Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
26 settembre 2003
Cara Aduc, La Provincia di Torino ha nuovamente lanciato una campagna di Autodichiarazione per gli impianti di riscaldamento (la prima campagna era del 2000/20001).
Sostanzialmente oltre a far effettuare gli opportuni esami (esame dei fumi) sul proprio impianto, la Provincia chiede anche al cittadini di effettuare (volontariamente) un'autodichiarazione con il risultato di tali esami.
Fin qui non ci vedo nulla di male.
Il problema e' che la Provincia chiede al cittadino di effettuare anche un versamento (che va dai 7 ai 45 euro, a seconda della capacita' dell'impianto + 1 euro di bollettino postale) affinche' l'autodichiarazione sia valida. La motivazione e' che qualcuno nell'ambito della Provincia esaminera' queste dichiarazioni e nel caso in cui la Provincia mandasse un controllo (tramite societa' ARPA, per conto della Provincia), se non si e' effettuata questa dichiarazione (con relativo contributo), il controllo sara' addebitato interamente all'utenza (con pagamento dai 60 ai 200 euro).
Nel caso in cui invece si sia pagata la "questua" allora il controllo sara' in carico alla Provincia.
Tutto questo ovviamente indipendentemente dal fatto che l'impianto sia a norma o no.
A mio modesto parere il controllo dovrebbe essere sempre a carico della Provincia, e solo nel caso in cui venissero riscontrate irregolarita' allora sarebbe piu' che lecita l'applicazione di una sanzione, ma solo in questo caso. Il cittadino dovrebbe avere solo il compito di dover dimostrare di essere in regola con l'impianto e con gli esami previsti, non di aver pagato anche la provincia. I controlli dei fumi sono infatti gia' piuttosto costosi di per se, senza dover aggiungere un ulteriore obolo alla Provincia. Altrimenti la Provincia avrebbe tutti gli interessi a mandare I controlli solo a chi non ha effettuato autodichiarazione, al fine di raccogliere piu' soldi.
E' come se effettuata la dichiarazione dei redditi si dovesse pagare ulteriormente il fisco affinche' nel caso in cui qualche agente ispezionasse la dichiarazione non si dovesse pagare un ulteriore contributo per il controllo.
La mia domanda e' "E' lecito questo contributo chiesto alla Provincia? " Mi e' possibile far accettare per forza alla provincia un autodichiarazione senza versamento?
Gia' si pagano cosi' tante tasse agli enti locali....
Grazie del consiglio.
Saluti
Sostanzialmente oltre a far effettuare gli opportuni esami (esame dei fumi) sul proprio impianto, la Provincia chiede anche al cittadini di effettuare (volontariamente) un'autodichiarazione con il risultato di tali esami.
Fin qui non ci vedo nulla di male.
Il problema e' che la Provincia chiede al cittadino di effettuare anche un versamento (che va dai 7 ai 45 euro, a seconda della capacita' dell'impianto + 1 euro di bollettino postale) affinche' l'autodichiarazione sia valida. La motivazione e' che qualcuno nell'ambito della Provincia esaminera' queste dichiarazioni e nel caso in cui la Provincia mandasse un controllo (tramite societa' ARPA, per conto della Provincia), se non si e' effettuata questa dichiarazione (con relativo contributo), il controllo sara' addebitato interamente all'utenza (con pagamento dai 60 ai 200 euro).
Nel caso in cui invece si sia pagata la "questua" allora il controllo sara' in carico alla Provincia.
Tutto questo ovviamente indipendentemente dal fatto che l'impianto sia a norma o no.
A mio modesto parere il controllo dovrebbe essere sempre a carico della Provincia, e solo nel caso in cui venissero riscontrate irregolarita' allora sarebbe piu' che lecita l'applicazione di una sanzione, ma solo in questo caso. Il cittadino dovrebbe avere solo il compito di dover dimostrare di essere in regola con l'impianto e con gli esami previsti, non di aver pagato anche la provincia. I controlli dei fumi sono infatti gia' piuttosto costosi di per se, senza dover aggiungere un ulteriore obolo alla Provincia. Altrimenti la Provincia avrebbe tutti gli interessi a mandare I controlli solo a chi non ha effettuato autodichiarazione, al fine di raccogliere piu' soldi.
E' come se effettuata la dichiarazione dei redditi si dovesse pagare ulteriormente il fisco affinche' nel caso in cui qualche agente ispezionasse la dichiarazione non si dovesse pagare un ulteriore contributo per il controllo.
La mia domanda e' "E' lecito questo contributo chiesto alla Provincia? " Mi e' possibile far accettare per forza alla provincia un autodichiarazione senza versamento?
Gia' si pagano cosi' tante tasse agli enti locali....
Grazie del consiglio.
Saluti
Risposta ADUC
non e' "colpa" della provincia. E' la legge che autorizza espressamente gli Enti a mettere specificamente a carico dell'utenza i costi per le operazioni di verifica.
Premesso che cio' e' previsto dalla legge, in ogni caso e' anche importante capire che non e' chissa' quale danno, per un motivo molto semplice: l'Ente prende i soldi dalle tasse. Se c'e' un tipo di controllo in piu', di fatto ci vogliono altri soldi. Quindi, se maggiore e' il fabbisogno economico dell'Ente, poiche' questi non puo' togliere ad altre voci (e comunque, non essendo tenuto a farlo, e' matematico che non lo faccia e dove lo facesse rischierebbe di danneggiare la qualita' degli altri servizi "tagliati") aumenterebbe comunque le tasse, in linea generale. Pertanto, tanto vale pagare direttamente lo specifico servizio con un bollettino postale che non subire un aumento delle tariffe o delle tasse. La provincia, come gli altri enti, non e' che abbia soldi propri presi da chissa' dove e chissa' chi: i soldi li prende comunque dai cittadini. Quindi, se ci sono piu' spese, comunque sono i cittadini a dover mettere le mani in tasca. E quindi, tutto sommato, la legge in questo non ha sbagliato: sappiamolo subito che quelli sono i soldi destinati alle verifiche, e facciamo che vadano in un conto a se'. Almeno, e' tutto piu' chiaro e trasparente.
Premesso che cio' e' previsto dalla legge, in ogni caso e' anche importante capire che non e' chissa' quale danno, per un motivo molto semplice: l'Ente prende i soldi dalle tasse. Se c'e' un tipo di controllo in piu', di fatto ci vogliono altri soldi. Quindi, se maggiore e' il fabbisogno economico dell'Ente, poiche' questi non puo' togliere ad altre voci (e comunque, non essendo tenuto a farlo, e' matematico che non lo faccia e dove lo facesse rischierebbe di danneggiare la qualita' degli altri servizi "tagliati") aumenterebbe comunque le tasse, in linea generale. Pertanto, tanto vale pagare direttamente lo specifico servizio con un bollettino postale che non subire un aumento delle tariffe o delle tasse. La provincia, come gli altri enti, non e' che abbia soldi propri presi da chissa' dove e chissa' chi: i soldi li prende comunque dai cittadini. Quindi, se ci sono piu' spese, comunque sono i cittadini a dover mettere le mani in tasca. E quindi, tutto sommato, la legge in questo non ha sbagliato: sappiamolo subito che quelli sono i soldi destinati alle verifiche, e facciamo che vadano in un conto a se'. Almeno, e' tutto piu' chiaro e trasparente.
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