".
Adesso io mi domando: e' possibile che una ditta si possa comportare in questo modo, dicendomi (io sono l'intestataria della carta di credito fornita al momento della prenotazione) che "ormai non c'e' nulla da fare, mettetevi l'anima in pace e rassegnatevi ad aver pagato il doppio"?
C'e' la possibilita' di riuscire a farsi restituire il "maltolto"?
Non mi sento di assumermi la responsabilita' per un errore che non deriva da una mia negligenza.
Rimango in attesa di vostri commenti.
Grazie Saluti
Risposta ADUC
dipende da cosa e' indicato sul contratto che potete esibire. Se e' indicata una certa cifra specifica, fatelo valere, inviando una raccomandata A/R, dettando un termine di 15 gg per il rimborso delle somme indebitamente addebitate ed avvisando che in difetto adira' le vie legali. Sara' poi la ditta -a seguito di condanna da parte del giudice al pagamento- a rivalersi come meglio crede sull'impiegato colpevole.
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