Giovedì 4 giugno 2026
Menu
Cara ADUC

Lettera del consumatore

17 settembre 2003
Domanda 17 settembre 2003
La mattina del 10 settembre scorso, mia moglie alla 24^ settimana di gravidanza, alle sei e trenta circa di mattina, avverte dei dolori e con urgenza ci rechiamo all'ospedale S. Chiara di Pisa dove Lei e' seguita.
Arrivati all'ingresso, alla portineria, il portiere di turno mi nega l'accesso in macchina. Fa scendere mia moglie dall'auto e mi chiede di portare la macchina in un posteggio (tra l'altro a pagamento).
Mia moglie intanto si avvia a piedi per arrivare alla clinica ginecologica e ostetrica che dista dall'ingresso del pronto soccorso circa 200 - 300 mt. ed io lascio la macchina nel primo posto libero che trovo a pagamento, ma nelle immediate vicinanze non vedo ne' il posteggiatore, ne' la macchinetta che fa i biglietti e mi reco di corsa alla clinica.
Appena arrivati mia moglie viene subito visitata e gli viene riscontrato una minaccia di parto prematuro in quanto era gia' visibile il sacco nell'utero. Roba da farle fare il parto in strada!
Infatti, nonostante le terapie del caso, la mattina alle 2, dell' 11 settembre, partorisce la nostra bambina.
Al mio ritorno alla macchina lasciata in sosta senza avere pagato il posteggio anticipatamente, sotto al tergicristallo vedo una contravvenzione di 33 euro e spiccioli. Mi viene da piangere......
Chiedo il Vostro aiuto per sapere cosa devo fare con il portiere di turno che non mi ha concesso l'ingresso all'ospedale e la contravvenzione del posteggio.
Perche' mi ha negato l'accesso con l'auto e mi ha fatto andare a piedi?
Perche' l'ospedale non e' dotato di parcheggio, se non posso entrare all'interno con l'auto?
Ci sono delle responsabilita'?
Un ultima cosa e chiudo, ieri pomeriggio alle 15, ci siamo recati all'ospedale per vedere nostra figlia nel reparto di terapia intensiva prenatale e, essendo il posteggio a pagamento ho fatto il biglietto alla macchinetta per un ora. Lo ritiro e vedo che l'ora di scadenza della sosta non e' alle 16 ma la mattina successiva alle 9.
Allora penso che la domenica non si debba pagare. Perche' allora la macchinetta era accesa e mi ha preso i soldi?
Grazie per l'attenzione e spero in un VS gradito riscontro

Risposta ADUC
non deve piangere per cosi' poco: l'ottica giusta sarebbe quella di dire "va bene, ho commesso un'infrazione, ma in questo caso ne valeva la pena" e non pensarci piu'.
Infatti, l'infrazione ovviamente c'e' e che gliela abbiano contestata e' quindi abbastanza normale.
Se vuole puo' anche presentare un'opposizione facendo presenti -a giustificazione- le particolari circostanze che le avevano determinato un particolare stato d'animo, tuttavia l'infrazione c'e' ed e' stata regolarmente comminata ed il fatto che lei fosse preoccupato non e' particolarmente rilevante sotto questo aspetto (diciamo che a fronte della sua preoccupazione del momento, quella di pagare una multa doveva essere la minore delle sue preoccupazioni, ma non credere che il fatto di essere preoccupato fosse motivo di contestazione). Nulla toglie che -per un moto di simpatia- il giudice possa sforzarsi d'interpretare la norma a suo favore, pero' e' un po' poco su cui contare.
Per quanto attiene l'impossibilita' di entrare con l'auto, riteniamo ci siano due possibilita': o non era fisicamente possibile a sua moglie camminare ed in quel caso occorreva chiamare gli inservienti per far portare una sedia a rotelle o una lettiga, oppure sua moglie era in condizione di camminare. In caso fosse apparsa in pericolo di vita, sicuramente le sarebbe stato consentito l'accesso, ma non apparendo questo il caso, pare giusto che le auto dei privati vengano posteggiate altrove invece che bloccare il passo alle autoambulanze (un'auto forse no, ma se passa una allora devono passare tutte, non crede?).
Per cio' che concerne la macchinetta, verifichi le condizioni di contratto esposte.
ADUC è indipendente
Nessun finanziamento pubblico né pubblicità. Solo le donazioni ci rendono liberi.
Sostienici →