Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
2 ottobre 2003
Scusate, forse affronto un argomento gia' trattato da Voi, ma sto preparando un ricorso al Giudice di Pace e ho bisogno del maggior numero di informazioni possibili.
Ero debitore verso Omnitel di alcune fatture intestate ad una Ditta di cui ero Socio Amministratore. Una societa' di recupero crediti, la Ge. Ri. di Cagliari, mi fa pervenire una lettera in cui mi invita a saldare il debito in oggetto. Perveniamo ad un accordo per una rateizzazione. L'ultimo assegno, a saldo del debito, e' stato incassato da Ge. Ri. a fine giugno 2003.
Sono venuto a conoscenza, da trasmissioni televisive, che pero' le societa' di recupero crediti possono richiedere al debitore SOLO l'importo del debito, gli interessi maturati e NON ALTRO, per esempio NON POSSONO essere addebitate i costi di recupero credito. Sono venuto a conoscenza anche di una recente ordinanza del Tribunale di Roma a proposito, favorevole ai ricorrenti rappresentati da alcune associazioni di consumatori in opposizione ad agenzie di recupero crediti.
Considerato che la societa' Ge. Ri. mi ha addebitato, come risulta sul dettaglio della comunicazione pervenutami, oltre all'importo delle fatture e agli interessi maturati, anche circa 250 Euro come "spese di recupero credito", ho intenzione di ricorrere al Giudice di Pace per essere rimborsato di quanto da me non dovuto.
La mia richiesta e' la seguente: - quali articoli di Legge, quali articoli del Codice Civile, quali sentenze eventualmente gia' emesse da Tribunali ordinari e/o Giudici di Pace posso citare a supporto e rinforzo della mia istanza?
E' corretta la procedura che sto seguendo?
Vi ringrazio per la Vostra cortesia e Vi porgo i piu' cordiali saluti.
Ero debitore verso Omnitel di alcune fatture intestate ad una Ditta di cui ero Socio Amministratore. Una societa' di recupero crediti, la Ge. Ri. di Cagliari, mi fa pervenire una lettera in cui mi invita a saldare il debito in oggetto. Perveniamo ad un accordo per una rateizzazione. L'ultimo assegno, a saldo del debito, e' stato incassato da Ge. Ri. a fine giugno 2003.
Sono venuto a conoscenza, da trasmissioni televisive, che pero' le societa' di recupero crediti possono richiedere al debitore SOLO l'importo del debito, gli interessi maturati e NON ALTRO, per esempio NON POSSONO essere addebitate i costi di recupero credito. Sono venuto a conoscenza anche di una recente ordinanza del Tribunale di Roma a proposito, favorevole ai ricorrenti rappresentati da alcune associazioni di consumatori in opposizione ad agenzie di recupero crediti.
Considerato che la societa' Ge. Ri. mi ha addebitato, come risulta sul dettaglio della comunicazione pervenutami, oltre all'importo delle fatture e agli interessi maturati, anche circa 250 Euro come "spese di recupero credito", ho intenzione di ricorrere al Giudice di Pace per essere rimborsato di quanto da me non dovuto.
La mia richiesta e' la seguente: - quali articoli di Legge, quali articoli del Codice Civile, quali sentenze eventualmente gia' emesse da Tribunali ordinari e/o Giudici di Pace posso citare a supporto e rinforzo della mia istanza?
E' corretta la procedura che sto seguendo?
Vi ringrazio per la Vostra cortesia e Vi porgo i piu' cordiali saluti.
Risposta ADUC
per essere esatti la societa' ha titolo solo per richiedere cio' che era contrattualmente indicato. Non e' escluso che alcuni contratti prevedano anche delle spese di esazione, ma questo varia -appunto- di contratto in contratto. Inoltre, poteva essere opposta la legittimazione della societa' ad esigere il credito per conto dell'Omnitel, in assenza di comunicazione di quest'ultima, ma ovviamente questo punto e' superato.
Il fatto e' che avendo ottemperato a quanto richiesto (legittimando l'esattore e comunque corrispondendo le spese sostenute per l'esazione del debito, spese che in caso di reiterata inadempienza un giudice avrebbe potuto legittimare tranquillamente) e' un po' difficile che possa adesso chiedere il rimborso. In ogni caso, se ritrovando il suo contratto originario rilevasse l'assenza di tale ulteriore previsione, potra' contestare la legittimita' dell'addebito, sostenendo l'infondatezza della stessa in assenza di titolo che la legittimi, mancando appunto l'espressa previsione contrattuale e su tale base intentando una contestazione formale (si suggerirebbe un tentativo di conciliazione davanti al giudice di pace).
Il fatto e' che avendo ottemperato a quanto richiesto (legittimando l'esattore e comunque corrispondendo le spese sostenute per l'esazione del debito, spese che in caso di reiterata inadempienza un giudice avrebbe potuto legittimare tranquillamente) e' un po' difficile che possa adesso chiedere il rimborso. In ogni caso, se ritrovando il suo contratto originario rilevasse l'assenza di tale ulteriore previsione, potra' contestare la legittimita' dell'addebito, sostenendo l'infondatezza della stessa in assenza di titolo che la legittimi, mancando appunto l'espressa previsione contrattuale e su tale base intentando una contestazione formale (si suggerirebbe un tentativo di conciliazione davanti al giudice di pace).
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