Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
17 settembre 2003
Cara ADUC, rispetto ad altri il mio non e' un problema grave, ma mi sembra l'indice di un diffusa arroganza da parte di molti fornitori di beni e servizi. All'inizio dell'anno rilevo un cattivo funzionamento acustico del mio HI-FI.
Pensando si trattasse dell'amplificatore l'ho portato in riparazione presso il laboratorio CAT di Bovisio Masciago, Via Desio 22. Diagnosi del tecnico: "perde traccia"; riparazione 50, 00 euro. Ricondotto l'apparecchio a casa e' tutto come prima. Non resta come imputato che il lettore CD. Ma non potevano dirmelo loro? Porto dunque pazientemente anche il lettore: diagnosi del tecnico: "non legge o perde traccia". Mi si spiega che l'intervento sara' costoso, perche' non e' piu' il caso di pulire il gruppo ottico, ma di sostituirlo, a un costo quasi pari a quello di un apparecchio nuovo. Solo per non produrre altra spazzatura do il consenso, e dopo un tempo ben piu' lungo di quello promesso, lo reinstallo e il risultato e': NON LEGGE O PERDE TRACCIA. Il diavolo allora mi mette cattivi pensieri: " l'ottica sara' stata effettivamente sostituita o non piuttosto semplicemente pulita? ". Alle mie giuste rimostranze, anziche' scusarsi di un loro errore e cercare di rimediare, i tecnici della CAT hanno sfoderato un atteggiamento arrogante e pieno di supponenza sulle loro strabilianti tecnologie, che potrebbero a loro dire non rilevare alcuni lievi difetti. Siccome nella bolla di lavorazione c'e' scritto che e' stato effettuato il collaudo, vien lecito domandarsi quale sia questa tecnologia in uso alla NASA che non rileva che il disco semplicemente non parte, come farebbe invece benissimo un disco di Mario Merola. Adesso l'ho riportato in riparazione, ma sui tempi di restituzione si alternano promesse di tempi brevi ad affermazioni aleatorie: "forse c'e' qualche problema".
La morale mi sembra questa: mi fido, pago, loro sbagliano e se non mi va bene sono trattato come un seccatore.
Esiste la possibilita' di tutelare i miei diritti almeno in parte? Posso almeno chiedere che l'apparecchio sia sottoposto a una prova d'ascolto in mia presenza prima di ritirarlo?
Grazie
Pensando si trattasse dell'amplificatore l'ho portato in riparazione presso il laboratorio CAT di Bovisio Masciago, Via Desio 22. Diagnosi del tecnico: "perde traccia"; riparazione 50, 00 euro. Ricondotto l'apparecchio a casa e' tutto come prima. Non resta come imputato che il lettore CD. Ma non potevano dirmelo loro? Porto dunque pazientemente anche il lettore: diagnosi del tecnico: "non legge o perde traccia". Mi si spiega che l'intervento sara' costoso, perche' non e' piu' il caso di pulire il gruppo ottico, ma di sostituirlo, a un costo quasi pari a quello di un apparecchio nuovo. Solo per non produrre altra spazzatura do il consenso, e dopo un tempo ben piu' lungo di quello promesso, lo reinstallo e il risultato e': NON LEGGE O PERDE TRACCIA. Il diavolo allora mi mette cattivi pensieri: " l'ottica sara' stata effettivamente sostituita o non piuttosto semplicemente pulita? ". Alle mie giuste rimostranze, anziche' scusarsi di un loro errore e cercare di rimediare, i tecnici della CAT hanno sfoderato un atteggiamento arrogante e pieno di supponenza sulle loro strabilianti tecnologie, che potrebbero a loro dire non rilevare alcuni lievi difetti. Siccome nella bolla di lavorazione c'e' scritto che e' stato effettuato il collaudo, vien lecito domandarsi quale sia questa tecnologia in uso alla NASA che non rileva che il disco semplicemente non parte, come farebbe invece benissimo un disco di Mario Merola. Adesso l'ho riportato in riparazione, ma sui tempi di restituzione si alternano promesse di tempi brevi ad affermazioni aleatorie: "forse c'e' qualche problema".
La morale mi sembra questa: mi fido, pago, loro sbagliano e se non mi va bene sono trattato come un seccatore.
Esiste la possibilita' di tutelare i miei diritti almeno in parte? Posso almeno chiedere che l'apparecchio sia sottoposto a una prova d'ascolto in mia presenza prima di ritirarlo?
Grazie
Risposta ADUC
puo' effettuare una contestazione (a mezzo raccomandata A/R) relativa alla mancata risoluzione del malfunzionamento, contestando l'inadempienza -a fronte della erronea riparazione che (risultando nei loro stessi rapporti che il vizio e' il medesimo) nonostante i numerosi interventi non ha consentito di risolvere il danno- intimando pertanto di provvedere -senza alcun ulteriore esborso- la risoluzione definitiva del malfunzionamento, entro e non oltre 15 gg dal ricevimento e comunque dando avviso che in difetto adira' le vie legali. In seguito, potra' rivolgersi al giudice di pace -inizialmente in conciliazione.
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