Cara ADUC
Lettera del consumatore
Domanda
10 settembre 2003
Buongiorno, gradirei un vostro parere sul problema che di seguito descrivo, relativo alla controversia tra il sottoscritto e il costruttore della casa di mia proprieta'.
Nel 1999 ho acquistato una villetta a schiera nuova disposta su due piani fuori terra oltre un piano seminterrato.
Dopo un circa paio d'anni ho iniziato ad avere diversi problemi relativi a perdite di acqua dalle tubature del bagno e della lavanderia con piastrelle che iniziavano a gonfiarsi e a staccarsi dal muro.
Inoltre cominciavo a subire perdite anche dalle raccordi delle tubature che portano l'acqua ai termosifoni ai vari piani, con conseguente distacco, a causa dell'umidita' generata, dell'intonaco dei muri e danni al parquet del pavimento sottostante.
Ho iniziato a scrivere raccomandate al costruttore sollecitando un sopralluogo da parte di un suo tecnico.
Dopo diverse raccomandate sono usciti due tecnici che alla fine mi hanno salutato con misero..... "le faremo sapere".
Sono trascorsi altri mesi, tra telefonate alle quali il tecnico del costruttore non si faceva trovare e altre raccomandate nelle quali sollecitavo una risposta sulle cause e un intervento per risolverle, e avvertivo, che in caso di non risposte avrei provveduto a fare periziare la mia abitazione dal un Perito del Tribunale.
Al persistere del silenzio, ho provveduto alla perizia (del costo di circa 1000 Euro) nella quale venivano evidenziati e documentati danni per un valore di 5.580 Euro oltre IVA.
Spedito il tutto, mi e' successivamente giunta una lettera dal Legale del costruttore il quale mi comunicava che poiche' la perizia e' avvenuta senza la presenza della controparte, per loro era nulla.
Preciso che nelle mie raccomandate ho anche sempre sollecitato, in quanto mi sono sempre state promesse (verbalmente) ma mai consegnate, tutte le certificazioni che per legge sono tenuti a rilasciare, in particolar modo, certificazione e disegno degli impianti elettrici e certificazione e disegni dell'impianto idraulico.
Naturalmente sono in possesso di tutta la documentazione e quindi in grado di provare quanto sopra descritto.
La mia intenzione e' quella di proseguire per ottenere quanto dovuto, anche perche' i danni sono di una certa consistenza e con il passare del tempo peggiorano.
Chiedo quindi un parere da parte Vostra, relativamente al fatto della convenienza o meno di proseguire fino in fondo ma nel particolare per cercare di ottenere come minimo le certificazioni di legge (anche se ho il ragionevole dubbio che non le abbiano neanche loro) per problemi avuti ai tempi con le varie imprese subappaltatrici.
In attesa di un riscontro, porgo distinti saluti.
Nel 1999 ho acquistato una villetta a schiera nuova disposta su due piani fuori terra oltre un piano seminterrato.
Dopo un circa paio d'anni ho iniziato ad avere diversi problemi relativi a perdite di acqua dalle tubature del bagno e della lavanderia con piastrelle che iniziavano a gonfiarsi e a staccarsi dal muro.
Inoltre cominciavo a subire perdite anche dalle raccordi delle tubature che portano l'acqua ai termosifoni ai vari piani, con conseguente distacco, a causa dell'umidita' generata, dell'intonaco dei muri e danni al parquet del pavimento sottostante.
Ho iniziato a scrivere raccomandate al costruttore sollecitando un sopralluogo da parte di un suo tecnico.
Dopo diverse raccomandate sono usciti due tecnici che alla fine mi hanno salutato con misero..... "le faremo sapere".
Sono trascorsi altri mesi, tra telefonate alle quali il tecnico del costruttore non si faceva trovare e altre raccomandate nelle quali sollecitavo una risposta sulle cause e un intervento per risolverle, e avvertivo, che in caso di non risposte avrei provveduto a fare periziare la mia abitazione dal un Perito del Tribunale.
Al persistere del silenzio, ho provveduto alla perizia (del costo di circa 1000 Euro) nella quale venivano evidenziati e documentati danni per un valore di 5.580 Euro oltre IVA.
Spedito il tutto, mi e' successivamente giunta una lettera dal Legale del costruttore il quale mi comunicava che poiche' la perizia e' avvenuta senza la presenza della controparte, per loro era nulla.
Preciso che nelle mie raccomandate ho anche sempre sollecitato, in quanto mi sono sempre state promesse (verbalmente) ma mai consegnate, tutte le certificazioni che per legge sono tenuti a rilasciare, in particolar modo, certificazione e disegno degli impianti elettrici e certificazione e disegni dell'impianto idraulico.
Naturalmente sono in possesso di tutta la documentazione e quindi in grado di provare quanto sopra descritto.
La mia intenzione e' quella di proseguire per ottenere quanto dovuto, anche perche' i danni sono di una certa consistenza e con il passare del tempo peggiorano.
Chiedo quindi un parere da parte Vostra, relativamente al fatto della convenienza o meno di proseguire fino in fondo ma nel particolare per cercare di ottenere come minimo le certificazioni di legge (anche se ho il ragionevole dubbio che non le abbiano neanche loro) per problemi avuti ai tempi con le varie imprese subappaltatrici.
In attesa di un riscontro, porgo distinti saluti.
Risposta ADUC
se ha inviato le raccomandate di messa in mora non piu' di 12 mesi l'una dall'altra e quindi non facendo decorrere la prescrizione, potrebbe ancora essere nei termini per agire. Se i lavori di ripristino sono stati eseguiti, e' difficile determinare l'effettivo valore del danno. In ogni caso, il fatto che cattiva esecuzione ci fosse, pare non possa essere messo in dubbio, visto il comportamento del costruttore.
Per quanto attiene le certificazioni, dovrebbe inviare una nuova raccomandata A/R, intimandone la consegna entro un termine, decorso il quale adira' le vie legali -provvedendo poi, per questo, a rivolgersi al giudice di pace.
Per quanto attiene le certificazioni, dovrebbe inviare una nuova raccomandata A/R, intimandone la consegna entro un termine, decorso il quale adira' le vie legali -provvedendo poi, per questo, a rivolgersi al giudice di pace.
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