Giovedì 4 giugno 2026
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Cara ADUC

Lettera del consumatore

5 luglio 2000
Domanda 5 luglio 2000
Spettabile ADUC,
il mio problema e' il seguente:
10 giorni fa a Roma mi sono sottoposta ad una visita ortodontica in visione di un intervento maxillo facciale.
L'ortodontista mi ha visitato, mi ha fatto un preventivo. Poi mi ha chiesto se ci volevo pensare e io gli ho detto che non importava perche' avevo intenzione di fare il lavoro con lui. Quindi gli ho chiesto se mi poteva prendere subito le impronte per accelerare i tempi dato che io abito a Lucca, cosi' avrei evitato la volta dopo di fare un viaggio a Roma solo per prendere le impronte. Cosi' lui ha fatto.
A fine visita ho preso appuntamento il 6 luglio 2000 per devitalizzare un dente e per vedere di cominciare eventualmente a il lavoro ai denti. Questo lavoro consisterebbe nel mettermi 20 denti in resina per poi appoggiarci l'apparecchio. Lui mi voleva far firmare il consenso informato ed io non l'ho fatto dicendogli che l'avrei firmato la prossima volta cosi' sarebbero stati presenti pure i miei genitori (sono loro che mi pagano il lavoro da fare).
Ora e' successo che io devo fare un periodo di prova in visione di un'assunzione e non mi e' possibile andare a Roma tutte le volte che sarebbero necessarie cosi' gli ho telefonato e gli ho detto che non posso prendermi questo impegno e che sono costretta a fare questo lavoro a Lucca.
Lui mi ha risposto che ha gia' preparato tutte le capsule in resina e mi ha fatto capire che vorrebbe comunque essere pagato. Faccio presente che io non ho firmato nulla, che lui non mi ha fatto la fattura al pagamento della visita e che lui non mi ha detto che in una settimana avrebbe preparato tutte le capsule che poi avrei dovuto mettere dopo l'estate.
Consultando il mio dentista di famiglia ho anche saputo che e' molto improbabile che lui possa aver gia' pronte tutte le capsule.

Risposta ADUC
Dovrete trovare un accordo.
Anche se non c'e' un contratto scritto, questo medico e' in grado di dimostrare di averle fatto un lavoro, che puo' effettivamente presupporre la necessita' di queste capsule (forse non tutte....); se lei si e' fatta fare l'impronta, si presuppone che gli abbia dato mandato di eseguire il lavoro.
Premesso questo, non essendoci atti scritti, la contestazione puo' essere fatta solo sul "quanto": su quanti denti, sul tipo di lavoro previsto, etc.
Le consigliamo di inviare una raccomandata A/R in cui contesta di aver commissionato quel tipo di lavoro, ribadendo gli effettivi accordi e, quindi, contestando la legittimita' della richiesta. Faccia anche una sua controproposta.
Potra' poi tentare una conciliazione alla commissione di conciliazione della Camera di Commercio.
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