Venerdì 5 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

25 settembre 2003
Domanda 25 settembre 2003
Gentili signori, sottopongo alla Vostra cortese attenzione questa problematica perché desidero avere un Vostro gradito riscontro in merito al comportamento da tenere a seguito della spiacevole vicenda recentemente accaduta a seguito di una prestazione medica specialistica.
Circa 2 mesi fa, una persona a me molto cara, ha acceso presso uno studio medico specializzato del modenese, una psicoterapia di appoggio con il preciso intento di contrastare un momento di particolare difficoltà e di conseguente mancanza di serenità.
La parcella per ogni singola seduta, avanzata dallo specialista, è stata in prima battuta di 100 Euro, accordata poi in 50 Euro per 10 sedute, a seguito dell'intenzione avanzata dalla persona per cui vi scrivo, a non procedere per motivi economici.
In questa trattativa non sono stati presi precisi accordi in termini di emissione e meno di regolare ricevuta fiscale o fattura.
Su queste basi sono state svolte N.2 due sedute quindicinali pagate a brevi mani al termine di ogni singola seduta direttamente allo specialista.
Parallelamente però a valle della seconda seduta si è deciso di interrompere questo rapporto medico in quanto marcatamente al di fuori delle conosciute linee psicoterapiche e non allineate con le caratteristiche caratteriali della persona per conto della quale Vi sto scrivendo che più di un giovamento ne ricavava ansia e disagio.
In linea con questa decisione si è successivamente provveduto ad informare il professionista in merito all'interruzione della terapia il quale però è apparso fin da subito molto contrariato dimostrando un atteggiamento critico e tutt'altro che professionista.
A suo favore va citato però il fatto che la comunicazione di interruzione è stata fatta la mattina in cui si avrebbe dovuto svolgersi la terza seduta, cioè con solo 3 ore di preavviso.
La problematica in oggetto però a nostro avviso è nata prevalentemente al momento della richiesta di emissione di ricevuta fiscale per la regolarizzazione degl'importi già versati, momento in cui il psicoterapeuta si è lasciato andare in atteggiamenti irosi e quasi offensivi e nulla sono servite i successivi tentativi di appianare la cosa annullando la richiesta formulata poco prima.
A risposta di tutto ciò, nei giorni successivi a questo accadimento, la persona per cui vi scrivo si è vista recapitare, tramite posta ordinaria e senza ricevuta di ritorno, una fattura proforma che la invitava al conguaglio di n. 3 prestazioni professionali a 100 Euro cadauna, (contro i 50 Euro concordati e versati), cioè al pagamento delle 2 sedute realmente già svolte più la terza disdettata e non effettuata.
La prima intenzione è stata quella di ignorare la fattura proforma ricevuta visto che è stata recapitata tramite posta ordinaria, ma l'intenzione che ad oggi vorremmo seguire è quella di contattare il medico per cercare un accordo che chiuda nella maniera più serena possibile la problematica.
In tal senso però sarebbe molto importante per noi sapere se è nel diritto del medico addebitare 100 Euro al paziente per una seduta non svolta anche se disdetta con solo 3 ore di anticipo.
Sarebbe interessante conoscere anche i termini entro i quali un paziente può interrompere una terapia o annullare una seduta senza incappare in addebiti.
Ci chiedevamo inoltre anche se è possibile per un libero professionista ignorare gli accordi economici iniziali presi con il paziente anche senza documentazioni scritte specialmente in mancanza di chiari riferimenti a sconti a fronte però della non fatturazione relativa.
Purtroppo da questa spiacevole vicenda la persona che ho a cuore ne ha ricavato un forte disagio, in pratica si è ottenuto l'esatto opposto rispetto a quanto si avrebbe voluto ottenere dalle sedute. Non ci sembra giusto pagarne importi di questo tipo per una prestazione medica che si è rilevata molto più dannosa che utile.
In merito a questi quesiti Vi faccio cortese richiesta di chiarimento o sugli eventuali canali informativi che possano consentirci di chiarire la problematica in merito alle responsabilità e ai diritti esistenti.
RingraziandoVi anticipatamente per la cortese collaborazione Vi porgo: Cordiali saluti

Risposta ADUC
verifichi presso l'ordine, in ogni caso si ritiene sia stato applicato il tariffario. Non ci teniamo particolarmente a difendere questo medico, se come dice si e' comportato male nei riguardi di una persona di per se' gia' insicura in questo momento (anche se non e' detto che proprio simili eventi possano per contrasto aiutare a reagire, se non affrontati passivamente), ma rimane il fatto che -se si vuole far valere l'accordo- esso era stato stabilito per un certo numero di sedute. Avendo questa persona disatteso l'impegno, non puo' pretendere che le sia mantenuto lo sconto promesso solo in previsione di un certo tipo di servizio. Oggettivamente, ci pare che il medico abbia palesemente ragione e sicuramente, con un po' di serenita', ne converra' anche la persona interessata, che deve rendersi conto di essere inadempiente e di non poter decidere unilateralmente il contratto senza doverne subire le conseguenze (che non sono una condanna ma solo una matura assunzione di responsabilita').
Ci vuole un po' di coraggio, ma rendersi conto anche di una piccola cosa, come quella di essere inadempienti e di aver causato la rottura dell'accordo, con conseguente applicazione della cifra standard non scontata, vuol dire assumersi le proprie piccole responsabilita' quotidiane -per un fatto inoltre decisamente marginale- e diventare forti. Il suo compito e' di far capire questo a questa persona, in modo da esserle d'aiuto veramente. Se si limita a lasciarla indulgere nell'errore, contribuisce a lasciarla sprofondare nel vittimismo e non pare che questo sia il momento giusto. Il discorso fatto, vale per ogni singolo essere umano, in quanto tutti noi ("consumatori", in questo contesto) siamo sempre restii ad assumerci i propri impegni -CaraAduc e' piena di tali palesi esempi. In questo caso, il comportamento normale che tutti noi -faticosamente- dovremmo tenere, e' un passo in piu' perche' se riesce in un momento di particolare debolezza, sicuramente sara' importante.
Per quanto concerne la terza seduta, visto il breve preavviso ci parrebbe doveroso pagarla, in ogni caso per quella sarebbe possibile contestare l'importo integrale e richiedere la sola applicazione di una penale per l'inadempimento.
Potrebbe pertanto inviare una raccomandata A/R, allegando copia del pagamento effettuato e contestando la pretesa di pagamento integrale della prestazione non eseguita (senza entrare in troppi dettagli) ed indicando di aver corrisposto una cifra adeguata a titolo di penale -almeno il 30%- diffidando pertanto dall'avanzare ulteriori indebite richieste. Se il medico dovesse insistere, allora le due parti andranno dal giudice e sara' quest'ultimo a decidere cosa sia giusto o meno e quindi se sia legittimo pagare solo una penale (come parrebbe piu' opportuno) o l'intero.
Se invece ci fossero degli appunti da fare alla professionalita' del medico nel corso della prestazione, dal punto di vista professionistico, allora la questione e' diversa: puo' tranquillamente deferirlo all'ordine e far valutare la correttezza del comportamento -ma poco c'entra con le tariffe, con lo sconto concordato a condizione che ci fosse un certo numero di sedute e la disdetta all'ultimo momento.
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