Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

26 settembre 2003
Domanda 26 settembre 2003
Spett. le ADUC, in procinto di acquisto della prima casa, mi trovo di fronte al multiforme panorama delle diverse tipologie di mutuo e quindi di fronte ad una difficile scelta in quanto probabilmente non ho tutte le cognizioni necessarie per capirle a fondo e discriminare tra l'una e l'altra.
Un primo quesito e' tra la scelta di tasso fisso o tasso variabile.
Oggi i tassi sono abbastanza bassi e questo mi spingerebbe ad adottare, secondo una logica personale molto semplicistica, il criterio di scegliere un tasso fisso (piu' alto di quello variabile) nel caso di un mutuo di lunga durata, in modo da minimizzare il rischio di impennate sul lungo periodo, e un tasso variabile nel caso di breve-medio periodo.
Ho poi scoperto che alcune banche consentono un tipo di mutuo di durata al massimo quindicinale a tasso variabile con tetto; e' possibile fissare cioe' una soglia limite di aumento del tasso (ad es. una soglia limite propostami e' del 6, 50 % o giu' di li').
Altri tipi di mutuo, di tipo variabile, consentono di fissare la rata mensile e di prolungare cosi' di un certo numero di rate la durata del mutuo stesso in base agli aumenti di tasso registrati.
So che esistono dei parametri di riferimento che permettono di definire il tasso applicato dalla banca:
- EURIBOR (fissato a livello europeo dalla banca centrale) + spread (applicato dalla banca);
- EURIS (non so come sia fissato) + spread (applicato dalla banca) ma non sono certa che bastino per poter confrontare i mutui tra loro e, inoltre, in alcuni prospetti informativi delle banche non vengono forniti.
L'opzione del tasso variabile a 15 anni con tetto massimo limite mi alletta abbastanza ma non vorrei che ci fosse qualche trappola che al momento mi sfugge.
Forse le banche ci hanno indotto a sospettare di qualunque cosa.
Inoltre, vorrei avere conferma che il mutuo cointestato, oltre a limitare i costi di accensione dello stesso, non comporta particolari limiti per la dichiarazione fiscale separata di entrambi gli intestatari (siamo conviventi e non sposati) e quindi per lo sgravio fiscale.
Vorrei avere un vostro consiglio in merito.
Ringraziandovi per il lavoro che svolgete, vi invio i miei piu' cordiali saluti.

Risposta ADUC
se c'e' una soglia massima (ma quella indicata non ci convince, e' troppo bassa: o le hanno dato la percentuale sbagliata oppure il tetto massimo non e' fissato per tutto il periodo, ma puo' saperlo solo leggendo il contratto) va bene anche un variabile. Altrimenti, assolutamente, scelga il fisso. Il fatto stesso che le banche rendano piu' allettabili, all'entrata, i mutui variabili, dovrebbe lasciarle intendere che a loro avviso il mercato e' comunque tendente al rialzo: e 15 anni sono tanti; mentre e' difficile che i tassi possano diminuire di molto, gli aumenti potrebbero arrivare chissa' dove. Il tasso variabile e' per gli speculatori, non per le tranquille famiglie che non vogliono ritrovarsi a fine mese a rischiare di non poter pagare la rata.
Per la dichiarazione separata non ci sono problemi.
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