Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

1 ottobre 2003
Domanda 1 ottobre 2003
Cara Aduc, ho scritto una prima volta il 21 settembre u. s. in merito a un problema per la riparazione di un cellulare, che dal 20 giugno scorso ho consegnato al negozio dove l'avevo acquistato e non ho ancora riavuto. Ho ricevuto il vostro consiglio sul modo di comportarmi (lettera con A/R per intimare al negozio la restituzione, ecc...). Torno ora dall'ennesimo viaggio inutile al negozio: il titolare in persona, peraltro nervoso (mi ha mostrato di sfuggita una lettera di un avvocato, invitandomi a scrivergliene una, se voglio), mi ha detto che il cliente dovrebbe rivolgersi all'assistenza, che l'assistenza puo' trattenere l'oggetto per la riparazione fino a nove mesi(!), che se anche intendo riavere il mio cellulare col suo difetto l'assistenza non e' comunque dietro l'angolo, ecc... si vedra' a fine settimana, oppure la prossima, oppure alle calende greche, aggiungo io. Ora il mio problema e' questo: se io domani invio al negozio la raccomandata formulata nei termini da voi indicati, dopo quindici giorni, se non succede nulla, dovrei adire davvero le vie legali. Vi occupate di seguire queste cause? E le spese da sostenere non finiranno forse per costarmi piu' del cellulare? E ancora, queste cause si vincono, di fatto? Dopo quanti anni? A parer vostro, e' meglio mettersi il cuore in pace? Magari per Natale potrei riavere il mio telefono o, al massimo, i nove mesi indicati dal titolare scadrebbero il 20 marzo del 2004...
Sono molto sfiduciata, gradirei un vostro consiglio spassionato. Grazie per l'attenzione e cordiali saluti.

Risposta ADUC
poiche' si rivolgera' da sola al giudice di pace, senza alcun avvocato, iniziando con una conciliazione, non deve preoccuparsi di dover sostenere spese. Ed i tempi (salve qualche ufficio piu' ingolfato) generalmente non sono eccessivi.
Il punto e' anche un altro: se non contribuisce a sua volta a far capire a questa persona che il problema e' serio e che ha delle colpe, costui se ne disinteressera' sempre.
Non essendoci invece rischi particolari, iniziando con la conciliazione (in realta' neanche col contenzioso, ma visto che e' titubante e che in effetti tutto puo' accadere, in questo modo come primo passo va sul sicuro) puo' ottenere quanto le spetta e comunque dare una lezione di correttezza e responsabilita' a questa persona. Intentare contenziosi sciocchi, per ripicca od avidita' e' inopportuno: ma talvolta invece un'azione fa bene a tutti gli interessati.
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